“Diritto, legislazione e libertà” il libro di Von Hayek presentato a Lodi Liberale nel 200esimo evento

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Nella serata di oggi è stato presentato il libro “DIRITTO, LEGISLAZIONE E LIBERTA'” di Friedrich August Von Hayek insieme a: JEREMY SHEARMUR, Professore Emerito di Filosofia presso l’Australian National University; LORENZO INFANTINO, Professore di Filosofia delle Scienze Sociali presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma; RAIMONDO CUBEDDU, Senior Fellow dell’Istituto Bruno Leoni; PIER GIUSEPPE MONATERI, Professore di Diritto Civile presso l’Università degli Studi di Torino.

Il 200° evento di presentazione di libri per Lodi Liberale, un importantissima ricorrenza, considerati i tempi, che non poteva non essere celebrata alla grande, con Hayek.

“E’ evidente che il libro è stato scelto perché, oltre che essere il primo del mese, dedicato ai classici, è occasione di ricordare  che esiste anche la nuova edizione del libro, con il titolo adeguato all’autore, sostituendo con la parola diritto, il termine legge.” Il Presidente di Lodi Liberale Lorenzo Maggi ha introdotto la serata spiegando come la serata sia estremamente appassionante, per chi è liberale.

LA SOCIETA’ LIBERA DEVE PRENDERSI CARICO DI CHI NON SA STARE NEL MERCATO

Gli ospiti che sono stati invitati a partecipare alla serata sono storici studiosi di von Hayek e su di lui hanno scritto numerosi saggi: in più la postfazione del professor Monateri è una sorta di breviario che contiene i termini tecnici di argomento giuridico.

L’opera contiene sin da principio una dichiarazione di intenti, uscita in tre diversi anni, nella quarta edizione esce completa. Si tratta di un’opera che merita decisamente di essere letta. Arricchisce capitolo dopo capitolo.

“La nuova edizione imponeva una generale correzione e revisione, ma una delle motivazioni principali sono gli argomenti di cui parla anche Monateri nella sua postfazione: era necessario cambiare sia il titolo del libro che il titolo della terza parte.” Il professor Raimondo Cubeddu ha dipanato le argomentazioni polemiche che esano intervenute in comprensione del testo nelle passate edizioni.

“Il testo ha avuto una importanza enorme nell’ambito della filosofia politica e della storia della filosofia liberale: tale opera per certi versi è una risposta al nostro Bruno Leoni – ha detto Cubeddu – anche se questo resta uno dei più importanti filosofi del ‘900, incentrato sulla Teoria della conoscenza.”

COSA SUCCEDE QUANDO IN UN ORDINE PRESTABILITO, ENTRANO DELLE VARIABILI CHE LO MANDANO IN TILT?

Tale opera, secondo Cubeddu, non è la più creativa e innovativa, ma è l’opera che compendia tutta l’attività di Hayek e fa i conti, in un certo senso, con tutta la storia concettuale del liberalismo, portando a compimento il suo progetto di fondere la tradizione britannica con la tradizione austriaca.

COME LIMITARE I DANNI DELLA DILATAZIONE DEI BENI COLLETTIVI?

“Hayek scriveva in un periodo in cui non era minimamente pensabile un sistema politico/economico dinamico, anzi, si credeva che – al più – se non era un ideali di democrazia, era un sistema di monocrazia oppure un sistema socialista. Quanto di più distante.”

“Hayek constata che la gestione dei beni pubblici è direttamente riconducibile all’opinione pubblica: egli cerca di limitare i danni di questa potenza collettiva, puntando sulla ricerca di una buona politica.” Il professor Cubeddu evidenzia come la politica sia indispensabile per concorrere a rispondere alle novità, in modo individuale o collettivo, ma essendo molto varia la risposta, una delle prime conseguenze è una sorta di incertezza, insieme alla eccessiva differenziazione, di fatto, che manda in crisi la possibilità di fare delle previsioni sull’andamento del sistema.” Tale opera ci pone nella condizione di chiederci se la tradizione politica liberale abbia o meno prodotto qualcosa di più alto dopo queste teorie: la tradizione liberale ha davvero affrontato i problemi messi in risalto da Hayek?

IL COMMONLOW BRITANNICO E HAYEK

“Il libro di Hayek era un testo che introduceva a un liberalismo molto diverso da quello di oggi: la polemica dunque è con il tipo di liberalismo che c’è, dove adesso nessuno pensa al Kosmos hayekiano, ma al nomos della previsione, cioè una sorta di neoliberalismo tedesco che non ha niente a che fare con il pensiero liberale originale britannico.”

Il Professor Giuseppe Monateri ha spiegato molto brevemente l’ambito politico economico in cui Hayek si trovava a scrivere, per comprendere che tipo di pensiero liberale era alla base di queste proposte.

Costantemente rispetto all’idea di Hayek si regredisce: è certamente molto difficile trasformare il Common law in una proposta politica oggi, in Italia” il professor Monateri ha spiegato che, in una democrazia che si basa sui contrappesi, tra individuo e interesse collettivo, è impossibile sapere prima che cosa sia giusto o no, eventualmente a giudicarlo è ex post il sistema giudiziario, che in Italia è piuttosto trafficato, per cui è in sostanza impossibile metterlo in pratica.

LA LIBERTA’ GIUSTA E’ QUELLA APERTA

“I nostri valori si stanno appiattendo sull’idea che si possa programmare e pianificare tutto, la libertà vale la pena di essere difesa solo se non si sa esattamente che uso ne verrà fatto, se invece la libertà è predicata per un fine esatto, allora non c’è nessuna superiorità epistemologica tra le diverse idee stesse di libertà!” ha detto il professor Monateri.

HAYEK E LA LONDON SCHOOL OF ECONOMICS

“Hayek era un libero docente a Vienna, le sue prospettive erano molto limitate e venne chiamato a Londra dove si realizza il congiungimento della tradizione austriaca con quella britannica. E’ arrivato a Londra con la predisposizione ad accettare i presupposti di Mandeville, Hume e Smith: mette insieme a questo il suo bagaglio culturale austriaco e – insieme a tutto un ventaglio di pensatori noti – studia e tiene delle lezioni. Nella sua lezione inaugurale Hayek, nel ’33, esprime e indica il suo programma di ricerca che è basato sul problema gnoseologico; il passaggio è talmente enorme da essere difficile da spiegare, da un teorico monetario si trova a fare della teoria (l’ordine spontaneo) dove a un tratto diventa economista e filosofo.”

IL PROBLEMA DELLA CONOSCENZA IN HAYEK

Secondo il professor Lorenzo Infantino è da qui che parte la teoria politica di Hayek, che mette in luce il divario tra chi esalta le scienze sociali teoriche e chi invece le nega.

“Quando Hayek arriva negli Stati Uniti, dove scrive ‘La società libera’ vede che non era riuscito a darsi tutte le risposte e gli argomenti che voleva sciogliere, e proprio su questi tre argomenti scrive l’opera in questione. Il processo sociale ateleologico e il kosmos non hanno trovato delle risposte, hanno invece un grande nemico, la pianificazione sociale.”

“La regola di giusta condotta consente di formare il senso della giustizia in termini negativi, ovvero lasciando totale libertà di scelta ad esclusione di quello che non è permesso. In questo modo si difende la libertà. Il contrario della libertà è invece la pianificazione, in cui si prescrive quello che bisogna fare, in termini positivi.”

NON C’E’ UNA CAUSA MORALE DI FRONTE AL CROLLO DELLA POLITICA, MA UNA CAUSA POLITICA ALLA BASE DEL CROLLO DELLA MORALE

“Nessuna persona può essere certa dell’esisto felice delle proprie iniziative: in questo contesto interviene casomai lo Stato, per dare quel che si chiama Giustizia sociale, ma trovata la regola si è abusato di questo strumento, che doveva essere residuale e non maggioritario. Se la giustizia sociale diventa il leader si snatura la società, ma anche la dinamica economica, che resta tuttavia incastrata anche tra gli interessi delle diverse fazioni politiche: allora si torna a un senso di impotenza, a un innescarsi di potenze degenerative.“

I LIBERALI DEVONO ASPIRARE A REALIZZARE UNA GIUSTIZIA SOCIALE BASATA SUL DIRITTO

“Quello che noi chiamiamo Giustizia sociale ha portato a corruzioni, decadenze e a un percorso di un vaso forato, aristotelicamente parlando, dove tutti continuano a chiedere, chiedere, chiedere favori, distruggendo di fatto il diritto.”

Secondo il professor Lorenzo Infantino sarebbe molto più utile far conoscere un gigante del pensiero come Hayek, piuttosto che rimanere nel solco della tradizione, ormai trita e ritrita, dei programmi scolastici, specialmente di filosofia.

Lisa Kinspergher, studentessa della Duke University, è intervenuta per chiedere se attualmente sia più adeguato parlare di una tendenza all’uguaglianza, omologazione, che si nasconde dietro la bandiera del neoliberalismo, della libertà.

Ha risposto in merito il professor Cubeddu, sottolineando di dover tenere alta l’attenzione, perché piuttosto, ora come ora, siamo di fronte a una paura più simile a quella dell’humus hobbesiano, che non in un contesto liberale: i problemi nuovi che dobbiamo affrontare sono – in realtà – una reinterpretazione dei problemi antichi.

Secondo Lorenzo Maggi sono le retoriche del bene comune a dare una visione che fa credere all’aspirazione alla libertà uguale per tutti, ma che libertà non è.

Secondo Giuseppe Monateri gli interessi neoliberali di oggi si sono blasonati della bandiera americana, dell’atlantismo e sono però attualmente lo specchio della limitazione della libertà per tutti, che si sposa molto bene con le élite globali. Tant’è che la destra americana di oggi non è presentabile.

Secondo il professor Lorenzo Infantino in realtà tutti chiedono uguaglianza, per superare gli altri e difendere i propri privilegi sugli altri, non per costruire su di sé e l’attività legislativa aumenta questa dinamica dove la richiesta dei singoli è la volontà di avere per ciascuna parte sociale dei privilegi, alimentando così la richiesta di nuovi privilegi, e tutto questo non ha niente a che fare con il liberalismo e con il diritto.

Martina Cecco

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