All’Assemblea annuale 2026, istituzioni, Gruppo FS, imprese e rappresentanze del settore si sono confrontati sulle prospettive della filiera ferroviaria. Nel pomeriggio un seminario dedicato alla prevenzione del rischio sismico e alla resilienza delle infrastrutture.
La capacità di trasformare gli investimenti in opere concrete, valorizzare le competenze delle imprese e garantire infrastrutture efficienti e sicure. Sono stati questi i temi al centro dell’Assemblea annuale 2026 di Anceferr – Associazione Nazionale Costruttori Edili Ferroviari Riuniti, svoltasi il 29 ottobre alla Casa dell’Architettura – Acquario Romano, a Roma.
«Convergenze. Dalla condivisione alla responsabilità del fare» è il titolo scelto per l’incontro, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del Gruppo FS, delle imprese ferroviarie e delle organizzazioni sindacali, in una giornata di confronto sulle prospettive di un comparto strategico per lo sviluppo infrastrutturale del Paese.
Ad aprire i lavori è stato Vito Miceli, presidente di Anceferr, che ha posto al centro della discussione la necessità di dare continuità agli investimenti e di non disperdere la capacità produttiva sviluppata dalle imprese negli ultimi anni. Una crescita significativa: secondo i dati presentati dal presidente, negli ultimi cinque anni le aziende associate hanno registrato un incremento medio del fatturato del 50%, un aumento del personale del 30% e investimenti superiori a tre milioni di euro all’anno per ciascuna impresa.
Il tema è particolarmente rilevante nella fase di transizione successiva alla stagione straordinaria degli investimenti legati al PNRR. Le imprese hanno ampliato le proprie strutture, assunto personale, acquistato macchinari e sviluppato competenze specialistiche per rispondere alle esigenze di un programma infrastrutturale di grande portata. Ora la sfida è assicurare che questa capacità industriale possa continuare a essere utilizzata.
Nel suo intervento, Miceli ha richiamato alcune criticità segnalate dalle aziende associate: contratti che non si traducono nei cantieri previsti, rallentamenti nell’attivazione degli Accordi Quadro, rinvii delle lavorazioni, pagamenti discontinui e difficoltà nella programmazione delle interruzioni ferroviarie necessarie per eseguire gli interventi.
Un dato ha sintetizzato la questione: circa il 30% del valore dei contratti aggiudicati alle imprese negli ultimi tre anni, pari a circa due miliardi di euro, non si sarebbe ancora tradotto in cantieri.
«Il sistema produttivo non è una fisarmonica», ha osservato Miceli, ricordando che personale, mezzi, investimenti e costi devono essere programmati e non possono essere attivati e disattivati in funzione dei ritardi. Il presidente ha inoltre insistito sulla necessità di riconoscere il valore effettivo delle competenze specialistiche nelle procedure di affidamento: «Non chiediamo meno concorrenza. La concorrenza è necessaria. Ma deve essere una concorrenza capace di distinguere le competenze e l’esperienza dimostrata sul campo».

Alla mattinata hanno contribuito anche rappresentanti di primo piano del sistema istituzionale e ferroviario. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, intervenuto con un videomessaggio, ha richiamato la necessità di trasformare le risorse e i programmi di investimento in opere effettivamente realizzate, sottolineando l’importanza di tempi certi, qualità progettuale, sicurezza dei cantieri e competenze adeguate.
È intervenuto inoltre Aldo Isi, Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana, che ha sottolineato il percorso di crescita del sistema ferroviario italiano nell’ultimo decennio e la necessità di utilizzare l’esperienza maturata per affrontare la fase successiva al PNRR. Tra le priorità indicate, il miglioramento della progettazione e dei processi realizzativi, la digitalizzazione, l’innovazione tecnologica e la manutenzione predittiva. Isi ha richiamato anche il tema dei pagamenti e l’importanza di superare le difficoltà decisionali che possono rallentare la realizzazione degli interventi.
Il confronto ha coinvolto anche ed Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, mentre Dario Lo Bosco, Amministratore Delegato di FS Engineering, Sabrina De Filippis, Amministratrice Delegata di FS Logistix, Fabrizio Ghera, Assessore alla Mobilità e ai Trasporti della Regione Lazio, non sono intervenuti per cause dfi forza maggiore.
Una parte della mattinata è stata dedicata al tema «L’impresa di qualità», con la partecipazione di Mauro Nori, capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Antonio Di Franco, Segretario Generale FILLEA CGIL, Ottavio De Luca, Segretario Generale FILLEA CISL, Stefano Costa, Segretario Nazionale FILLEA UIL, e Federico Ghella, Vicepresidente ANCE. Il confronto, moderato dalla giornalista Flavia Landolfi del Sole 24 Ore, ha posto l’attenzione sul valore della qualificazione delle imprese, delle professionalità e della qualità del lavoro.
Nel corso della giornata è emersa anche la centralità della manutenzione, elemento indispensabile per conservare nel tempo il patrimonio infrastrutturale. Un’attività meno visibile rispetto alla costruzione di nuove opere, ma essenziale per garantire continuità ed efficienza del servizio ferroviario. Come ha ricordato Miceli, «Senza manutenzione non c’è infrastruttura. E senza imprese realmente qualificate non c’è manutenzione di qualità».
La resilienza sismica delle infrastrutture ferroviarie
Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con il seminario «Prevenire, sostenere, ripartire: la gestione dell’evento sismico e la resilienza delle infrastrutture ferroviarie», promosso da Anceferr, a cura dell’Ordine degli Ingegneri, in collaborazione con RFI, ISI – Ingegneria Sismica Italiana, ASSTRA Rail e CIFI.
L’iniziativa ha approfondito il tema della prevenzione del rischio sismico e delle strategie necessarie per rendere le infrastrutture ferroviarie più resilienti, attraverso il contributo di professionisti, tecnici e rappresentanti del settore.
Tra i partecipanti Stefano Giovenali, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, Luigi Tatarelli, presidente della Commissione tematica Ingegneria del Sistema Ferroviario dello stesso Ordine, Adriana Galli, responsabile della SO Standard Infrastruttura della Direzione Tecnica di RFI, Gabriele Miceli, presidente di ISI – Ingegneria Sismica Italiana, Valerio Giovine, segretario generale CIFI, e Daniele Corti, presidente del Consorzio ASSTRA Rail.
Il programma ha previsto gli interventi di Adriana Galli e dell’ingegner Andrea Vecchi sulle strategie di mitigazione del rischio sismico; del professor Francesco Clementi, dell’Università Politecnica delle Marche, sulla diagnostica e sugli interventi per infrastrutture resilienti; e dell’ingegner Giulio Fiore, del Consorzio ASSTRA Rail, sul fenomeno del bradisismo.
La sessione è stata moderata da Maria Cristina Carlini, giornalista di DIAC – Diario Infrastrutture e Ambiente Costruito. Presente anche Lucilla Vazza, Responsabile della Comunicazione di Anceferr.
Tra il pubblico era presenti personalità istituzionali di vario tipo, tra i quali anche l’ingegner Eugenio Fedeli, dirigente responsabile dell’Alta Sorveglianza Progettazione Ferroviaria della società Stretto di Messina, impegnata nella realizzazione del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.
L’Assemblea ha offerto così un’occasione di confronto che ha attraversato le diverse dimensioni del sistema ferroviario: dalla programmazione degli investimenti alla qualità delle imprese, dalla valorizzazione delle competenze alla manutenzione, fino alla prevenzione dei rischi e alla resilienza delle infrastrutture.
Un messaggio ha accomunato i diversi contributi: lo sviluppo ferroviario non dipende soltanto dalla quantità delle risorse disponibili, ma dalla capacità di trasformarle in opere, servizi e infrastrutture durature, attraverso una collaborazione efficace tra istituzioni, gestori della rete e imprese.
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