Matteo Bassetti sotto scorta perseguitato dai no vax, il popolo no pass è ingestibile, il virus non si mitiga, questo e altro in Lodi Liberale

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Nelle 148esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro “La società chiusa in casa. La libertà dei moderni dopo la pandemia“, pubblicato da Marsilio, insieme a Gilberto Corbellini (Coautore del libro e Professore di Storia della Medicina a La Sapienza Università di Roma), Alberto Mingardi (Coautore del libro e Direttore Generale dell’Istituto Bruno Leoni) e Matteo Bassetti (Professore di Malattie Infettive presso l’Università degli Studi di Genova).

“Un libro scritto a quattro mani, fondamentale per aiutarci a riflettere sul rapporto tra libertà e Coronavirus: il libro ha delle sezioni molto dense, in cui si ricostruiscono i rapporti tra l’uomo e il virus, nel corso della storia e del tempo, come hanno reagito le società a seconda della impostazione. Il libro è un unicum nel suo genere: cerca di analizzare quanto è stato fatto e prende in mano di volta in volta gli strumenti presi in considerazione per affrontare la pandemia, dandone una lettura dal punto di vista della cultura libertaria.” Il Presidente di Lodi Liberale Lorenzo Maggi, nel presentare i suoi ospiti di eccellenza, ha anche – nota di colore – fatto presente che il dott. Bassetti fa parte dell’organizzazione degli Arbitri italiana per il settore medico.

Ogni evento è unico, ma la pandemia che ha stravolto il mondo in questi due anni non è così diversa dalle epidemie che l’hanno preceduta. A essere diverse sono le società umane: mai così progredite. La paura sembra però aver annichilito la nostra razionalità. Davanti al virus ci siamo comportati come i nostri antenati, che non avevano a disposizione le conoscenze scientifiche e la tecnologia del terzo millennio. Abbiamo sostenuto decisioni disastrose, quali le chiusure scolastiche, e ci siamo affidati a riti apotropaici di massa, come la prima vaccinazione in tv. Perché è potuto succedere? È forse l’ennesima conseguenza del tentativo di rimuovere l’incertezza facendo ricorso a spiegazioni semplici e finalistiche? Andando controcorrente, a partire dalla teoria dell’evoluzione e dalla difesa dei valori liberali, gli autori si interrogano sulla centralità nella nostra storia del rapporto fra comunità umane e micro-parassiti. Per avere società aperte, è stato necessario che i rapporti sociali non fossero messi in crisi dalla paura del contagio: progresso scientifico, avanzamenti della medicina e idee liberali sono andati di pari passo. Almeno fino a oggi. Ponendoci di fronte alle domande fondamentali sul mondo che intendiamo costruire, Corbellini e Mingardi provano a salvare quanto è rimasto della responsabilità individuale in un clima di ubriacatura per un ritorno a un’idea antica o collettivista di libertà: quella in vigore ai tempi in cui le società non sapevano e non potevano nulla contro epidemie e pandemie. E davano la caccia ai capri espiatori.

“Le crisi economiche sono qualcosa che i governi pensano di di poter gestire. Ci pare evidente che abbiano considerato la pandemia allo stesso modo, questo ha prodotto una lettura falsata e meccanicistica degli eventi: come nelle crisi economiche i Governi hanno presentato i vari interventi come salvifici, e hanno immaginato che i benefici che esse produrranno siano di gran lunga superiori ai costi.” Citazione dal libro presentato.

GLI INSEGNAMENTI DEL PASSATO PER VALUTARE LA PANDEMIA

“L’idea che si è diffusa in USA e in Europa è che anche la Storia della Medicina sia di aiuto – ha detto Gilberto Corbellini – rispetto alla capacità di fare delle valutazioni in merito ai cambiamenti, per formarsi un punto di vista” il professore si è occupato nella sua carriera di infettivologia e immunologia.

COSA HA CONSENTITO ALLE SOCIETA’ SVILUPPATE DI AVERE UN SISTEMA DI CONTROLLO PATOGENI

“La discussione intorno alla pandemia parte dal fatto che le libertà individuali sono alla base della società occidentale: le persone dovevano chiudersi in casa in attesa che il virus se ne andasse, non c’era una minima consapevolezza che la libertà di Constant è la stessa che ha portato a un buon livello di Stato di diritto e ha portato alla crescita della scienza, come il metodo sperimentale, l’igiene pubblica, i vaccini, i farmaci, lo studio delle trasmissioni dei virus e dei patogeni, etc..” Per riassumere molto, nella nostra società il vaccino è diventato un metodo sistematico di perseguimento della condizione di libertà individuale massima e di sicurezza – ha detto – per cui abbiamo un buon livello di fiducia anche in coloro che sono distanti da noi, non solo in coloro che conosciamo direttamente. Questa fiducia non è un credo a priori, ma un concetto forte che ci porta fino allo scambio commerciale e alla globalizzazione.

LE QUARANTENE PARTONO DALL’ANTICO TESTAMENTO

“La prima reazione di approccio è stata di attingere nel passato a tutto quello che era stato fatto, dalla quarantena alle mascherine, al distanziamento interpersonale – poi dopo gli studi consentiti dal sistema del capitalismo e degli investimenti nella ricerca – infine ai vaccini!” Il professor Corbellini ha messo in evidenza come, in questo caso, si siano creati percorsi privilegiati, rispetto ad altri settori, dove è in atto una corsa alle armi per tenere sotto controllo la pandemia. Tutto questo è frutto di lunghe e secolari esperienze.

QUANDO SMETTEREMO DI PARLARE DI ASSEMBRAMENTO?

“Abbiamo vissuto nei fatti un periodo di limitazione delle nostre attività, per via dei regolamenti della pandemia, che hanno ridotto anche la socialità tra le persone, provocando anche un cambiamento a livello linguistico; ad esempio l’utilizzo della parola assembramento, al posto di gruppo..”

Lorenzo Maggi ha letto e commentato una parte del libro in cui si parla della tentazione degli scienziati a intervenire per personalismi: è emersa durante la pandemia anche l’idea che le nostre istituzioni hanno delle carenze, insomma sono emersi i punti deboli e i punti forti di questa società moderna.

LA LIBERTA’ NON SI CONSENTE, CASOMAI SI RICONOSCE/GARANTISCE

I vaccini sono arrivati grazie a studi che hanno qualche decennio, ma sono anche frutto dell’incentivo al profitto delle società farmaceutiche, che in concorrenza hanno portato anche a benefici sociali immediati, veloci, risolutivi dei problemi che si presentano man mano, dove Big Pharma è un attore decisivo, da non demonizzare.

IL MODELLO ITALIANO RESTA ANCORATO ALL’IDEALE DELLA SOCIETA’ CHIUSA

“Le conseguenze di una scelta e di una politica sono immediate, ma anche non immediate: indubbiamente le conseguenze di lungo periodo dei lockdown sono qualcosa con cui ancora non sappiamo bene fare i conti – ha detto Alberto Mingardi – perché a tutti è successo qualcosa, psicologicamente parlando.”

Alberto Mingardi si chiede quale possa essere stata la risposta nella generazione successiva, che cosa faranno i giovanissimi, dopo questa pandemia che li ha spaventati: questa paura rimane come un marchio molto forte oppure no? La società ha bisogno di persone che si prendono anche dei rischi.

Il libro, ha detto, è stato scritto a quattro mani, seppure a distanza. Ha a che fare con la concretezza della libertà, che non è una spilla, una bandiera, ma vuol dire provare a vivere la propria vita.

“Il gusto di dire agli altri che cosa fare, supera grandemente la capacità di sapere che cosa si vuol fare.” Il libro non è una critica diretta ai Governi, che in quel momento non sapevano certamente cosa fare, ma è una critica alla caratteristica tipica degli esseri umani, che cercano una guida, che cercano protezione, come è segnatamente costruito il sistema della nostra mente, che in Italia propende in modo lampante per la Società chiusa: in sostanza si guarda al modello della Cina come a un esempio.

Abbiamo innanzi un PNRR dove le finanze sono allocate non tanto sulla sanità, ma sull’energia, sull’ambiente, sulla transizione. Più ciclabili che non vaccini a livello di spesa.

LE RISPOSTE SONO STATE SPESSO DATE DAI GOVERNI LOCALI, NON DA QUELLO CENTRALE

Questo libro è imperfetto, come tutte le cose umane, ma vuole riflettere sulle cose che non sono state considerate durante la pandemia, durante le dirette del Presidente Conte, durante le Conferenze stampa delle 18 di sera.

Lodi era la città dove c’era l’Ospedale del primo focolaio di Covid per cui per un certo tipo di interventi è stato il caposcuola, dove giorno dopo giorno bisognava trovare delle risposte e delle soluzioni, che non possono essere uniformate su tutto il territorio nazionale. Di per sé non c’è mai stato alcun momento di interruzione dei servizi essenziali.

NON SI DEVE TERRORIZZARE IL PAZIENTE

Il Professor Matteo Bassetti ha evidenziato come la psiche ha un ruolo fondamentale nell’affrontare le malattie, principalmente non bisogna mai creare il terrore e il panico. “Anch’io ho avuto paura, ma il modo peggiore di comunicare sarebbe stato di andare a comunicare a tutti che saremmo morti di Coronavirus, cosa che non era”. Una certa parte – invece – ha poi invertito i paradigmi prima cercando di calmierare la paura, poi attualmente aizzando e propagandando contro i vaccini, fomentando la paura.

Secondo Bassetti serve parlare di come è stata venduta sui media la pandemia, che attualmente è diventata una merce di scambio politico: “Bisogna fare una profonda riflessione che deve andare oltre il Covid!”

Delle persone che parlano e che dicono cose, sul web, che si propongono come modelli ed esperti, promotori di libertà, non hanno forse mai letto libri, non hanno mai considerato le cose dal giusto punto di vista.

LA SCORTA A BASSETTI

“Credo che la colpa sia di una società ignorante che si muove attraverso fake news e attraverso strumenti che sono malevoli!”

LA POLARIZZAZIONE SANITARIA

Secondo Mingardi si sono scambiati i fini con i mezzi e questo è qualcosa che ha causato un inasprimento della polarizzazione nell’opinione pubblica: quando è iniziata la pandemia si pensava che sarebbe stato un momento per andare oltre il populismo, ma in realtà è accaduto il contrario. La polarizzazione ha invece coinvolto tutti, anche le persone che prima erano equilibrate e che avevano posizioni pacifiche.

“La scienza in una società come la nostra ha bisogno di persone che vogliono studiare, che vogliono fare i medici, che hanno fiducia nello sviluppo, che non si fa condizionare dalla politica per fare scelte sul futuro.” Secondo Mingardi probabilmente chi è stato più esposto alla comunicazione è stato troppo assertivo. Questo ha comportato gli effetti contrari. Secondo Bassetti, invece, in Italia il vaccino è diventato proprietà intellettuale della sinistra, per cui gli elettori di centro destra – che sono smarriti – non hanno un padre ideologico che li aiuti. La sinistra è stata molto furba perché ha saputo prendere in mano la situazione ponendosi dalla parte dei vaccini, dove si è posto l’87% degli italiani. La stragrande maggioranza degli italiani che votano, per fare un parallelo.

OBBLIGO VACCINALE E POLARIZZAZIONE

“E’ un tema complicato, ci sono categorie che devono essere vaccinate se hanno a che fare con il pubblico, se lavorano in un contesto di trasmissione del virus: allo stesso modo è indubbio che in alcuni cluster geografici ci siano delle problematiche di fronte a un incremento dei non vaccinati. Come strategia generale invece – secondo Corbellini – la moral persuasion è più efficace che non l’obbligo per legge!”

UN LIBRO CHE PERCORRE LO SCETTICISMO COME FORMA MENTIS

“Le pandemie si sono superate grazie ai vaccini e grazie alla scienza – ha detto Lisa Kinspergher a chiusura di serata – ma allora, come mai ci sono tali situazioni particolari, per cui c’è una cultura post moderna che mette in dubbio tutto e che quindi interpreta il pensiero scientifico come una fede?”

“Ogni persona ha delle competenze e sa esprimere un giudizio a seconda di queste” secondo Mingardi non è lo scetticismo in sé in questione, ma il peso che l’opinione ha a seconda del ruolo di chi la esprime.

“La scienza non è una fede, per cui non si crede nel vaccino, casomai si ha fiducia nel successo della scienza” secondo Corbellini la scienza in comune con la democrazia ha le regole, che valgono per tutti e che stanno oltre le persone, come vale per lo Stato di diritto in un contesto politico democratico.“

(MC)

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