Liberale incompreso? Si tratta della Finestra di Overton, ovvero la Rana bollita di Chomsky

0
175

L’Istituto Liberale non è nuovo a spiegare come vanno le cose in Italia, senza tanto girarci intorno, in questo caso la spiegazione riguarda l’incomprensione che si trovano a vivere i liberali, quando cercano di spiegare che non sono le ideologia a caratterizzare la libertà di pensiero e di commercio, ma sono le situazioni. Le persone preferiscono ridurre il tempo dedicato al pensiero e difficilmente riescono ad aderire al liberalismo, in quanto richiede un processo controintuitivo, il contrario del mondo odierno, basato su azioni meccaniche a costo mentale zero.

Joseph Overton, sociologo americano morto a 43 anni nel 2003 in un incidente mentre portava un aereo, è noto soprattutto per la sua teoria dell’ingegneria sociale denominata “The Overton Window” o “finestra di Overton”. Questa teoria spiega come un’idea, inizialmente ritenuta inaccettabile o addirittura impensabile, possa con il tempo diventare socialmente accettata e infine legalizzata, attraverso un processo graduale e spesso impercettibile. La libertà costa l’enorme prezzo di abbattere stereotipi e noia mentale.

Overton non era un moralista né un difensore di dogmi etici rigidi, ma un analista del meccanismo che permette a ogni concetto, anche il più assurdo, di entrare nel pensiero comune. Questa trasformazione avviene seguendo una precisa sequenza di fasi, che delineano la progressione di un’idea nel dibattito pubblico e nell’opinione collettiva.

La prima tappa è l’“impensabile”: il nuovo concetto è considerato fuori da ogni accettazione sociale, suscita repulsione ed è oggetto di divieto. Tuttavia comincia a essere discusso, sebbene marginalmente. Successivamente si arriva al “divieto con eccezioni”, dove si apre un primo dibattito e l’idea, pur restando nella sfera delle trasgressioni, trova qualche spazio giustificato in casi particolari. In seguito si raggiunge la fase “accettabile”, con il diffondersi di un atteggiamento più tollerante: il pensiero comune inizia a sospendere il giudizio e ad ammettere la coesistenza di opinioni differenti.

La quarta fase è quella del “ragionevole”: in cui l’idea viene percepita come normale e persino necessaria; si parla di creare condizioni affinché possa realizzarsi senza suscitare più scandalo. La penultima tappa è il “diffuso”: l’idea ottiene consenso politico e culturale, divenendo parte integrante della cultura popolare, sostenuta da personalità pubbliche e operatori di comunicazione. Infine l’idea diventa “legale”: accolta formalmente nell’ordinamento statale, sancendo il culmine della sua accettazione sociale.

Questo modello spiega come l’opinione pubblica può essere manipolata e serve per far evolvere comportamenti ed etiche sociali, spesso senza apparenti forzature evidenti. Gli esperti di marketing e pubblicità, così come i think tank economici e politici, conoscono bene queste tecniche, che trovano oggi immense possibilità di applicazione nell’era di internet e dell’intelligenza artificiale. Proprio grazie a questi strumenti, scenari che sembravano confinati alla narrativa distopica di Orwell o Benson si stanno materializzando, con una nuova forma di controllo invisibile e capillare.

Parallelamente, il principio della “rana bollita”, ripreso dal filosofo Noam Chomsky, descrive la dinamica per cui la società assiste passivamente a una lenta erosione dei propri valori e delle proprie libertà. Proprio come la rana che non salta fuori dall’acqua che si riscalda gradualmente, le persone si abituano a cambiamenti che prima avrebbero suscitato orrore o indignazione. Così, progressivamente, si accettano derive che erodono diritti fondamentali e dignità, spesso con la complicità inconsapevole delle stesse vittime.

SHARE
precedenteRosalie Fish e la difesa dei diritti dei Nativi Americani alla faccia di ICE
successivoIn caduta libera, Trump divorzia da Meloni ed Europa
Giornalista pubblicista e facebook blogger. Scrivo per Donnissima il blog in rosa dal 2005. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia Politica presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro dal 2024 come PR e Merchandiser presso Eventi, GDO, Retail e Ristorazione. Collaboro con YouGov per il monitoraggio degli andamenti di mercato come Data Insert. Ho concluso un mastering post laurea, la Scuola di Formazione Politica presso la Fondazione Luigi Einaudi. Sto frequentando il Master in Giornalismo presso la RCS Business Academy, presso il Corriere della Sera. Nel tempo libero scrivo poesie, brevi saggi, innesti filosofici, pratico molto sport. Socio sostenitore di Secolo Trentino e Lodi Liberale, sostengo UNHCR per i rifugiati politici e alcune associazioni che pagano cure mediche per malattie rare e supporti tecnici per i disabili. :-)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome