Nella 347esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro “Lo scandalo Israele” insieme a David Parenzo (giornalista e conduttore radiofonico), Rino Casella (Professore di Diritto pubblico comparato all’Università di Pisa), Alessandro Ricci (Cofondatore di Studenti per Israele) e Klaus Davi (giornalista). La serata è stata introdotta e coordinata da Lorenzo Maggi, Presidente di Lodi Liberale.
In occidente le libertà che abbiamo sono molte, le stesse che sono quelle tipiche di Israele, unico stato dell’oriente ad essere abitabile per un occidentale, ad oggi: lo Stato di Israele è un diritto imprescindibile per ogni liberale, uno Stato che ha una storia chiara e inattaccabile, nonostante molti cerchino di minarne le fondamenta.
Il presidente di Lodi Liberale, Lorenzo Maggi, ha spiegato come molte delle bandiere che sfilano contro Israele siano solamente inaccettabili, incette di insulti e di violenza gratuita.
Il libro di David Parenzo rinchiude ricordi, storia e specialmente analisi precise con nomi e cognomi delle persone coinvolte nella storia e nella questione di Israele.
“Ho sentito il divere di mettermi a scrivere di un paese che è poco conosciuto e che finisce sui giornali solo quando ci sono le guerre. In un momento in cui Israele viene descritto come il male assoluto, come avamposto dell’America del Medioriente, cancro sionista, il piccolo Satana, ho pensato che forse era il caso di raccontare che cosa sia Israele, una pietra di inciampo per tutti, un luogo con il quale fare i conti, perché è l’unica democrazia del Medioriente e per questo fa molta paura.” David Parenzo ha cercato di raccontare Israele attraverso 7 storie, un numero simbolico. Nonché il numero di ingredienti per fare il pane del sabato, che faceva la sua nonna per lo Shabbat.
Lievito, acqua, farina, olio, sale, uovo, zucchero, come da ricetta l’impasto di questi ingredienti deve essere dosato bene. L’impasto viene poi messo a treccia.
“Le democrazie non sono perfette – ha detto Parenzo – ma non vuol dire che sia un sistema imprescindibile. In una splendida definizione del 1948 si demitizza la perfezione che raddrizza il legno storto dell’umanità dell’umanità, ma che dà i diritti per vivere liberi.”
Il 7 ottobre sarebbe dovuto essere il giorno di inizio dell’ultima Intifada globale per disintegrare Israele, un fatto che per fortuna è stato costruito male e che è fallito. Doveva essere un’operazione spettacolare, tanto che tutti avevano le telecamere in testa per far scatenare tutto il mondo islamico contro Israele.
Il motivo per cui i filmati non sono stati diffusi subito è per rispetto dei morti, ma sarebbe stato meglio diffondere le immagini, visto che siamo nella società di Instagra, con i terroristi in presa diretta con le GoPro che riprendono le persecuzioni morte. Hamas ha sempre rilasciato le interviste solamente a Russian Today.
Ma fino a che in Iran ci sono moltissimi morti per la rivoluzione in atto e sul Fatto Quotidiano una persona scrive che i giovani sono rivoltosi che imitano il modello americano, in piena dittatura iraniana, non c’è proprio niente da aggiungere sul livello e l’utilità della stampa italiana.
I palestinesi hanno sempre rifiutato lo Stato con due Stati e due nazioni, perché i palestinesi vogliono avere tutta la terra e sono sempre stati pronti alla guerra per usare Israele come punto di inimicizia. Insomma, tutte le guerre di Israele sono finite con la pace, ma rimane il problema contro il terrorismo. Giordania, Egitto, Arabia Saudita hanno un rapporto di pace con Israele, mentre vi sono EzBollah, Hamas, etc.. che sono delle fonti di problemi.
Israele si è fatto carico di cominciare a eliminare questi problematici estremisti terroristi per rendere il Medioriente un luogo sicuro.
In Israele ci sono 3 partiti arabi islamisti. Uno siede al parlamento.
In Gaza Hamas ha usato tutti i soldi per costruire un meccanismo di tunnel e di guerra, per proteggere i miliziani di Hamas, mentre i civili sono la copertura in carico a Israele; le strutture militari sono state sovrapposte a scuole, ospedali e luoghi di rilievo civile.
Questo è Israele e questa è Gaza.
Il libro scritto da Parenzo, contiene fonti di Hamas e fonti dirette israeliane.
Il presidente di Lodi Liberale ha quindi introdotto gli altri relatori: Rino Casella, Alessandro Ricci e Klaus Davi. Israele ha 22 mila kmq. Una lunghezza circa da Roma a Milano.
Ci sono molte buone ragioni per criticare Israele, ha detto Ricci, ma comunque anche nel momento in cui Netanyahu ha diviso il paese, si trova costantemente alle prese con delle contestazioni, non è una cosa che stupisce.
L’antisemitismo è tornato in modo diffuso anche tra le persone molto giovani e non è bello da vedere. Le manifestazioni sono iniziate subito, erano pronti a manifestare contro Israele.
A protestare contro Israele sono sempre per primi i centri sociali e attualmente anche qualche movimento universitario.
Rino Casella è intervenuto virtualmente: la sua testimonianza è stata principalmente per raccontare della sua esperienza come docente universitario e di come è stato il periodo durante e dopo la lezione, quando i Pro Pal erano intervenuti contro di lui in una vera e propria aggressione fisica durante la lezione.
Klaus Davi è intervenuto spiegando le ragioni di Israele, la sua posizione e ha commentato gli interventi precedenti. Difendere le proprie idee è centrale: lo stesso che Parenzo cerca di fare nel suo libro, raccontando una realtà anche drammatica, utilizzando persone reali, parlando e rivelando delle cose che non si sanno di Israele.
Una delle cose più gravi che si dicono di Israele è che stia perpetrando l’apartheid, mentre Israele ha fatto in modo che esista una classe dirigente araba, di insegnanti, funzionari, militari, etc.. nello Stato.
MC












