Oggi è un giorno tristissimo per gli amanti della libertà perché è mancato DARIO ANTISERI.
Non è stato solo uno dei maggiori studiosi italiani di Karl Popper, né soltanto uno dei pochi intellettuali capaci di diffondere e difendere con rigore la Scuola austriaca in Italia quando era culturalmente scomodo È stato, prima di tutto, un maestro nel senso pieno della parola, un maestro generoso per più generazioni di studenti e per moltissimi professori e intellettuali che con lui si sono formati.
Era un cattolico liberale autentico, non per equilibrio tattico, ma per convinzione profonda. Ci ha insegnato che fede e libertà non sono nemiche, che liberalismo e cristianesimo non sono incompatibili (anzi, si può dire che il primo, che ha al centro la difesa e la tutela dell’individuo, discenda in qualche modo dal secondo, che ha al centro la difesa e la tutela della persona). Credeva fermamente nella dignità della persona, nella fallibilità umana, nel pluralismo, nei limiti del potere, nel rifiuto dell’ingegneria sociale. E vedeva nella libertà non un capriccio, ma una responsabilità morale.
In un ambito accademico che spesso premia il conformismo, lui ha sempre scelto il rigore. In un ambiente culturale statalista, lui ha difeso il mercato e la libertà di scelta. In un Paese che spesso scambia l’autorità per verità, lui ha difeso il dubbio. In un periodo storico che idolatra lo Stato, lui ha ricordato i limiti del potere. In un tempo dominato dalle ideologie, lui ha difeso la critica razionale.
Come Lodi Liberale, siamo orgogliosi di aver coinvolto in due serate su zoom Dario Antiseri che, per usare un eufemismo, non era propriamente tecnologico (non rispondeva neanche alle mail). Possiamo davvero dire che il nostro primo incontro con lui come relatore nel 2022, sul suo amato Michael Novak, fu un vero e proprio evento tra i liberali italiani, perchè il professore non si vedeva pubblicamente da molto tempo, e, infatti, intervennero molti dei suoi colleghi e discepoli. Apprezzò fin da subito il lavoro di Lodi Liberale perché sapeva perfettamente che la battaglia per la società aperta non si combatte solo nei dipartimenti universitari, ma nei territori, nei circoli culturali, tra le persone.
Se oggi molti giovani possono leggere quasi tutte le opere in italiano di Popper, Mises e Hayek, lo devono anche a lui. E il modo migliore per onorarlo è di continuare a leggere, approfondire e diffondere le idee liberali.
Le sia lieve la terra, professore.
P.S. Siamo certi che lassù, finalmente, Dario Antiseri e Lorenzo Infantino avranno fatto pace e continueranno in eterno a discutere di liberalismo, individualismo metodologico e dei loro cari maestri della Scuola Austriaca.















