Alfio Quarteroni a Lodi Liberale per parlarci di AI, con il nuovo libro

0
365

Nella 337esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro “L’Intelligenza creata. L’AI e il nostro futuro“, insieme ad Alfio Quarteroni (Professore emerito al Politecnico di Milano e al Politecnico di Losanna), Pierangelo Soldavini (Giornalista de Il Sole 24 Ore) e Andrea Parlangeli (Caporedattore di Focus).

“L’Intelligenza Artificiale fa parte della nostra normalità, volenti o nolenti, tendenzialmente siamo sempre diffidenti ma anche attratti dalla novità della AI. La cosa principale è di non farsi prendere dalla paura. la civiltà occidentale è basata su questa logica, rispetto alla società primitiva, infatti, ci sono delle dinamiche cha hanno a che fare con altro, ovvero le competenze diffuse che sono messe insieme, collaborano nel mercato e producono degli effetti, non solo dei prodotti, come ad esempio l’Intelligenza Artificiale, appunto, che ci farà cambiare, in positivo e anche in negativo. Da ogni punto di vista andrà a sostituire molte cose che ormai sono obsolete e ripetitive. Molti posti di lavoro spariranno, non avremo più i lavori che si basavano su competenze sostituibili.”

Secondo il Presidente di Lodi Liberale, Maggi, la AI avrà un impatto decisamente positivo sulle nostre vite.

Il professor Alfio Quarteroni, autore del libro, ha introdotto la serata cercando di fare chiarezza su cosa sia questa Intelligenza Artificale, dove potrebbe essere impiegata e senza fare delle visionarietà ha fatto delle previsioni, che servono per non essere travolti dal ritmo incalzante del progresso, che mai come adesso è stato proattivo ed efficace.

“Forse ci possono essere dei problemi da gestire, per arrivare ad avere la cognizione completa del perimetro entro cui si muove l’AI. Questa materia di conoscenze ha un corpo, solido, che ha una base che ancora non conosciamo benissimo, ma che possiamo chiarire. 70 anni fa, con la nascita della prima definizione di intelligenza artificiale si comincia a pensare che la macchina possa avere autonomia.”

“I software possono lavorare con i dati, che tecnicamente rappresentano l’esperienza, cioè la conoscenza statistica che oramai è sempre più precisa grazie alla digitalizzazione. Se abbiamo a disposizione sempre più dati, saremo sempre più precisi. Sia nelle immagini, che nei testi, che nell’esperienza codificata, che viene trasmessa alla macchina per imparare, cioè per comportarsi.”

I grandi progressi che sono stati fatti recentemente, sono anche molto precisi, non si tratta solamente di lavorare con i dati per effetti virtuali, ma anche attraendo una serie di servizi e una serie di business, come ad esempio quello militare: a partire dal 2017 si apre la via del Transformers, ovvero dello sviluppo del linguaggio artificiale, con l’attrazione di mercati di centinaia di migliaia di dollari. In questo modo sono molte le persone che hanno potuto lavorare in questo settore, con un’enorme incentivazione alle assunzioni.

Secondo il professore ci saranno dei passaggi epocali, a breve, che porteranno a una Super Intelligenza, un passo che sarà probabilmente splendido, con un ecosistema di macchine che riescono a dialogare tra di loro in una società virtuale di macchine.

Il giornalista Andrea Parlangeli ha parlato dell’impatto della ricerca e dei passaggi più recenti della AI: il 30/11/2022 quando iniziano a diffondersi delle notizie che parlano di ChatGpt, con le reazioni immediate delle persone, che hanno avuto una risposta immediata, molto forte, tutti volevano parlarne e provarlo.

Una seconda data che è importante è quella del 29/03/2023 quando Elon Musk diffuse una comunicazione di fermare per sei mesi l’intelligenza artificiale, fintanto che sei mesi dopo egli stesso ne ha lanciata una e questo rende poco credibile l’allarme, perché la paura è spesso un elemento di controllo delle masse attraverso il controllo delle emozioni.

Il problema della AI, in realtà, sta eventualmente nel potere enorme che assume chi ne ha il controllo e la possiede. Un dominio economico, militare, amministrativo, anche personale, non solo da parte dei governi, ma anche delle aziende e da parte delle singole persone, tenendo conto che i bilanci di alcune internazionali sono superiori a quelli dei paesi poveri.

Una terza e ultima data riguarda l’operazione degli algoritmi, cioè enorme potenza, su problemi relativamente piccoli, dal punto di vista delle spese questo è utile? Questo è un problema che vale la pena tenere a mente: il punto di arrivo di questo libro è che lo sviluppo della civiltà si vede dall’indice di povertà.

Il giornalista Pierangelo Soldavini ha seguito dal punto di vista economico, per il Sole 24 Ore, la vicenda della AI, che dedica a partire dal nome del marketing un’idea fuorviante, per riuscire a fare cassa con lo sviluppo dei progetti nuovi, che sono stati fortemente aiutati dal Governo americano. Se si fosse parlato di Sistemi adattivi con autoapprendimento programmato, probabilmente, avrebbero avuto un impatto molto inferiore.

“L’AI interviene su un passaggio tecnologico che aveva già di molto accelerato il punto di vista della crescita umana della società, quindi ci fa paura perché entra in diretta concorrenza con noi, come fanno le persone a reagire alla tecnologia quando mai nessuna generazione ha avuto modo di utilizzare, se poi usiamo la tecnologia per il tempo perso, per le informazioni basilari che potremmo ottenere anche in altro modo, usiamo pochissimo della tecnologa.”

“Quindi è difficile riuscire a capire come utilizzeremo la tecnologia. Questa tecnologia è ampiamente potente e però non è detto che possiamo affidare tutto su queste macchine che potenzialmente sono anche molto stupide, serve che manteniamo un regime culturale di intelligenza umana molto alto, per considerare la AI come un potente strumento tecnologico cooperativo a supporto della conoscenza umana, ovvero non sostituire la nostra intelligenza con quella artificiale nelle nostre cose.”

MC

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome