Israele è un bersaglio della disinformazione, se ne parla a Lodi Liberale

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Nella 365esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro “Fact-checking su Israele. L’altra faccia della storia” di Nathan Greppi insieme a Walker Meghnagi (Presidente della Comunità Ebraica di Milano), Alberto Giannoni (Giornalista) e David Fiorentini (Ex Presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia). La serata è stata introdotta e coordinata da Lorenzo Maggi, Presidente di Lodi Liberale.

La sala è piena, il caldo è soffocante, ma ciò che colpisce è altro: la presenza delle forze dell’ordine, dentro e fuori l’edificio. Non è un dettaglio scenografico, ma il segno tangibile di un’epoca in cui parlare di Israele, di antisemitismo e di disinformazione significa esporsi, assumersi un rischio, diventare bersaglio. È in questo contesto che viene presentato “Fact-checking su Israele. L’altra faccia della storia”, il nuovo libro del giovane giornalista Nathan Greppi, pubblicato da Lindau.

Greppi spiega che l’idea del libro nasce “poco dopo il 7 ottobre”, quando l’attacco di Hamas e la successiva guerra a Gaza hanno scatenato un’ondata di ostilità verso gli ebrei e verso Israele senza precedenti recenti. In quei giorni, racconta, lui e Fiorentini ricevevano decine di messaggi da studenti liceali e universitari: ragazzi che fino al giorno prima non si occupavano di politica e che improvvisamente si trovavano accusati, insultati, messi all’angolo da coetanei convinti che “il 7 ottobre non sia mai avvenuto”, che “Israele stia compiendo un genocidio”, che “Hamas non abbia ucciso né stuprato nessuno”.

Per rispondere a queste domande, Greppi inizia a compilare un file Excel: una lista di bufale, luoghi comuni, falsificazioni storiche, ciascuna accompagnata da una controargomentazione basata sui fatti. Quel file diventa sempre più corposo, fino a trasformarsi in un libro strutturato in cinque sezioni, più un’appendice con un’intervista a Yigal Carmon, presidente del MEMRI ed ex colonnello dell’intelligence israeliana.

Greppi illustra la struttura del volume, che affronta:

Il rapporto tra ebraismo e sionismo, spesso confuso o deliberatamente distorto.
Le “parole malate”: colonialismo, occupazione, genocidio, apartheid, pinkwashing e greenwashing. Termini che, spiega, sono stati caricati di significati ideologici fino a perdere ogni aderenza ai fatti. Sono stronzate messe in circolo da chi odia Israele, sono bufale.
La riscrittura della storia, dalle affermazioni secondo cui “Gesù era palestinese” alla tesi che gli ebrei siano “un popolo inventato”.
I falsi idoli: ONU, Amnesty International, Croce Rossa e altre organizzazioni percepite come imparziali ma che, secondo l’autore, hanno una lunga storia di ostilità verso Israele.
Le teorie del complotto**ùù, dal negazionismo degli stupri del 7 ottobre alle accuse di auto-attentato, fino ai paralleli con l’11 settembre.

Il libro, nelle parole di Maggi, è “una piccola perla”: sintetico, documentato, capace di affrontare temi complessi con chiarezza e rigore.

Uno dei passaggi più forti dell’intervento di Greppi riguarda la genealogia dell’antisemitismo contemporaneo. L’odio verso Israele, sostiene, non nasce nel mondo arabo né in Occidente, ma nell’**Unione Sovietica**, che dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967 costruisce la narrativa di Israele come “stato colonialista, imperialista e razzista”. Una narrativa che si diffonde nelle sinistre occidentali, nelle risoluzioni ONU e nella cultura politica europea.

Greppi ricorda episodi emblematici: la risoluzione ONU del 1975 che equipara sionismo e razzismo; la conferenza di Durban del 2001, che accosta Israele all’apartheid sudafricano; la condanna ONU contro Israele per il rapimento di Eichmann, anziché contro l’Argentina che lo aveva protetto.

Il risultato, dice, è un clima in cui le parole non descrivono più la realtà, ma la deformano. E questo ha conseguenze concrete: aggressioni, minacce, insicurezza crescente per gli ebrei in Europa e nel mondo.

Il giornalista Alberto Giannoni offre un intervento appassionato e lucido, centrato sul ruolo del linguaggio. Le parole, dice, sono diventate “strumenti ideologici”, e chi lavora nei media ha la responsabilità di usarle con consapevolezza.

Giannoni parla di un clima “delirante”, in cui non è ostracizzata solo la posizione filoisraeliana, ma anche quella filopalestinese che non si conforma alla linea dominante. Cita casi di intellettuali epurati per aver usato parole “sbagliate”, come sionista o per aver rifiutato di usare genocidio.

Richiama Orwell, la neolingua, la riduzione del linguaggio a formule rituali. “Oggi l’unica parola consentita è genocidio”, afferma. E denuncia la trasformazione della questione israelo-palestinese in un campo di battaglia simbolico, dove la verità fattuale è sacrificata a un progetto ideologico.

David Fiorentini porta la discussione sul piano personale. Mostra una foto ricevuta poche ore prima: svastiche e scritte antisemite all’ospedale di Padova. Racconta la telefonata della Digos, che dopo il 7 ottobre lo avverte: “Ti sei messo un bersaglio sulla schiena”.

Per un ragazzo di 23 anni, dice, non è facile. Ma proprio per questo il libro di Greppi è importante: perché offre strumenti, parole, argomenti a chi deve difendersi in un clima ostile. E perché permette di avviare un percorso di educazione e dialogo, necessario per uscire dalla fase acuta dell’odio e tornare a un confronto razionale per colmare un vuoto.

Il lavoro di Greppi si inserisce in questo vuoto: non come un manifesto politico, ma come un tentativo di riportare la discussione sul terreno dei dati, della storia, della logica. Un invito a non lasciarsi travolgere dal rumore di fondo, a non accettare passivamente narrazioni prefabbricate, a non rinunciare alla complessità.

MC

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Giornalista pubblicista e facebook blogger. Scrivo per Donnissima il blog in rosa dal 2005. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia Politica presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro dal 2024 come PR e Merchandiser presso Eventi, GDO, Retail e Ristorazione. Collaboro con YouGov per il monitoraggio degli andamenti di mercato come Data Insert. Ho concluso un mastering post laurea, la Scuola di Formazione Politica presso la Fondazione Luigi Einaudi. Sto frequentando il Master in Giornalismo presso la RCS Business Academy, presso il Corriere della Sera. Nel tempo libero scrivo poesie, brevi saggi, innesti filosofici, pratico molto sport. Socio sostenitore di Secolo Trentino e Lodi Liberale, sostengo UNHCR per i rifugiati politici e alcune associazioni che pagano cure mediche per malattie rare e supporti tecnici per i disabili. :-)

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