I giornalisti dei blog in pericolo in Iran

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Minacce e ritorsioni contro chi divulga notizie

di Martina Cecco

Portavoce dei rivoltosi, così sono stati definiti gli iraniani che in questi giorni spediscono alle agenzie di stampa iraniane e ai quotidiani internazionali video, foto, testi di quello che accade durante le manifestazioni nel paese.

Da anni ormai in Iran, testimoniano i numerosi studenti universitari arrestati nel 2006 perché crearono la prima testata indipendente universitaria – censurata, farsi portavoce della politica e della attualità senza il consenso del Governo è considerato reato al pari della incitazione ai disordini, reato di stato e contro la nazione.

All’indomani delle elezioni, scoppiate le gravi proteste, le manifestazioni e i morti in piazza, sono proprio i blog e le agenzie di stampa indipendenti e anonime a fornire e dare voce della maggior parte delle notizie che sono riportate dai quotidiani internazionali oggi nel mondo della informazione “libera”. Non sarebbe facile il contrario, dopo la segregazione delle delegazioni di stampa nelle loro sedi dei giornali.

Non resta a noi occidentali che usare nel migliore dei modi possibili i pochi materiali che vediamo pubblicati, la Abc News e la BBC Persian parlano di cinque video al minuto circa e notizie continue sui massacri durante le manifestazioni.

Il lavoro del giornalista in paesi come l’Iran non è certo facile, sempre dai bloggers si apprende che le accuse di calunnia e di reato contro lo stato possono portare alla detenzione, oltre che alla chiusura dei network e al blocco della rete.

Non ultime le minacce dei controllori della rete, che possono accedere ai permessi di protocollo internet per consentire alle notizie di essere esportate fuori dal paese: i Pasdaran secondo un comunicato diffuso attraverso la rete dell’agenzia FARS hanno annunciato che i provvedimenti saranno sempre più restrittivi, temuta la accusa contro il governo che comporta l’ergastolo.

Per gli inviati italiani in Iran in occasione delle Elezioni, dopo il risvolto della tornata elettorale e i tumulti che si susseguono da una settimana circa, il lavoro non è più possibileù: il rientro è cominciato nella giornata di ieri con il Tg2 e Repubblica. Questa notte sarà la volta del Tg3, del Tg5, di RadioRai e del Sole 24 ore, oltre che del Corriere della Sera.

Informazioni utili:
http://www.weeklystandard.com/Content/Public/Articles/000/000/001/709ewsfr.asp

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