Nella 371esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro: “I signori del diritto. Il potere più irresponsabile”, pubblicato da IBL Libri, insieme a Raimondo Cubeddu (Senior Fellow dell’Istituto Bruno Leoni), Pier Giuseppe Monateri (Professore di diritto civile all’Università di Torino) e Nicolò Zanon (Professore di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Milano).
“Questo testo si interroga sui limiti di un sistema gestito come casta, con delle spiegazioni vincenti e articolate che spiegano come mai la parola casta non sia usata con populismo. La Magistratura si è arrogata anche il diritto di commentare le piazze e le associazioni. La classe dei giuristi è molto ampia. Non ci sono solo Magistrati. Ad ogni modo il potere della casta deve essere gestibile e controllabile, competente e valutabile.
Il professor Monateri ha fatto un confronto tra la giustizia italiana, europea, americana, inglese per arrivare a spiegare che innanzitutto la legge non può essere applicata senza essere interpretata, perché la legge è scritta prima che avvengano i fatti, il che la rende comunque obsoleta per definizione. Ha in seguito parlato di come il Libro spieghi le origini del concetto di diritto, nelle istituzioni, nelle società, laddove vi sono usi e abusi, ma anche situazioni che sono definite più che altro dal punto di vista della visione politica, in un certo qual modo manipolandone il senso. Infine, per questioni molto più pratiche, il problema è che le riforme in Italia hanno dato potere a un organo che non è definitivo, non paga le conseguenze delle interpretazioni e si perde nei cavilli.
L’autore, Cubeddu, ha portato il suo punto di vista da professore di filosofia politica, spiegando come, ad oggi, la politica non sia sempre uno strumento flessibile, bensì sia soggetto a un continuo ristrutturarsi, che può anche essere in decadenza, non necessariamente migliorandosi, più spesso in modo comune, cioè persone che non sarebbero di fatto titolate per poter scrivere delle leggi.
Il pregiudizio ideologico in giurisprudenza
Cubeddu ha quindi poi spiegato come, effettivamente, molte leggi siano inadeguate perché troppo vecchie o perché non riflettono la questione. Il Magistrato quindi deve utilizzare, interpretare, applicare una legge che possa entrare nel solco dell’argomento, con una ratio. In questo caso, quindi, il pregiudizio ideologico prevale sull’interpretazione asettica, perché è contaminato da idee, sogni, desideri, ecc. Il concetto di Giusto si sovrappone al concetto di Legale, specialmente laddove non si prevede l’evidenza netta del fatto specifico.
“Il diritto altro non è che un processo di regolamentazione di fatti.”
La frammentazione delle classi economiche e delle classi sociali, delle ideologie e dei gruppi di potere, non consente di dare un’unica linea di interpretazione della legge, motivo per cui molto spesso le decisioni di giudici e magistrati ci lasciano insoddisfatti e, molto similmente, i motivi non sono mai attinenti ai fatti, ma alle idee.
Un tempo il Magistrato era indice del costume e dell’ethos di una nazione e adesso però le nazioni non hanno un solo substrato culturale, per cui il Magistrato morale e etico lascia il tempo che trova.
Il professor Zanon è partito dalle pagine del libro, dove parla dei Signori del diritto riferendosi in senso ampio, riferendosi a tutta la casta.
“Viviamo in periodi in cui la carenza di uno studio di giurisprudenza viene spesso supplito dalla politica o dalle ideologie. Chi insegna diritto, filosofia, si occupa della materia, lo sa.
Il libro in realtà si occupa di tante cose, ha detto Zanon, la casta è un ambito di indagine di natura anche sociologica. Il problema che ci tocca più da vicino, però, è che tutta la Magistratura ha a che fare con il Ministero della Giustizia, da vicino, lo controlla. Nonché cozza con la burocrazia giuridica. Questo ruolo diventa molto pesante e importante.
Zanon ha scritto la Prefazione di questo libro e non parla solamente di leggi per dire qualcosa di nuovo, ma anche per mettere alla luce un argomento che ha delle lacune profonde su tutta la catena.
Spesso la Giurisprudenza non ha alla base un contesto: tuttavia già la nostra Costituzione è dirigista e tutto l’impianto lo è. Tutti i casi che sono stati impilati sono casi che hanno scritto il futuro delle leggi.
Le Sentenze riscrivono man mano il Codice di Procedura Penale, trasformando completamente la legge sulla base delle leggi che vengono promulgate in seguito. In parte la Corte Costituzionale, in parte il Parlamento, hanno voce in capitolo.
In Italia i Giudici della Corte Costituzionale non hanno il dovere di permanere per tutta la vita, per cui troviamo spesso che essa stessa debba valutare il proprio stesso operato. La separazione dei poteri è fondamentale per rendere libera e giusta la giustizia.
Martina Cecco












