Sharon D Clarke, una delle interpreti più celebrate del teatro britannico, torna al centro della scena con un progetto destinato a lasciare il segno: la nuova produzione di Othello firmata dalla Royal Shakespeare Company, in programma al Swan Theatre di Stratford-upon-Avon tra febbraio e aprile 2027. Tre volte vincitrice dell’Olivier Award, Clarke è nota per la sua presenza magnetica e per la capacità di reinventare ruoli complessi; ora si prepara a incarnare un’Othello radicalmente ripensato, diventando la prima attrice nera e lesbica a interpretare il generale veneziano nella storia della RSC.
La regia è affidata a Monique Touko, talento emergente che ha scelto di trasportare la tragedia in un futuro distopico segnato dalla crisi climatica. In questa lettura contemporanea, Othello è una leader militare che deve difendere la propria autorità in un ambiente dominato dagli uomini, mentre affronta le dinamiche di potere, sospetto e discriminazione che Shakespeare aveva già intuito ma che oggi assumono nuove sfumature. Touko introduce il tema della misogynoir, l’intersezione tra razzismo e sessismo vissuta dalle donne nere, trasformando la gelosia del testo originale in un conflitto politico e identitario.
Accanto a Clarke, la produzione riunisce un team creativo di alto profilo: il set designer Paul Wills, la costume designer Jodie-Simone Howe e il lighting designer Matt Haskins costruiscono un mondo scenico immersivo, fatto di movimento, musica e atmosfere futuristiche. Il cast completo non è ancora stato annunciato, ma la scelta di una Desdemona significativamente più giovane aggiunge tensione emotiva e complessità alla relazione centrale.
Con questo Othello, la RSC non si limita a proporre una nuova interpretazione di un classico: apre un dialogo con il presente, interrogando il potere, l’identità e le strutture sociali che ancora oggi modellano la nostra idea di giustizia. Sharon D Clarke, con la sua intensità e la sua esperienza, diventa il fulcro di una produzione che promette di essere una delle più discusse e innovative della stagione teatrale 2026–2027. Quest’opera è un dramma psicologico che indaga la natura umana, sullo stile di molti altri autori del periodo successivo, nulla vieta, quindi, che a prendere la parte dell’espediente narrativo possa essere una donna, nera, anche lesbica. Non trattandosi di narrativa le polemiche hanno davvero poco senso, si potrebbe arrivarci da soli, senza farselo dire.
MC












