Il 74. Trento Film Festival è iniziato oggi con le pre-inaugurazioni e con la Cerimonia di apertura che si è tenuta presso la Sala Depero: il Festival rappresenta una delle mete culturali trentine internazionali più ambite in assoluto e coinvolge tutti gli interessati a diversi livelli, rendendo esperienza unica il cinema, la realtà che circonda il cinema di montagna e la cultura della montagna. Si è aperto oggi alla presenza della celebrity Federico Quaranta e alla presenza delle istituzioni locali.
In ordine di partecipazione: il Presidente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento Claudio Soini, il Presidente del Trento Film Festival Mauro Leveghi, il
Sindaco di Trento Franco Ianeselli, il Presidente generale del Club Alpino Italiano Antonio Montani e l’Assessora all’istruzione e cultura della Presidente Provincia Autonoma Trento
Francesca Gerosa, introdotti e presentati dalla giornalista Fausta Slanzi.
Il Trento Film Festival propone da oggi 24 aprile, fino al 3 maggio una lunghissima serie di proposte cinematografiche per tutti i gusti: parliamo di una mole di ben 130 film provenienti da 38 Paesi, in contemporanea si terranno 150 eventi e oltre 100 appuntamenti dedicati ai giovani con T4Future. L’edizione 2026 guarda al futuro attraverso il dialogo tra generazioni, mentre per quanto riguarda il tradizionale settore geografico attenzionato, si parlerà della Corea del Sud.
Il Trento Film Festival è anche fatto di attività da svolgersi con la famiglia o per lo sport, inoltre in questa edizione va menzionata la Manifestazione del 25 aprile che ricorre domani e che è inclusa per alcuni aspetti nel programma.
«Ci sono luoghi che si guardano e luoghi che ti costringono a guardarti dentro. La montagna trentina è uno di questi. Non è uno sfondo. Non è un paesaggio. È una presenza», ha detto Federico Quaranta.
La montagna recentemente è stata al centro delle discussioni per il fenomeno della montanizzazione turistica di massa: una quantità enorme di persone si ammassa sulle montagne per effetto della pubblicità web e quindi in alcuni momenti dell’anno congestiona il traffico delle Terre Alte, per poi abbandonarle durante tutto il restante periodo, un fenomeno che desta preoccupazione sia perché impedisce il reale godersi della montagna, sia perché diventa spesso complesso da gestire.
La cultura della montagna, oltre al bello da vedere e da fotografare, tende a insegnare anche a trarne un profondo e piacevole godimento che però deve essere ottenuto con una corretta ed esigente educazione alla vita in montagna e ai suoi piacevoli aspetti.
MC














