Daniele Capezzone a Lodi Liberale, con il suo “Bomba a orologeria”

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Nella 199esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro di Daniele Capezzone “Bomba a orologeria. L’autunno rovente della politica italiana”, pubblicato da Edizioni Piemme, insieme all’autore (Giornalista), Lorenzo Castellani (Professore di Storia delle Istituzioni Politiche presso la Luiss Guido Carli di Roma) e Ernesto Caccavale (Imprenditore).

“La campagna elettorale sui temi libertari ha una enorme domanda, ma non ha ancora trovato una risposta politica”. Il presidente di Lodi Liberale Lorenzo Maggi auspica per l’Italia politica una sorta di ritorno agli anni novanta, quando c’era uno spirito di ripresa imprenditoriale e di libera iniziativa personale, di libertà.

“Se guardiamo in termini pratici la situazione attuale al Governo, vediamo che c’è una sola donna al comando, che con abilità fa sponda e giostra le opposizioni sfaldate e gestisce le sue alleanze.” Daniele Capezzone crede che – in questo momento – la situazione sia in mano in modo effettivo e chiaro alla leader, che per merito soggettivo e circostanze oggettive, è  in una situazione buona.

“La sfida della Meloni – che è stata persa da tutti i suoi predecessori – può essere o di gestire in modo decoroso la curva del decino, oppure cercare in modo più ambizioso qualcosa di diverso. Se vuole davvero segnare la storia e fare un tentativo, che si riassume nella sua posizione di ‘non essere ricattabile’ deve arrivare ad avere: 1. Meno tasse; 2. Meno spesa; 3. Meno debito.”

FARE UN’OPERAZIONE PER DARE UN SEGNALE AI MERCATI ESTERI

“In un environment come quello attuale i mercati possono arrivare a imporre delle penalties che a livello esecutivo fanno aumentare le spese, invece di ottenere realmente vantaggi e miglioramenti; gli imprenditori sono in grado di riorientare il 3-4% delle proprie risorse, il rapporto debito-PIL non può essere capovolto in un attimo, è troppo alto.”

“Ogni anno abbiamo circa 60 miliardi di tassa sul debito da pagare, riducendola si hanno dei margini per tagliare le tasse, anche se non è facile tradurre le idee in programmi di legge. Ma se non si farà questo si gode della favorevole situazione di sondaggio, ma si resta incolpevoli gestori del declino. In campagna elettorale però, qualcosa è stato doloroso: mi sarei aspettato che ci sarebbe stata una offerta politica complementare a quella della Meloni.

Il primo compito di un sistema liberale è quello di creare un ambiente favorevole alla libertà di intrapresa. La sfida costante è di rimanere fedele ai principi, più spazio alla decisione individuale e privata su tutto.”

Daniele Capezzone

UNO SCENARIO DEMOCRATICO MA PROTEZIONISTICO, IN CONTRASTO CON UN MONDO ILLIBERALE

“I valori fondanti del liberalismo, del liberalismo atlantico, emergono in modo sempre più evidente sia nel contesto della guerra in Ucraina, che in paragone alla Cina: siamo in una direzione decisamente chiara. I modelli alternativi all’Atlantismo stanno dimostrando tutti i loro punti deboli e la loro pericolosità. Tutto questo, però, svanisce, quando su questioni sovranazionali ci si trova in una tendenza – posteriore alla crisi del 2008.2009 – dove è evidente l’intervento degli stati, dove sono evidenti le gelate sul mercato che, se hanno prodotto stabilità finanziaria, hanno pompato denaro ‘stampato’. Con la pandemia infine gli stati si sono ulteriormente espansi”. Il professor Lorenzo Castellani ha notato come il Covid abbia causato un’esplosione del debito pubblico negli Stati europei, facendo però emergere come la Germania abbia cambiato radicalmente le logiche fiscali e spostato il paradigma economico. Si assiste di fatto a una divaricazione tra gli interessi sovranazionali e gli interessi delle singole nazioni.

“Il costo del debito aumenterà, l’insoddisfazione sociale aumenterà, scellerate politiche ambientaliste che ci porteranno in un sistema di desertificazione industriale, c’è un PNRR che è un grosso problema perché con le regole attuali i soldi non sono spendibili e il Governo dovrà mettere in condizione gli enti locali per spendere le risorse.”

La caduta del governo Draghi e le elezioni del 25 settembre segnano indubbiamente l’apertura di una pagina nuova. Dopo il fallimento di un ciclo politico, fallisce pure la surroga commissariale: e allora, come in un perpetuo gioco dell’oca, si torna (forse) verso la politica, cioè verso governi che siano frutto più diretto della scelta degli elettori. La stagione in cui stiamo entrando è carica di incognite, sia globali sia nazionali: una nuova guerra fredda dalla durata e dagli esiti incertissimi; l’ombra lunga della crisi energetica; l’impennata del costo della vita; e una bassa crescita che, sommata a cicatrici e fragilità antiche, mette a rischio l’economia reale.
I nodi restano aggrovigliati, la sfiducia cresce, sale una nuova rabbia. Rischiamo di misurarci con una società spaccata come una mela: da un lato, gli obbedienti e i rassegnati al perpetuarsi di soluzioni emergenziali; dall’altro, una galassia ribellista e arrabbiata. Con uno stile lucido e appassionato, con argomentazioni coraggiose e sempre controcorrente, Daniele Capezzone prova a raccontare la fase rovente verso cui si avvia la nostra politica, e anche a disegnare una pars construens: per capire come ridare all’Italia obiettivi realizzabili e desiderabili sia in politica estera sia in economia. Provarci è difficile; ma il costo del non provarci rischia di essere devastante.

PARTITE IVA E DIPENDENTI PRIVATI, CHI SOSTIENE MELONI?

“Questo centrodestra ha una classe dirigente molto esigua – ha detto Castellani – i nomi che sono espressi sono sempre gli stessi, dal ristretto bacino del suo piccolo partito, per cui molte scelte sono determinate in maniera importante; in compenso la presidente del consiglio ancora si deve aprire fuori dai vecchi compagni di partito: potrebbe fare di più, poteva fare di più nella composizione del Governo, ad esempio.”

“Servono una politica fiscale e una politica industriale che devono essere molto irrobustite e accompagnate da una revisione del PNRR”.

LE POLITICHE SOTTO IL COVID HANNO CAUSATO LA SPACCATURA SOCIALE

“Questi primi passi che Meloni ha fatto, specialmente per quanto riguarda la spesa di bilancio, potevano dare un messaggio molto più forte. Anche Nordio ha dato alcuni segnali, sul fatto di ridurre la spesa con una spending review, ad esempio riducendo le spese per le intercettazioni”.

L’imprenditore Ernesto Caccavale ha descritto quello che è il punto di vista della classe lavoratrice che produce, che in parte è stata penalizzata per via degli obblighi vaccinali, che hanno escluso delle persone che si stanno radicalizzando, una sorta di ‘comunisti di destra’ di un gruppo istintivamente individualista che ha combattuto duramente contro le politiche liberticide dei governi occidentali durante il covid, politiche durate due anni e mezzo. Queste persone hanno liberamente deciso di lottare per le libertà individuali e oggi sono in gran parte su posizioni anti atlantiche e anti occidentali: sono oggi i migliori alleati – indirettamente – delle dittature comuniste in espansione, della Russia e della Cina.

“Domani ci sarà la decisione storica della Corte Costituzionale, che dovrà decidere se gli obblighi vaccinali fatti durante il covid erano costituzionali oppure no. Molte persone, in buona fede, non solo stanno lottando per le ‘nostre’ libertà, ma paradossalmente sono anche su posizioni anti-occidentali. Si immedesimano nella parte dei reclusi, obbligati a vaccinarsi o a perdere i diritti principali, vittime a casa loro”. Una bomba a orologeria.

“La pandemia ha mostrato la grande fragilità delle nostre società dinnanzi a crisi sanitarie inaspettate. Una situazione di pericolo che abbiamo il dovere di affrontare in modo strutturale, senza mai cedere alla facile tentazione di sacrificare la libertà dei nostri cittadini in nome della tutela della loro salute. Libertà e salute si tengono insieme. Perché certamente, se non si ha la salute a nulla serve la libertà. Ma di contro, cos’è la salute senza libertà?”

Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo alla sessione di lavoro sulla salute del G20.a Bali.

Il Presidente di Lodi Liberale Lorenzo Maggi ha messo in evidenza che il vaccino ha una dignità medica che non consente di definirlo come siero magico, ma che consente di parlare di chi vede le decisioni dal punto di vista complottistico. Molti termini come globalismo, turbocapitalismo, neoliberismo, neocomunismo, sono termini che sono abusati e che hanno anche un valore ideologico, che non consente di utilizzarle in modo semplicistico. Dare una lettura delle cose dando per scontato un piano a priori è quello che accomuna l’illusione di chi cade in questo cortocircuito.

Di Martina Cecco

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