Roma si è immersa in una serata di raffinata diplomazia culturale lo scorso Venerdì 5 Dicembre 2025, quando l’Accademia d’Egitto di Belle Arti ha ospitato la conferenza e mostra “Lettere Danzanti”. L’evento si è tenuto in vista della prossima Giornata Mondiale della Lingua Araba, e ha rappresentato un momento di profonda celebrazione del patrimonio culturale arabo.
Le Presenze Istituzionali
La sala dell’Accademia, che sorge nel cuore elegante di Roma, era gremita, a testimonianza dell’importanza dell’iniziativa. L’inaugurazione è avvenuta sotto gli alti auspici di S.E. Ahmed Hanno, il Ministro della Cultura Egiziana.
Le presenze istituzionali hanno sottolineato il valore diplomatico dell’evento: l’Ambasciatore d’Egitto in Italia, S.E. Bassam Rady, ha onorato la serata con la sua partecipazione, aprendo formalmente l’incontro insieme alla padrona di casa, la Prof.ssa Rania Yehia, Direttrice dell’Accademia d’Egitto a Roma. La loro presenza congiunta ha evidenziato come l’Accademia sia un punto focale per le relazioni culturali tra Egitto e Italia.
Il Contesto: Celebrare la Lingua
L’intera serata è stata una preludio alla Giornata Mondiale della Lingua Araba, che cade il 18 Dicembre. È una ricorrenza cruciale istituita dall’UNESCO nel 2010 e riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 2012, per celebrare l’adozione dell’arabo come sesta lingua ufficiale di lavoro dell’ONU nel lontano 1973. Questa giornata è fondamentale non solo perché l’arabo è parlato da oltre 420 milioni di persone, ma perché ne riconosce il ruolo storico come veicolo della conoscenza e della scienza che per secoli ha contribuito a preservare e sviluppare il sapere globale.
La Magia della Calligrafia Araba
Al centro della conferenza e della mostra c’era la magia della Calligrafia Araba (Khatt), che non è semplicemente scrittura, ma l’arte visiva e spirituale per eccellenza del mondo arabo-islamico. Storicamente emersa come la principale forma d’arte per la trascrizione del sacro Corano, la calligrafia si è poi diffusa nell’architettura, nelle ceramiche e in ogni oggetto della vita quotidiana, con stili che vanno dal monumentale Kufi all’elegante Thuluth.
A guidarci in questo viaggio è stato il Maestro Amjed Rifaie. Iracheno dell’antica Mesopotamia, Rifaie è uno dei pochissimi maestri a dedicarsi con passione alla diffusione di quest’arte in Europa. Vive la sua professione in modo totale, quasi teatrale, portando la calligrafia sul palcoscenico per far “ballare le lettere e le parole“. Questo approccio dinamico ha riscosso successo in collaborazioni con enti prestigiosi, tra cui spicca la decorazione della “Iraq Room” presso la sede della FAO a Roma.
Mentre il Maestro Rifaie svelava i segreti e le geometrie delle forme calligrafiche, il musicista Jalal Qafishah forniva l’accompagnamento con l’oud, il liuto arabo, fondendo il movimento ritmico della musica con la fluidità visiva delle lettere. L’evento ha dimostrato concretamente come l’arte, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità nel 2021, sia il vero strumento di connettività tra culture diverse.
La serata si è conclusa con un rinfresco che ha trasformato l’Accademia in un vero crocevia di nazionalità e competenze, con una nutrita presenza del corpo diplomatico arabo, tra cui il decano degli ambasciatori S.E. Asmahan Altoqi (Yemen), S.A. Sayyid Nazar Aljulanda Majid Al-Said (Sultanato dell’Oman), S.E. Abdulla Ali Ateeq Obeid Al-Subousi (Emitrati Arabi Uniti), S.E. Nasser Sanhat Al Qahtani (Kuwait), S.E. Ibrahim Ali Omar (Somalia). Tra i presenti spiccavano figure che incarnano il dialogo interculturale, come il Direttore dell’Istituto di Cultura dell’Iran, il Dott. Seyed Majid Emami, il Responsabile della Cultura dell’Algeria, Dottor Oussama Achouri, la giornalista russa Elena Softnikova, il regista colombiano Luis Carlos Osorio Paéz, il medico iracheno Zahran Khalati e tanti altri, dimostrando che la cultura e l’arte sono il fondamento essenziale per una diplomazia di pace e comprensione reciproca.











