Il palcoscenico della grande storia coreutica internazionale si trasferisce idealmente nel cuore della Capitale. Oggi, giovedì 18 giugno alle ore 18:30, la splendida cornice di Casa Russa a Roma, situata in Piazza Benedetto Cairoli 6, apre le sue porte per un appuntamento di eccezionale rilievo culturale: l’inaugurazione della mostra “Il Balletto Bol’šoj di Jurij Grigorovič”. L’esposizione, realizzata dal prestigioso Museo Teatrale Statale A. Bakhrushin di Mosca, è stata concepita per celebrare una ricorrenza straordinaria, il 250° anniversario del Teatro Bol’šoj, una delle istituzioni artistiche più antiche, gloriose e influenti del pianeta, autentico simbolo globale dell’identità e della tradizione russa.
L’iniziativa, che gode del sostegno dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, si configura come un vero e proprio viaggio documentario e visivo. Per comprendere appieno la portata di questo evento, specialmente per un pubblico non moscovita o per chi si accosta per la prima volta alle dinamiche della danza classica, è fondamentale entrare in contatto con la doppia anima della mostra. Da un lato vi è la celebrazione del teatro stesso, dall’altro l’omaggio accorato a Jurij Nikolaevič Grigorovič, scomparso il 19 maggio 2025 all’età di 98 anni, la cui figura ha letteralmente plasmato l’estetica del balletto del Novecento. Direttore artistico del Bol’šoj dal 1964 al 1995, Grigorovič ha saputo infondere alla compagnia un linguaggio coreografico monumentale e virtuosistico, trasformando il corpo di ballo in un organismo narrativo di travolgente potenza espressiva e portando alla ribalta pietre miliari del repertorio internazionale come Lo Schiaccianoci, Spartacus, Ivan il Terribile, Il lago dei cigni, Romeo e Giulietta, Raymonda e La Bayadère.
Il percorso espositivo si snoda attraverso fotografie storiche, documenti rari e materiali d’archivio capaci di restituire non solo la sfolgorante carriera del Maestro – a partire dagli esordi al Teatro Kirov di Leningrado, oggi Mariinskij – ma anche i segreti del dietro le quinte. Una sezione di profondo interesse è dedicata al sodalizio creativo con il leggendario scenografo Simon Virsaladze, le cui intuizioni visive e pittoriche hanno ridefinito lo spazio scenico, e alla profonda unione, artistica e umana, con la celebre ballerina Natalia Bessmertnova, musa ispiratrice, interprete prediletta e compagna di vita del coreografo.

Proprio per favorire la comprensione di un patrimonio così denso e lontano dai confini nazionali, la serata inaugurale assume i contorni di un vero e proprio laboratorio culturale e di approfondimento documentale. La presentazione ufficiale è affidata a Kristina Trubinova, Direttore Generale del Museo Teatrale A. Bakhrushin, l’istituzione che custodisce la memoria materiale dello spettacolo russo. Accanto a lei, per offrire al pubblico una testimonianza diretta e ravvicinata che vada oltre la semplice celebrazione accademica, interverranno grandi protagonisti che hanno vissuto e condiviso il percorso del Maestro sia in Russia sia in Italia: i danzatori Paola Belli e Vladimir Derevianko, l’impresario e storico promotore di tournée Roberto Giovanardi, e Concetta Lo Iacono, già docente di Storia della danza presso il DAMS dell’Università Roma Tre. I loro interventi permetteranno di svelare i dettagli metodologici della grande scuola russa, i retroscena delle storiche tournée italiane di Grigorovič – che lo videro collaborare con il Teatro dell’Opera di Roma, la Scala di Milano e calcare palcoscenici mitici come il Colosseo e il Circo Massimo – fino al conferimento, nel 2013, del Premio Internazionale Leonide Massine a Positano.
Questa preziosa iniziativa culturale offre un’occasione unica per accorciare le distanze con la grande tradizione di Mosca, permettendo ai visitatori di comprendere i meccanismi artistici, la dedizione quotidiana e l’evoluzione tecnica che si celano dietro l’immacolata perfezione del Balletto Bol’šoj.
L’ingresso alla serata inaugurale è libero, ma con prenotazione obbligatoria da effettuarsi contattando il numero telefonico 0688816333.
All’ingresso della struttura sarà richiesto di esibire un documento di identità.
Per quanti non riusciranno a presenziare oggi, la mostra rimarrà aperta al pubblico e visitabile gratuitamente fino al 31 luglio 2026, rappresentando una delle tappe culturali più significative della stagione estiva romana.












