Amartya Sen “L’idea di giustizia” a Lodi Liberale

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Lunedì 2 ottobre, nella 237esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro di Amartya SenL’idea di giustizia“, pubblicato da Mondadori, insieme a Stefano Zamagni (Professore di Economia politica presso l’Università di Bologna), Corrado Ocone (Filosofo) e Armando Massarenti (Filosofo ed epistemologo).

“La ricchezza del pensiero liberale mette in luce una serie di sfumature, nonché è costituito da diverse scuole, che in parte possono anche confliggere. Lodi Liberale alterna serate in presenza a serate su zoom, nonché si occupa di tre filoni di incontri: i Pensatori classici liberali, autori contemporanei, statisti liberali nella storia.”

Il Presidente di Lodi Liberale ha presentato la pubblicazione di Amartya Sen, premio Nobel per l’economia. In prima sede si parla dell’ideale assoluto di Giustizia; poi si parla della Giustizia perseguibile, dove si superano le questioni di ingiustizia attraverso ragionamento, confronto e democrazia cercando di migliorare le vite degli individui singoli e la società. In questi ambiti, in genere, la libertà viene messa in secondo piano, ma secondo l’autore invece il punto di vista sulla libertà permane come punto fermo, aspetto fondamentale della nostra vita.

LE DISUGUAGLIANZE SONO DOVUTE AI DOGMI PER CUI LA SOCIETA’ MIGLIOREREBBE SE L’UOMO ECONOMICO OPERA SOLAMENTE PER IL PROPRIO INTERESSE; E ALLA CREDENZA CHE L’ELITARISMO VA INCORAGGIATO PERCHE’ CREA BENESSERE

“Quello della giustizia sociale è uno dei grandi temi di Amartya Sen, poi quello delle capacitazioni, la questione identitaria, giustizia. L’autore sviluppa questi argomenti in relazione anche all’india.” Zamagni ha raccontato che alla base di questa ispirazione vi sia il libro “Teoria della giustizia” di John Rawls.

“Parlare di giustizia sociale non è possibile se l’idea è di arrivare a una sorta di perfezione. La realtà è che quello che serve è la forma del Governement by discussion, cioè la deliberazione, così si rispetta il concetto di libertà.

LA MERITOCRAZIA GENERA POTERE E QUINDI NON GENERA LIBERTA’

“La libertà di azione è connessa al concetto di capability, perché dietro la libertà di scelta ci devono anche essere i presupposti economici per realizzarla. La giustizia in sé non è sufficiente, i suoi esiti possono essere talvolta riprovevoli e non sufficienti. Secondo una prima linea di pensiero la giustizia potrebbe fare riferimento all’equità, come nell’antica Grecia: in tal caso le regole della giustizia devono essere talmente astratte che non riescono a tenere conto delle singole persone; le condizioni effettive delle persone non dipendono solamente dall’applicazione della legge. Il secondo modo per valutare la giustizia è il ricorso alla categoria di benevolent justice, ovvero il bene comune: la giustizia ha un senso se è finalizzata al bene.”

“Le disuguaglianze sono la minaccia più grave alla democrazia, già questa teoria era patrocinata da Aristotele, quando si rimetteva alla disponibilità per tutti dei beni essenziali.”

CAPACITA’ COME FORMA DI VOLONTA’

“Il legame di Amartya Sen con l’Italia è dovuto alla moglie.” Era circondato, ha ricordato Ocone, da uno spirito europeista ma libertario. La sua idea di economia è molto legata alla tradizione filosofica antica, relativamente a una serie di conoscenze antiche che erano state snobbate,

“Egli risente della tradizione del socialismo liberale. Il suo pensiero relativamente alla Natura umana è aristotelico, egli vede l’uomo come una sorta di animale sociale, facendo la distinzione tra l’uomo ente che è e ente che non è (potenza dell’uomo). L’uomo è potenza quindi ha potenzialità!” Ocone ha quindi riportato l’argomento alla base: concedere la possibilità

“Perché una persona possa dirsi libera, come si diceva sopra, deve anche poter realizzare i suoi progetti; tuttavia secondo Ocone la natura umana è più inquieta e meno conciliata.”

LA LIBERTA’ INDIVIDUALE COME IMPEGNO SOCIALE

“Amartya Sen ama la libertà intellettuale e sociale, in tutti i suoi aspetti più semplici; rispetto agli autori liberali classici dai quali effettivamente egli si differenzia, intende complicare l’economia con il rumore dei valori di tradizione liberale classica. I contenuti sono filosofici e sociali. Si inseriscono in un argomento economico, nonché finiscono per chiudere su un concetto etico di giustizia.” Massarenti ha spiegato che Amartya Sen ha un atteggiamento di filosofo politico, non vuole rimanere fermo sul concetto economico, ma vuole tradurlo in termini filosofici: sostiene che sotto i ragionamenti degli economisti, si deve sempre cercare quali e come si intrufolano i valori.

“L’autore non è mai dogmatico, non parla in modo enciclopedico, non parte da una concezione chiusa della crescita sociale, perché secondo lui la libertà inizia quando si aprono le gabbie sociali.” Massarenti ha raccontato come in ogni caso il lato pratico del risultato non vanno tralasciati: a determinare il successo non è il conto, il calcolo, ma il risultato.

“Il soggetto è tenuto ad aggiornarsi continuamente, a contribuire al dibattito pubblico e permeare la società di persone che sono molto competenti nei più svariati ambiti: la matematica, la fisica e tutte le altre scienze.” Molti ambienti mediatici, sostiene Massarenti, creano confusione cognitiva; la rete può spingerci a ragionare molto male.

Il Presidente di Lodi Liberale, Lorenzo Maggi, ha voluto però spiegare che, la rete e internet, hanno una grande potenzialità in positivo. “Amartya Sen non parla di imporre delle regole collettiviste, non intende uguagliare tutte le persone.”

Martina Cecco

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