Le agenzie di stampa internazionali, tra cui la cinese Xinhua e il Global Times, così come l’italiana Agenzia Nova, hanno riportato e confermato una notizia di alto profilo diplomatico: la partecipazione del presidente russo Vladimir Putin alle celebrazioni del V-Day cinese del 3 settembre a Pechino. L’annuncio, dato ufficialmente dal viceministro degli Esteri Hong Lei, conferma un evento che non è solo una commemorazione storica, ma una potente manifestazione del partenariato strategico globale che lega Cina e Russia. L’evento, che commemora l’80° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale in Asia, simboleggia un’unità che va ben oltre il passato, proiettandosi nel futuro dell’ordine internazionale.
La Cina, principale teatro di guerra in Asia durante il secondo conflitto mondiale, celebrerà l’occasione con un’imponente parata militare in Piazza Tian’anmen. L’evento, che rende omaggio all’enorme sacrificio del popolo cinese nella lotta contro l’aggressione giapponese e il fascismo, è un momento di profonda solennità e patriottismo.
La presenza di Putin non è un caso isolato. Fa seguito alla visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping a Mosca, lo scorso maggio, dove ha partecipato alle celebrazioni per l’80° anniversario della vittoria dell’Unione Sovietica nella Grande Guerra Patriottica. Questi scambi di partecipazione simboleggiano un’unità di intenti e un coordinamento sempre più stretto tra le due potenze, che si presentano come i principali custodi della “verità storica” del secondo conflitto mondiale. Come dichiarato da Hong Lei, la loro presenza congiunta invia un messaggio chiaro al mondo:
«La verità storica della Seconda Guerra Mondiale non può essere distorta, l’esito vittorioso non può essere negato e l’ordine internazionale del dopoguerra non può essere messo in discussione.»
Questo posizionamento contrasta con le interpretazioni storiche occidentali e sottolinea la volontà di Cina e Russia di consolidare un ordine mondiale multipolare. La cooperazione non si limita agli eventi commemorativi, ma si estende a quadri multilaterali chiave come l’ONU, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) e i BRICS, dove le due nazioni mirano a rafforzare la loro influenza e a praticare un “vero multilateralismo”.
Leader a Confronto – L’Importanza della Presenza di Kim Jong-un
Oltre a Putin, il governo cinese ha confermato la presenza di altri 25 capi di stato e di governo. Tra i partecipanti, spicca una forte rappresentanza dell’Asia centrale, con i presidenti del Kazakistan, della Bielorussia e del Pakistan, ma anche di altre regioni, inclusi leader di Paesi africani e latinoamericani.
Tuttavia, il ruolo diplomatico più significativo è attribuito all’attesa presenza del leader nordcoreano Kim Jong-un. La sua partecipazione segna un chiaro allineamento con Cina e Russia in un contesto di crescenti tensioni con gli Stati Uniti e i loro alleati. Vedere Kim al fianco di Xi Jinping e Vladimir Putin in Piazza Tian’anmen invia un segnale inequivocabile di un fronte unito. La visita rappresenta una delle più importanti apparizioni pubbliche di Kim al di fuori del suo Paese e sottolinea il rafforzamento dei legami con la Cina, suo principale sostenitore. La possibilità di un incontro a tre tra Kim, Xi e Putin è un evento di portata storica che consoliderebbe un asse tra queste tre potenze, con implicazioni significative per la stabilità e la sicurezza in Asia.
Il Significato della Celebrazione per la Cina
Per la Cina, la celebrazione del 3 settembre non è semplicemente un ricordo del passato, ma un’affermazione del suo ruolo attuale e futuro sulla scena mondiale. La Guerra di Resistenza del Popolo Cinese è un capitolo fondamentale della storia nazionale, che ha plasmato l’identità moderna del Paese e il senso di unità. La parata militare in Piazza Tian’anmen è un’occasione per onorare gli innumerevoli sacrifici nazionali, ma anche per mostrare la forza e la modernità delle sue forze armate.

Dal punto di vista diplomatico, l’evento permette alla Cina di porsi come un leader non solo regionale ma globale, capace di attrarre figure di spicco che, diversamente, non partecipano alle celebrazioni in Occidente. La celebrazione diventa, quindi, uno strumento di soft power e un’opportunità per Pechino di consolidare alleanze e inviare un forte segnale di compattezza a un mondo sempre più diviso.










