Montaigne offre sempre punti di riflessione che sono molto diversi da quelli che siamo abituati a considerare. In questo viaggio di Liberalcafé, dove stiamo leggendo insieme i Saggi di Montaigne, che furono l’ispirazione più o meno esplicita dei Pensieri di Pascal, troviamo in noi una buona componente umana individualistica che ci aiuta, in quanto liberali, a darci forza di pensiero.
Montaigne non ha mai voluto dare indicazioni politiche, ma molti dei suoi Saggi hanno a che fare con l’uomo, la persona, l’individuo. In questo passo, però, emerge con fortissima eloquenza la sua posizione di filosofo, che sa pensare all’umanità tutta guardando però una a una le sue differenze. Ben lungi dal semplificare, Montaigne ribadisce la diversità tra tutti gli individui ed il diritto di essere se stessi.
D’altra parte però, il filosofo, non può non considerare che l’uomo è l’unico degli esseri viventi che preferisce rinunciare ad essere il protagonista della propria vita, lasciando che siano i prodotti di sé (ricchezza, lavoro, orpelli, abitudini) ad attirare l’attenzione. L’uomo in questa chiave di lettura, non è campione esistenziale in nulla, non ha peculiarità fisiche da elogio, ma ha la mente, il cervello, che gli consentono di arrivare a dominare tutto.
“L’uomo, invece, perché non lo apprezziamo per ciò che è? Conduce vita fastosa, possiede un magnifico palazzo — si dice —, tanto di rendita, tanto di conto in banca. Ma tutto ciò è intorno a lui; non è lui!” Scrive Montaigne nei suoi Saggi (Classici Vol. 353) (pp.35-36). Facendo un confronto con tutte le altre bestie, che non hanno questa fortuna, devono vendere il proprio corpo direttamente, la bellezza, la velocità, la forza, etc..
Gli uomini sono molto diversi tra di loro, non possono essere riuniti sotto uno stesso ombrello, a volta non sono affatto indipendenti, a volte sì.
MC












