Vilfredo Pareto a Lodi Liberale, prima della pausa natalizia

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Nella 248esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro di Vilfredo ParetoI sistemi socialisti“, pubblicato da UTET libri, insieme a Pier Paolo Portinaro (Professore di Filosofia politica presso l’Università degli Studi di Torino), Mario Pomini (Professore di Economia politica presso l’Università degli Studi di Padova) e Monika Poettinger (Docente di Economia presso Polimoda di Firenze).

100 ANNI DALLA NASCITA DI PARETO

“Ricorrono i 100 anni dell’Anniversario della nascita di Pareto: parleremo del suo scritto con tre relatori, in quest’anno sono molte le occasioni in cui si è parlato di questo autore. Il suo comporre è molto ampio e vario, ma questo testo è poderoso, e in esso emerge la visione di Pareto liberista. All’inizio della sua carriera accademica è stato un economista, molti degli aspetti dell’economia derivano dalle sue riflessioni, non può probabilmente essere definito liberale, ma forse può essere definito liberista, è un gigante che ancora oggi viene studiato in tutto il mondo.” Il presidente di Lodi Liberale, Lorenzo Maggi ha spiegato come funziona la produzione della ricchezza, attraverso il meccanismo della concorrenza, oppure le tasse.

L’800

“Il liberalismo ottocentesco da cui proveniva manteneva una forte relazione con il pensiero giusnaturalistico moderno, da cui poi cono scaturite delle teorie che lentamente si sono differenziate, ma nel 1916 quando esce la parte ideologica della Bestia Nera del suo pensiero, allora possiamo collocarlo nel realismo liberale ovvero un liberalismo che mette a frutto la grande tradizione del mondo antico che da Tucidide arriva a Machiavelli. Nel suo libro, già in quest’opera, sono ben chiare ed evidenti le coordinate del suo pensiero.” La sua opera, ha detto il professor Pier Paolo Portinaro, anticipa dopo Zimmer una filosofia politica moderna, legata alla questione economica e sociologica.

LA CONCEZIONE CICLICA DELLA STORIA E LA TEORIA DEL MOTO OSCILLATORIO DEI FENOMENI SOCIALI

“John Stuart Mill è progressivamente bersaglio delle critiche paretiane. Questo realismo liberale sarebbe adesso un realismo anti perfezionistico, ma già lo possiamo cogliere nelle ideologie socialiste e negli argomenti di Jeremy Bentham, che considera i rapporti sociali e tra individui poco profittevoli.” Si inaugura in questo modo la sociologia del ‘900, all’interno della quale possiamo individuare due elementi: la teoria dell’azione sociale e la critica di quello che potremmo chiamare il canone della critica al socialismo.

“Questi sono i due aspetti fondamentali; è un teorico dell’azione sociale che farà scuola a molti liberali che verranno dopo di lui. Pareto non può al pari di Hayek e von Mises, essere considerato in senso stretto un teorico dell’ordine spontaneo, nel senso della mano invisibile, perché quest’ordine spontaneo necessita di una teoria evoluzionistica, inoltre non condivide per intero le premesse in quanto quest’ordine spontaneo è sempre visto come disturbato da lotte di potere che veicolano ideologie potenti e quindi sempre minacciato e destinato a conoscere oscillazioni che non hanno a che fare con l’economia di equilibrio di mercato, ma hanno dietro molto di più: ad esempio la concezione ciclica della storia, etc..”

“Tuttavia nel leggere quest’opera, troviamo già formulate qui delle tesi che Albert Hirschman tratta nelle “Retoriche della reazione” in cui l’autore parla di reazioni anti-progresso.

L’ECONOMIA DURA LA RAZIONALITA’ UMANA, MA NON ESAURISCE LA COMPRENSIONE DELL’AZIONE

“Pareto si preparava per le sue lezioni universitarie, il testo è molto frammentato per questo motivo, ma è un testo che si legge piacevolmente perché ha una bellissima scrittura.” Andare a calcolare la massimizzazione calcolata non si arriva a comprendere il comportamento concreta delle persone nell’azione sociale, per fare questo serve portarsi dietro anche le riflessioni sulle dinamiche economiche” Egli, spiega Mario Pomini, critica le ideologie di un certo tipo, troppo proletario, perché avrebbe cambiato la borghesia e la natura della storia. Cerca di mettere in luce la debolezza della metafisica socialista. Seguono molte riflessioni etiche, economiche, sociali.

MATERIALISMO STORICO E LOTTA DI CLASSE IN PARETO

“Pareto individua due tipi di socialismo, quello dei beni di produzione, che non è economicamente profittevole, il secondo il socialismo dei beni, che è seguito dai socialisti che spogliano i privati attraverso il sistema delle tasse, l’imposta progressiva e tutto ciò che riduce l’attività economica.” Un intervento troppo ampio dello stato assorbe risorse dei singoli per finalità opinabili di carattere generale.

“La critica di Pareto a Marx è inserita in una critica generale nelle teorie economiche dell’800. La prima è il valore-lavoro. Ma in ogni caso critica anche il processo di trasformazione del valore lavoro in prezzi. Ha un gioco abbastanza facile nel criticare il Marx economista, che ha incoerenze logiche e incoerenze di tipo empirico.”

ANCHE L’ASSENZA DI REGOLE NON GARANTISCE UN ESITO OTTIMALE PER LA SOCIETA’

“La storia marxiana vuole vedere la circolazione delle élite, ci sono molte classi sociali e alla fine quello che interessa a Pareto è individuare le strutture sociali e le tante lotte di classi, tra gruppi, tra strati, tra ceti, il che giustifica l’esistenza stessa della sociologia, che è giustificata dalla complicazione dell’azione sociale, anche sul piano dell’aggregazione dei comportamenti individuali.” Il professor Pomini parla dei sistemi metafisici etici, che secondo Pareto sono l’utopia liberale e l’utopia socialista. “Aleggia sempre un’idea di decadenza quando qualcuno si prende cura degli altri.”

PARETO CERCA DI DIMOSTRARE LE TEORIE LADDOVE VERE, LADDOVE FALSE

“Come si studia la storia? Gli avvenimenti sono visti come uno specchio ricurvo, la storia è diversa perché la mentalità, le idee e le ideologie che sono parte di un momento storico influiscono sul passato: non si vede mai la realtà ma si vede qualcosa che assomiglia, lo storico dovrebbe prendere questa immagine distorta e riportarla alla realtà. Pareto è consapevole della difficoltà di fare storia ma non si sa chi ci creda davvero. In questo senso non possiamo parlare di leggi storiche, ma si adopera a cercarne una.” La professoressa Monika Poettinger parla di come si possono capire i modi in cui gli uomini hanno giustificato in modo razionale le loro azioni seppure non razionali. Serve fare storia dei fatti, ma anche storia delle idee.

“L’andamento dell’economia è facile da ricostruire, delle idee morali invece ci sono eterni ritorni e alti e bassi.” Infine: “La religione non è più al servizio dell’aristocrazia, ma del popolo e per questo si dedica a un maggiore attivismo.” La professoressa Poettinger ha messo in evidenza come la libertà nello Stato corrisponda alla soggiacenza dell’individuo e questo dibattito è stato al centro dell’interesse di tutta Europa, anche il problema della differenza tra reddito e rendita, interessi e capitali. Insomma: il grande argomentare economico è partito da principi sociali e filosofici, poi si è specializzato oltre la critica argomentativa.

Martina Cecco

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