Rosi e Ziva, modelli di libertà e di mutuo soccorso

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La storia triste e dolorosa di Rosi, la gatta appartenente a una colonia felina del quartiere Tor Tre Teste a Roma, che è stata ritrovata agonizzante in un giardino condominiale dopo aver subito gravi violenze, ha tenuto i social in fermento per una settimana.

La gatta è stata trovata in un quartiere dove da tempo erano iniziati a sparire dei gatti appartenenti alla colonia felina, che sono peraltro protetti, ma il sospetto era che non fossero adottati, ma sostanzialmente uccisi e fatti sparire da malintenzionati.

La storia di questa gatta, stuprata, trovata e quindi ricoverata e costantemente monitorata dai veterinari, risale al 23 marzo, quando l’animale è stato notato in via Francesco Tovaglieri mentre si muoveva con difficoltà.

Se non fosse stato per un giovane, la gatta, probabilmente, sarebbe morta d’infezione, poiché dopo essere stata ricoverata, da subito, è emerso un quadro clinico peggiorativo con difficoltà cardiache non secondarie.

Da quel momento non le abbia scollato gli occhi di dosso: prima di tutto era importate capire che cosa avesse causato lei una profonda lesione nella zona genitale. Si sono subito esclusi altri gatti, cani, oggetti e si è capito che tutto era stato causato da un uomo disumano.

Rosi presentava ferite lacerocontuse nella zona perianale e vaginale, infestate e con pus e larve, compatibili con abuso sessuale e sevizie avute nel tempo, da parte di un uomo, che è ancora a piede libero, che probabilmente è pericoloso.

La gattina aveva bisogno di sangue del Gruppo B ed è stata salvata da Ziva, che le ha donato il sangue. Il rischio di setticemia è rientrato, la gattina ora sta meglio.

L’Italia si è stretta intorno a questo gatto, non tanto perché amiamo i gatti, la sottoscritta non li ama, ad esempio, ma perché ci si rifiuta di lasciare spazio alla disumanità. Il cuori sono diventati duri, le orecchie non sentono, gli occhi non vedono, ma non esiste che un essere umano si comporti peggio delle bestie, che non feriscono e non colpiscono se non per autodifesa, gioco, necessità.

MC

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Giornalista e blogger: scrivo per Donnissima il blog in rosa. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro per un progetto sperimentale di AI che riguarda le lingue e il loro rapporto con i motori di ricerca e la SEO. Studentessa presso la Scuola di Formazione Politica, Fondazione Luigi Einaudi, percorso di Scuola di Liberalismo 2025. Esperta in merchandising e produzioni editoriali.

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