“Io & Ia. Mente, cervello & gpt” a Lodi Liberale

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LUNEDÌ 11 SETTEMBRE alle ore 21:00 presso la sala Granata, in via Solferino 72 a Lodi, è stato presentato il libro “Io & Ia. Mente, cervello & gpt” insieme a: RICCARDO MANZOTTI, Coautore e Professore di Filosofia teoretica presso l’Università IULM di Milano; SIMONE ROSSI, Coautore e Professore di Neurologia presso l’Università di Siena; ALFIO QUARTERONI, Professore di Matematica presso il Politecnico di Milano; LEONARDO DE COSMO; Giornalista scientifico.

 

“Inizia con questo ciclo la 11 stagione degli incontri di Lodi Liberale, che si occupa di presentare, ormai ogni settimana, una pubblicazione che segue un calendario scandito secondo le varie settimane del mese. Lodi Liberale vive grazie alle iscrizioni dei soci e grazie all’attività continuativa del suo direttivo. E a tutta una serie di attività che sono gestite senza contributi pubblici, ma con i contributi di chi partecipa e organizza gli incontri e degli ospiti che presentano e recensiscono le loro opere.” Il presidente di Lodi Liberale Lorenzo Maggi si è detto contentissimo della presenza abbondante delle persone in sala per parlare di Intelligenza Artificiale.

LA NUOVA STAGIONE DI LODI LIBERALE E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

“Il libro porta piano piano a riflettere su uno strumento che sarà sempre di più il protagonista dei prossimi anni, con una esponenziale crescita di dati analizzati e di dinamiche, in una tecnologia che è oggetto di oscurantismo legislativo, di un paese che si vanta di tornare indietro e di fermare il progresso.” Il presidente Maggi si riferisce a tecnologie come le OGM e le biotecnologie, nonché quelle tecniche che sviluppano risorse e crescita, tra cui anche appunto l’Intelligenza Artificiale. L’argomento è discusso con ospiti che sono di livello e che di daranno una visione a 360 gradi della AI.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E INFORMAZIONE

“Non è un caso se si parla intorno a un tavolo mettendo insieme competenze poliedriche, perché è un momento della storia dell’umanità di convergenza, scopriamo i principi strutturali che permettono all’essere umano di relazionarsi al mondo in modo organizzato, funzionale, efficiente. In questi anni, infatti, ci sono stati dei cambiamenti epocali, abbiamo superato la Teoria dell’Informazione, che ha permesso in poche decadi di passare dalla penna al computer, dal cellulare a internet.” Il professor Manzotti ha raccontato di come era nata la IBM e di come era i calcolatori digitali negli anni novanta.

DALLA MEMORIA DI ARCHIVIO ALLA MEMORIA GENERATIVA

“Anche lo studio della AI è molto difficile, perché i cambiamenti avvengono nell’arco di brevissimo tempo e possiamo semplificare che per 70 anni la teoria dell’informazione era basata sulla capacità di memorizzare e trasmettere le informazioni, dal 2017 il paradigma è cambiato, perché si è scoperto che, cambiando l’algoritmo, ci si basa non tanto sulle informazioni dei database, piuttosto su un concetto probabilistico condizionato. Sostanzialmente nella AI non troviamo l’informazione intera, ma un progetto per generare nuova informazione.”

L’ALGORITMO TRANSFORMER: VERSO L’ETA’ DELLA CONOSCENZA

“Il cambiamento consiste nel generare e nel creare contenuti che non c’erano, ma che sono probabili e che possono generare conoscenza, cogliendo la struttura formale della nuvola della probabilità condizionante. In questi giorni, leggendo un testi di un bravissimo linguista del 2017, sosteneva che non sarebbe mai stato possibile ricostruire la regola statistica sintattica e semantica nella generazione del linguaggio. Chat I GpT ha miliardi di regole e più aumentano, più sarà affidabile. Non troviamo qui delle pagine che abbiamo già letto, ma le possibilità di generare idee, mettere insieme delle cose in modo credibile e verosimile.”

IL SISTEMA OPERATIVO DELLE PERSONE E’ IL LINGUAGGIO

“Gli algoritmi accedono a una realtà di seconda mano, non hanno un accesso diretto alla realtà, questo è il punto debole di questo sistema (P) non accede realmente alla realtà; mette in discussione il valore della conoscenza e dell’essere umano, mette in discussione delle cose che noi davamo per assodate e per utili. Quando Umberto Eco diceva che l’essere umano riesce a trovare informazioni, oggi invece come valore intrinseco dell’essere umano è la capacità di avere una creatività ortogonale, cioè non statistica.”

 

“L’intelligenza artificiale non mi consente di sognare, ma mette insieme delle informazioni e posso capire se c’è un ragionamento valido alla base: la risposta all’AI di fronte alle nostre domande è sempre più puntuale.”

L’UOMO METTE INSIEME DUE MODI DIVERSI DI CONOSCERE LE COSE

“Io, come neuroscienziato, mi sono chiesto spesso se chiamarla Intelligenza Artificiale o no, perché si tratta di un argomento difficile, non esiste una macchina che utilizza la mente umana, è fantascienza. Gli esseri umani ragionano fondamentalmente attraverso due sistemi, uno è l’Intelligenza Cristallizzata, diremmo il magazzino della nostra conoscenza prevalentemente semantica, che utilizzo per costruire i miei ragionamenti logici. L’altra parte che utilizzo invece non è simile alla AI, che in questo ambito ha già superato, per certi versi, l’essere umano.”

LA CREATIVITA’ ORTOGONALE

“La seconda forma di intelligenza dell’essere umano è l’Intelligenza Fluida, cioè la capacità di risolvere i problemi non basandosi su quelle che sono le nostre conoscenze pregresse. Questo tipo di intelligenza è quella che sta alla base delle scoperte e delle nostre vere opere geniali. Questo, diciamo, ha a che vedere con tanti aspetti e concetti che sono legati alla creatività.”

Il professor Rossi ha approfondito il concetto della creatività, perché anche la Chat GpT crea, rispetto alle proprie conoscenze, ma crea un prodotto che non ha elementi nuovi. Sintetizza. Manca il colpo di genio del meccanismo di ragionamento dell’intelligenza fluida di inserire un fatto completamente nuovo rispetto ai punti di vista precedenti. Questo, per il momento, resta prerogativa dell’essere umano.”

IL LIMITE DELL’ESPERIENZA AUTOBIOGRAFICA UMANA

“Una grossa parte della nostra Intelligenza deriva dall’esperienza, dalla memoria autobiografica, che determina la nostra visione in gran parte, perché le persone che hanno vissuto eventi eccezionali, lo possono riportare in modo dirompente anche in altri ambiti. La memoria autobiografica è importante e determina eventuali punti di difformità rispetto alla memoria artificiale, che questi limiti non ha. In compenso il linguaggio della Chat GpT è molto preciso, in tutte le lingue del mondo.”

 

“Chi sono io? O che cosa sono io? Una volta lo si sarebbe chiesto a un filosofo, poi a un neuroscienziato, oggi lo possiamo chiedere a una intelligenza artificiale, un IA, anzi una ia (in minuscolo). Ma la IA saprà che cosa è un io? La IA sarà un io? E l’io, poi, sarà qualcosa che si è o che si ha? Persi in questo labirinto di domande, un neuroscienziato e un filosofo della mente si confrontano con l’intelligenza artificiale in un dialogo a due (o a tre?) e si interrogano sulla natura di noi stessi e dei nostri alter ego artificiali. In un momento in cui le intelligenze generative (ChatGPT, Dall-E, OpenAI) sembrano diventare capaci di creare contenuti paragonabili a quelli degli essere umani, ci sentiamo smarriti. Siamo diventati obsoleti? Il cervello sarà in grado di competere con i computer dotati di nuovi algoritmi? C’è qualcosa che le macchine non hanno? E se ci fossimo trasformati in macchine a nostra volta? In fondo anche il cervello non contiene niente che la fisica non possa spiegare.”

 

QUANTO COSTA CONCRETAMENTE UTILIZZARE LA AI?

“Usando la Chat GpT abbiamo la sensazione di avere a che fare con un interlocutore vero e proprio che ci parla, ma per molti aspetti il linguaggio è apertamente artificiale, cioè appreso sulla base di dati che sono presi da un linguaggio scritto e accurato. In altri ambiti però il linguaggio è diverso, perché proviene da un parlato, etc.. ad esempio possono essere delle immagini lette con delle situazioni, la macchina ci dice cosa fare su input variabili.” Il professor Quarteroni ha parlato di diverse sfumature entro cui possiamo inquadrare la AI. Molti computer sono in mano alle pubbliche istituzioni americane, giapponesi, cinesi, europee, per cui chi ha in mano la maggior parte del carico è una precisa componente. Questa peraltro fa i conti con le risorse energetiche, con una serie di altre implicazioni, che sono estremamente dispendiose. Questo fatto non è trascurabile.

OPINIONI CHE SONO ANCORA IN VIA DI COSTRUZIONE

“L’AI non è però ancora uno strumento infallibile, attenzione perché può attribuire delle informazioni errate, che non sono sempre un fatto non grave, anche se queste informazioni sarebbero utilmente integrabili utilizzando, ad esempio, una connessione. Insomma: la capacità di valutare le informazioni richiede altri test. I riscontri qualitativi in merito all’esattezza delle informazioni merita di avere ancora un attimo di cautela e mi trova non completamente allineato alla tendenza. La Chat GpT accede alla conoscenza, ma non all’esperienza, si trova nella pubblicazione: questa è una frase che a mio parere invece è da ribaltare, perché accede all’esperienza nel senso di dati esperiti, ma non alla conoscenza.” Secondo Quarteroni la conoscenza, tutto sommato, è un concetto troppo ampio per essere riassunto nella capacità di scrivere in modo corretto. La conoscenza per Quarteroni è quella cristallizzata nelle leggi della scienza. La conoscenza della Chat GpT sarebbe dunque quella superficiale e transitoria, che non esprime e non codifica la conoscenza universale, ma quella del momento, come interpretazione.

“L’uomo ci mette i suoi Bias e i suoi parametri, che non sono quelli di una macchina. Io credo che prima o poi la creatività vera non sia un territorio completamente inaccessibile, nel tempo, perché ci sono dei modelli che possono andare molto oltre a quello attuale, con l’aiuto della matematica e tecniche non banali. Non penso che l’Intelligenza Ortogonale sia una barriera invalicabile.”

Il giornalista de Cosmo ha chiuso il giro di interventi della serata, portando la sua competenza di giornalista scientifico a Lodi Liberale. Il giornalista lavora per la pagina di scienze di ANSA e per il mensile “Le scienze”.

“La partecipazione dimostra che l’AI è al centro dell’attenzione, viene infilata ovunque, è un fatto motivante. Le tecnologie in genere fanno un grande botto iniziale, un picco, in cui vengono prese in considerazione da tutti, poi dopo questo momento alto in cui c’è la tendenza a parlarne tantissimo, con finanziamenti e ampia copertura mediatica, se ne perde gradualmente l’interesse. In questo momento di sgonfiamento in realtà avviene una sorta di selezione, che mantiene l’interesse alto solamente dove c’è veramente qualcosa da dire. De Cosmo ha spiegato che, in realtà fino ad oggi non era stato affrontato l’investimento, mentre attualmente siamo nel pieno del momento della AI.

LE CONSEGUENZE SOCIALI DELL’AI

“Una delle cose che non dobbiamo mai dimenticare è come siamo fatti noi. Noi umani abbiamo la tendenza a antropomorfizzare tutto, gli oggetti, la casa, dando un valore come se questi oggetti potessero anche sentire qualcosa. E’ facile per le persone farsi ingannare da cose che non sono umane. Abbiamo umanizzato inizialmente gli animali domestici, ma lo stiamo anche facendo con gli oggetti. Il percorso di aumento della sensibilizzazione è stato progressivo nell’umanità. Qualche secolo fa non erano concordi.”

De Cosmo ha portato come esempio un video del montaggio di alcuni successi di robotica recenti, che si trova on line, con i primi test sui primi robot di una famosa azienda americana.

“Dal ‘600 ad oggi è stato intrapreso un percorso che gradualmente ci porta a ritenere intelligente questa forma di lavoro che è costruito su un algoritmo che ha fatto benissimo il proprio lavoro, ma allo stesso tempo apre delle domande sulla coscienza di sé, tornando a ragionare su quel che dai tempi di Aristotele era la differenza tra l’uomo e la macchina.” De Cosmo ha quindi chiarito che ci sono delle operazioni che includono replicazioni umane, ma non sono generazioni, sono replicazioni. Oggi esistono persone che lavorano su componenti meccaniche replicanti quelle umane e fisiche. Ogni tecnologia ha un impatto di qualche genere sull’umanità. Ma nessuna è stimabile come quella che si intravede alla porta.

MC

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