“Gheddafi è un dittatore!”

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di Piero Sampiero

Gheddafi è un dittatore!, si urla dall’opposizione.
Nessuno se n’era mai accorto prima.

Anzi egli godeva della simpatia e della solidarietà di tutti i progressisti nostrani, che lo hanno sempre considerato una vittima delle nefande imprese coloniali italiane dal 1911 in po, nonché dell’accurata e partecipe attenzione accurata di storici partigiani come Del Boca, che ogg finalmentei dichiara chiusa la partita dei debiti da risarcire, almeno sul piano economico, al Capo del Governo libico.

Gli accordi del Colonnello con la Fiat non destarono, al tempo in cui avvennero (c’era ancora l’Avvocato), grande scandalo: anzi si sottolineò il ‘realismo negli affari’ della casa torinese, la quale ne venne fuori a fatica, solo dopo alcuni anni.

Ora, se il realismo si applica al commercio o al capitale (soprattutto automobilistico) ‘nulla quaestio’, ma se lo si applica in politica, nell’interesse del paese ( leggasi traffico di clandestini verso l’Italia ed investimenti in Libia) non va più bene.

Certo, Gheddafi andrà a parlare in Parlamento, e trattandosi di visita di Stato, l’evento forse era inevitabile.
Ma se questo consentirà alle nostre imprese di lavorare in Libia e l’orrido commercio di schiavi potrà essere, anche grazie a questo tributo, limitato, in fondo, si sarà trattato di un sacrificio utile per tutti gl’italiani.

Lasciamo poi che sia la storia a dire una parola definitiva, quando sarà il momento, sulla complessa natura dei rapporti.

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