Una ferita nel cuore

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Una ferita nel cuore del paese, una vera tragedia nazionale. Un fortissimo terremoto ha colpito l’Abruzzo nella nottepaesi distrutti, edifici rasi al suolo: 27 i morti accertati ma il bilancio è destinato a salire.

La più colpita L’Aquila dove ha ceduto un albergo, parte della Casa dello studente, centinaia di edifici tra cui la prefettura. Il sisma, di magnitudo 6,3 Richter (8-9 gradi della scla Mercalli), ha colpito poco prima delle 3.30.

Col passare delle ore si scoprono i tanti paesi colpiti: Castelnuovo è descritto come un ammasso di macerie, Onna rasa al suolo.
Sono migliaia di sfollati mentre le case hanno tremato anche a Roma. Per il capo della protezione civile, Guido Bertolaso è la “peggiore tragedia del millennio”.

Una tragedia di dimensioni impotenti tanto che potrebbero arrivare a 45-50mila, secondo le stime della Protezione civile, gli sfollati a l’Aquila e nei paesi vicini per i danni provocati dal terremoto che alle 3.32 di questa mattina ha coilpito il capoluogo abruzzese. Gli edifici inagibili potrebbero essere tra i 10 e i 15mila. Il premier Silvio Berlusconi ha firmato il decreto che stabilisce lo “stato d’emergenza”.

Napolitano: “Profondamente colpito dalle tragiche notizie” . Il Capo dello Stato, profondamente colpito dalle tragiche notizie relative al terremoto che ha colpito l’Abruzzo ha espresso al Presidente della Regione, al Sindaco de L’Aquila e alle altre autorità locali i suoi sentimenti di vicinanza e solidarietà. Il presidente Napolitano, riporta una nota del Quirinale, si mantiene in stretto contatto con il sottosegretario Guido Bertolaso, Capo della Protezione Civile, che coordina tutte le azioni di soccorso e di assistenza volte a fronteggiare l’emergenza.

Il Papa: “Prego per le vittime, in particolare per i bimbi”.

Il Pontefice in un telegramma all’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari ha espresso “viva partecipazione al dolore delle care popolazioni” colpite dal terremoto di stanotte, prega “per le vittime e in particolare per i bambini” e incoraggia sia i superstiti che “quanti in vario modo si prodigano nei soccorsi”.

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