Il racconto di due cronisti italiani è racchiuso in un libro, edito da Mind edizioni. LUNEDÌ 14 SETTEMBRE nella 374esima serata di Lodi Liberale il libro “Da Giuliani a Mamdani. New York 25 anni dopo l’11 settembre”, è stato al centro della webinar dell’associazione, presentata dal Presidente Lorenzo Maggi, insieme a Maria Teresa Cometto (Giornalista), Glauco Maggi (Giornalista), Andrea Ruggieri (Giornalista) e Mario Calvo Platero (Giornalista).
A venticinque anni dagli attacchi alle Torri Gemelle, New York continua a essere una città che vive nella tensione tra memoria e trasformazione. Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi, giornalisti italiani, quel giorno del 2001 si trovavano a poche centinaia di metri dal World Trade Center. Testimoni diretti della tragedia, hanno osservato la città rialzarsi, cambiare pelle, ridefinire le proprie priorità e il proprio ruolo nel mondo.
Il volume intreccia la storia urbana con la biografia professionale e personale degli autori: il dolore, la sua elaborazione, la ripartenza e la lenta ricostruzione di una comunità ferita. Ma soprattutto offre un’analisi “in corpore vivo” di una metropoli che, dopo aver contato le vittime immediate e quelle successive causate dalle polveri tossiche, ha saputo riprendere il proprio cammino, tornando a essere un punto di riferimento globale.
Il libro propone due linee di lettura complementari. La prima è una mappa storica e civile della New York post‑11 settembre: i cambiamenti urbanistici, la crescita dell’attrattività, le trasformazioni dei quartieri, accompagnati da consigli concreti su come vivere o visitare la città oggi. La seconda è un esame delle amministrazioni cittadine che si sono succedute dopo l’attentato, con un focus sulla gestione della criminalità — da sempre metro di giudizio decisivo per i sindaci della Grande Mela.

Non manca un elemento curioso: quasi tutti gli ex sindaci, pur avendo goduto di buona reputazione durante il mandato, hanno vissuto carriere politiche successive segnate da scandali o insuccessi. Sul sindaco attuale, invece, il giudizio resta sospeso: pesano le promesse elettorali ancora da verificare e le prime mosse amministrative, accolte con cautela.
Cometto e Maggi restituiscono una New York complessa, contraddittoria, viva. E lo fanno in un momento storico in cui le politiche nazionali americane hanno eroso parte della simpatia internazionale verso gli Stati Uniti, arrivando a intaccare anche l’immagine della città simbolo del cosmopolitismo. Il loro racconto diventa così un contributo prezioso: un ponte tra memoria e presente, tra la New York di Giuliani e quella letta attraverso le lenti critiche di Mamdani, tra la città che fu e quella che continua a reinventarsi.
La crisi post attentato ha mostrato la grande forza di una metropoli che si sa reinventare e che non intende farsi sopraffare.
MC












