“Il gigante addormentato della spiritualità indiana” secondo Philip Glass: The Passion of Ramakrishna inaugura il Festival di Spoleto con la Budapest Festival Orchestra e Iván Fischer.

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“Il gigante addormentato della spiritualità indiana” secondo Philip Glass:
The Passion of Ramakrishna inaugura il Festival di Spoleto
con la Budapest Festival Orchestra e Iván Fischer.

Spoleto, 23 giugno 2022 – La sessantacinquesima edizione del Festival dei Due Mondi s’inaugura domani venerdì 24 giugno alle ore 19:30 nella Piazza del Duomo di Spoleto, con la prima esecuzione europea dell’oratorio di Philip Glass The Passion of Ramakrishna, affidato alla Budapest Festival Orchestra diretta da Iván Fischer in Piazza Duomo e raggiunta per l’occasione dal Coro dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia. Completa il programma la Suite n. 4 in re maggiore per orchestra di Johann Sebastian Bach.
Philip Glass ha salutato il debutto europeo commentando: «Ho composto The Passion of Ramakrishna nel 2006 ed è stato eseguito in prima assoluta dai suoi committenti in California con la Pacific Symphony diretta da Carl St. Clair – che poi si è dedicata all’opera riprendendola nel 2011, registrandola e portandola a New York nel 2018. Tuttavia, finora il brano non era mai stato eseguito in Europa. Sono molto lieto che la Budapest Festival Orchestra presenti la prima esecuzione europea di quest’opera con il Maestro Iván Fisher al Festival di Spoleto in Italia. Nel 2006 dicevo che sarebbe stato difficile sopravvalutare l’impatto che la vita, la presenza e l’insegnamento di Sri Ramakrishna hanno avuto sulla formazione dell’India moderna che conosciamo oggi. Era come se il gigante addormentato della cultura e della spiritualità indiana, certamente una delle culture più importanti del mondo antico, fosse stato risvegliato e messo in grado di occupare il posto che gli spetta nei tempi moderni. Mi sento ancora oggi così. Spero che le parole di Ramakrishna risuonino anche per questo pubblico».
Il Maestro Iván Fischer aggiunge: «è un brano molto bello, è quasi una Passione cristiana ma induista, in verità molto simile. C’è un narratore come un Evangelista, c’è un grande uomo – Ramakrishna – che dona la sua vita per sua volontà e ognuno è tragicamente triste intorno a lui. Glass ha una tecnica compositiva simile a quella di Johann Sebastian Bach, motivi che si ripetono in modo ipnotico. È una tecnica di ripetizioni che in entrambi i casi è molto emotiva, ha un impatto emotivo immediato sull’ascoltatore e penso che sia una combinazione straordinaria. Penso che il Festival dei Due Mondi sia tra i più significativi al mondo e volevo avere questo riferimento ai Due Mondi, eseguire la Passione di un compositore americano qui, a Spoleto». Iván Fischer incontra il pubblico del Festival domani 24 giugno alle ore 11 a Palazzo Arroni, per il primo degli appuntamenti giornalieri con gli artisti del Festival.

La residenza dei musicisti di Budapest a Spoleto continua al Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi (24–26 giugno) con una rassegna di musica da camera: per i “concerti di mezzogiorno” eseguono la nuova trascrizione per ensemble dei Canti della lontananza di Gian Carlo Menotti – commissionata dal Festival a Orazio Sciortino per omaggiare il Maestro dei Due Mondi –, mentre gli appuntamenti pomeridiani (ore 17.00) portano in scena la serenata per tre voci e strumenti di Antonio Vivaldi La Senna festeggiante, capolavoro del repertorio barocco. I musicisti della Budapest Festival Orchestra hanno in serbo ancora un’esibizione speciale per Spoleto, da scoprire in Piazza del Mercato sabato 25 e domenica 26 giugno alle ore 22.

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