I rifiuti radioattivi e la loro gestione, argomento della serata di Lodi Liberale

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Nel corso della 267esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro “Rifiuti radioattivi. Come li gestiamo?” insieme a Celso Osimani (Consulente nucleare), Luca Romano (Fisico e divulgatore), Simone Bleynat (Dottorando del Politecnico di Torino e membro del Comitato Nucleare e ragione) e Lorenzo Maggi (Presidente di Lodiliberale).

 

Il libro in questione è edito da IBL libri, il libro è stato scritto da Celso Osimani e Ivo Tripputi e si tratta della seconda pubblicazione dei due autori, su argomento energia nucleare, presentato da Lodi Liberale. In Italia, ha spiegato il presidente dell’Associazione Lorenzo Maggi, la questione del nucleare è stata frettolosamente archiviata, senza motivo, visto che era vista come qualcosa di positivo, in modo trasversale.

 

E’ evidente che dopo l’evento di Chernobyl ogni tipo di fiducia verso questo tipo di energia è crollato, per la paura, per il terrorismo psicologico, per motivi politici. In seguito il Referendum ha messo una pietra sopra la questione, con la promozione di una nazione denuclearizzata. Tuttavia, invece, questo tipo di energia, attualmente, è certamente uno dei più benvisti. I giovani sono predisposti al cambiamento grazie alla consapevolezza che essa sta diventando indispensabile, anche per risolvere le questioni di tipo ambientale, oltre che economico. Le nazioni che ci circondano la utilizzano e questo non ci rende quindi immuni da eventuali questioni. Abbiamo solo la possibilità di perdere l’occasione.

 

“L’aspetto determinante per bloccare le persone è la questione delle scorie: dove possiamo smaltire i rifiuti, sono al sicuro, contenuti?” Il presidente Maggi ha introdotto una serata importante, per spiegare quali sono i  punti forti e quali sono le criticità di questo tipo di energia.

 

Molte domande che vengono sollevate quando si parla di nuove centrali nucleari hanno come tema i rifiuti radioattivi: ma poi cosa ne facciamo? Quanto sono pericolosi?Questo libro intende dare risposte semplici, ma scientificamente rigorose, a tali interrogativi. In primo luogo chiarisce che i rifiuti radioattivi provengono da molte attività con cui abbiamo a che fare tutti i giorni e non sono prodotti solamente dalle centrali nucleari. La loro gestione, incluso il trasporto, non ha mai causato incidenti radioattivi rilevanti in nessun Paese occidentale. Inoltre affronta anche la questione dello smaltimento definitivo e sicuro dei rifiuti radioattivi, presentando una serie di soluzioni adottate in diversi Stati europei con successo e con un sostanziale consenso popolare. Un capitolo a parte riguarda le varie alternative nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti radioattivi ad alta attività, derivanti principalmente dal combustibile nucleare utilizzato nelle centrali nucleari. Infine contiene un breve aggiornamento sulla situazione italiana: sia delle quantità esistenti, sia del cammino intrapreso per realizzare il deposito nazionale. Il libro è anche pieno di curiosità e di immagini interessanti. Prefazione di Marco Ricotti. Postfazione di Carlo Stagnaro.

 

Simone Bleynat ha introdotto il Comitato Nucleare e Ragione, un’associazione che è nata per spiegare quello che è successo a Fukushima. Dopo questo evento il comitato si è dedicato allo studio dell’energia nucleare come fonte utilizzabile: “Quando si parla di nucleare la narrazione è sempre molto falsata, si fanno esempi di eventi che non esistono nella realtà. I rifiuti radioattivi certamente hanno un loro peso, ma non esistono visioni apocalittiche. Innanzitutto sarebbe interessante vedere che cos’è la condizione naturale dell’energia atomica, che avviene grazie all’energia dell’atomo, che cerca di liberarsi dell’energia, con la ionizzazione, la radiazione che strappa un elettrone, acquistando un potere. Per essere pericoloso deve quindi avere una certa potenza e quantità.” Radioattivo non vuol dire pericoloso, ma può esserlo in determinate situazioni: il tipo di radiazione, i corpi che sono esposti, la quantità. 

 

Bleynat ha dato una spiegazione completa del sistema energetico dal punto di vista scientifico e fisico. Ha anche illustrato come funziona l’esposizione del corpo umano alle radiazioni. Ha quindi spiegato in che modo possono generarsi i rifiuti contaminati: intrinsecamente, per contatto, per attivazione.

 

 

In seguito lo studioso ha illustrato le analisi dei sistemi energetici internazionali, dove sono utilizzati questi metodi di produzione e quindi ha presentato i dati ambientali ed economici.

 

E’ in seguito intervenuto il Fisico Luca Romano, che si interessa di temi ambientali da circa dieci anni, dal momento in cui a Parigi si sono tenuti gli accordi per l’ambiente. Eritrea, Butan e Nepal hanno le emissioni inquinanti di tipo carbonico simili a quelle della Francia, con la differenza che quest’ultima non vive nell’impoverimento, ma vive in un contesto energetico nuclearizzato.

 

L’introduzione di Romano voleva essere una provocazione, per dire che non si possono eliminare le problematiche della produzione energetica nel contesto moderno e contemporaneo: l’Europa è chiamata a rispondere allo smaltimento dei rifiuti tossici, nucleari, etc.. perché la soluzione sicura ed efficace è certamente quella di investire nella soluzione a questo problema. I rifiuti radioattivi vengono stoccati dopo aver seguito uno standard preciso di sicurezza. Abbiamo davvero una cautela enorme nel trattarli, ma la spesa è sostenibile solamente perché la resa è altrettanto enorme, l’uranio rende energeticamente talmente tanto che non è paragonabile a nessun’altra tecnologia. Se volessimo applicare metodologie sicure dal punto di vista ambientale alle altre tecnologie energetiche, non potremmo proprio utilizzarle a causa dell’enorme spesa rispetto alla resa.

 

Il Fisico Luca Romano è noto per essere riconosciuto come Avvocato dell’Atomo perché da tempo si batte per diffondere la simpatia per questa tecnologia in Italia. “I rifiuti radioattivi non sono pericolosi più di altri tipi di rifiuti, dopo un certo numero di anni di stoccaggio perdono radioattività!” Romano ha messo in evidenza come, per quanto concerne gli incidenti atomici, il problema sia legato – tutto sommato – alla limitata esperienza in merito. Ci sono molte situazioni in cui si sono fatti errori di valutazione per la scarsa pratica e per la scarsa conoscenza. In Europa tutto ciò che entra in contatto con i rifiuti radioattivi è considerato contaminato, ma in realtà non è esattamente così, le precauzioni per queste questioni sono enormi.

 

L’autore del libro, Celso Orimani, ha spiegato che – nel suo libro – l’obiettivo è stato di tradurre in termini filosofici e comprensibili una materia che, in altri contesti, è stata presentata in modo incomprensibile e ostico. Allora, per contrastare a questo problema, si è voluto scrivere una pubblicazione che spieghi come sia invece possibile stipare e raggruppare in sicurezza anche i rifiuti radioattivi, come il nucleare non sia così pericoloso e pauroso come si vuol far pensare. Questo libro è perfetto per avvicinarsi a conoscere la materia in modo preciso e puntuale.

 

“Il problema dei rifiuti radioattivi è attualmente ancora un problema aperto perché non c’è ancora un modo per riutilizzarli, sono attualmente concretamente dei rifiuti. Nei giovani c’è una certa apertura. I rifiuti nucleari, al momento, non sono prodotti dalle centrali nucleari, ma sono prodotti da settori utili alla società, radioisotopi che, fuori di un impianto nucleare, siano utilizzati, o destinati ad essere utilizzati, per scopi industriali, commerciali, agricoli, medici e scientifici.” Osimani ha spiegato che le persone sono mediamente convinte che i rifiuti radioattivi siano prodotti solo dalle centrali, ma in realtà in Italia siamo pieni di questi rifiuti, provengono da mille ambiti, non possiamo vivere senza questo tipo di tecnologia, in natura esiste la radioattività e non ci resta che gestirla senza paranoie e paure.

 

Martina Cecco

 

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