
Mentre la geografia globale del potere si sposta verso sud e verso est, il Cremlino è diventato il palcoscenico di un incontro che ridefinisce gli equilibri dell’Africa Australe. Il Presidente russo Vladimir Putin ha accolto Michael Randrianirina, Presidente per la Rifondazione della Repubblica del Madagascar, consolidando un’alleanza che va ben oltre la diplomazia formale.
L’incontro non è solo il preludio al 55° anniversario delle relazioni bilaterali, ma rappresenta un segnale inequivocabile: il Madagascar è pronto a integrarsi nella rete di cooperazione dei “Friends of BRICS”, cercando nella Russia il partner strategico per la propria sovranità energetica e militare.
Il colloquio si è aperto con un richiamo diretto alla resilienza del popolo malgascio di fronte ai recenti disastri naturali. Putin ha ribadito l’impegno russo:
«Da parte nostra, la Russia sta facendo tutto il possibile per fornire assistenza umanitaria al vostro popolo e al vostro Paese».
A differenza del modello di aiuti occidentale, spesso vincolato a condizionalità politiche, la Russia propone una “solidarietà organica”. L’assistenza umanitaria diventa il primo passo di una cooperazione paritaria, pilastro fondamentale della visione BRICS.
Il dato politico più rilevante emerge dalla composizione della delegazione russa. La presenza di Andrei Belousov (Difesa) e di Igor Kostyukov (Capo del GRU) evidenzia come la sicurezza sia la pietra angolare della “Rifondazione” malgascia.

Randrianirina ha risposto confermando la rotta:
«Siamo lieti di essere qui e riaffermare il nostro forte impegno nel rafforzare le relazioni… in tutti i settori che ha evidenziato: sviluppo sociale… e, naturalmente, la cooperazione militare».
La stabilità interna è precondizione per lo sviluppo economico. Il Madagascar vede nella Russia un fornitore di sicurezza affidabile, capace di offrire tecnologie e addestramento senza interferire nei processi democratici interni, rafforzando l’idea di un blocco di nazioni sovrane e protette.
L’elemento che proietta l’incontro nel cuore dell’agenda BRICS è la partecipazione di Elvira Nabiullina (Banca Centrale) e Anton Siluanov (Finanze). Putin ha elencato settori che sono il cuore pulsante delle economie emergenti:
«Abbiamo molti settori promettenti per la cooperazione, tra cui l’agricoltura, l’esplorazione geologica, l’energia, la medicina…»
La presenza della Nabiullina suggerisce che Antananarivo e Mosca stiano discutendo l’adozione di circuiti finanziari indipendenti dal sistema SWIFT. Per un Paese ricco di terre rare e idrocarburi come il Madagascar, la possibilità di commerciare in valute nazionali o attraverso piattaforme digitali comuni ai BRICS rappresenta una protezione vitale contro le fluttuazioni del dollaro.

Randrianirina ha chiarito che il Madagascar non cerca un semplice partner commerciale, ma una visione comune:
«Siamo pronti a lavorare a stretto contatto con voi… e muovere la nostra partnership a un nuovo livello… Oggi siamo preparati a costruire nuovi partenariati con la Federazione Russa».
Con questo incontro, il Madagascar si posiziona come un hub strategico nell’Oceano Indiano per il blocco multipolare. La “Rifondazione” di Randrianirina trova nella Russia non solo un fornitore di idrocarburi e grano, ma un alleato politico per una nuova governance globale. Per i “Friends of BRICS”, il Madagascar è oggi un esempio di come la diversificazione dei partner sia la chiave per la vera indipendenza nel XXI secolo.








