Anoressia dello Stato e bulimia legislativa

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di Piero Sampiero

Le denunce della Procura generale della Corte dei Conti, all’inizio dell’anno giudiziario, sono impietose, ma non costituiscono una novità.

Il ministro Brunetta, a proposito di uno dei vari scandali denunciati dalla magistratura contabile, ha preannunciato un’inchiesta per accertare la trasparenza o no della pubblica amministrazione, che pare sostanzialmente negata nella prassi quotidiana degli uffici.

D’altro canto, sulla correttezza delle procedure seguite dall’Agenzia di riscossione, la famosa Equitalia spa, la corte medesima avanza seri dubbi, nel momento in cui riconosce che i crediti incassati sono aumentati sulla regolarità del modus operandi che vede un proliferare inesauribile di cartelle pazze e di fermi amministrativi ingiustificati.

Si tratta di segnali inquietanti, che si aggiungono alla scoperta di truffe di vario tipo nel sistema sanitario nazionale, per non parlare delle altre malefatte, che hanno ormai ridotto lo Stato ad una specie di gruviera dove i topi allignano e crescono con velocità esponenziale, senza che alle lagnanze seguano i rimedi.

In Italia, esistono da decenni, cahier de doléance, lunghi quanto la penisola, sui quali i governi scorrazzano tranquillamente senz’assumere adeguate iniziative.

Il povero Ministro per le Riforme avrà i mezzi per tentare di approntare qualche ammodernamento?

La prima elementare constatazione riguarda l’inflazione di norme e la scarsa, o nulla, applicazione concreta da parte di un’imbelle (pur non mancando le eccezioni) classe dirigente pubblica, di piccoli e grandi burosauri, i quali non sanno (o sanno troppo bene) come trascorrere le loro giornate, traendo benefici dalla comoda posizione di chi non deve render conto a nessuno, neanche ai tribunali ordinari, data la lentezza e gli alti costi della giustizia, che consente loro di farla franca comunque.

L’Italia è la culla del diritto, ma soffre di bulimia da tempo immemorabile.

Intento lodevole sarebbe quello di eliminare i provvedimenti inutili, quelli frutto di accordi di lobby, quelli clientelari.

Questo sistema, ormai consolidatosi nel tempo, genera confusione e incertezza nei cittadini.

Poche leggi ma buone ed una corretta applicazione delle stesse nell’amministrazione pubblica,sono regole fondamentali nello Stato di diritto, inesistente o quasi nel nostro paese.

E’ noto che funzionari ed impiegati delle varie amministrazioni devono essere al servizio del cittadino. Ma è altrettanto vero che essi una volta investiti dell’ incarico si trasformano in satrapi di varia grandezza, dediti a fare, più spesso di quel che si creda, un uso improprio e distorto del loro potere.

Una soluzione drastica, ma salutare ci sarebbe, ma guai ad attuarla. Il licenziamento in tronco, per giusta causa, è pura utopia.E allora, la strada del rinnovamento con buona pace dei nostri Ministri è lunga difficile e faticosa.

L’Italia rimane per ora una Repubblica fondata sulla burocrazia, la quale, a sua volta, è costituita da vassalli, valvassini, valvassori.Come nel feudalesimo.

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