71. Trento Film Festival: Assegnati i primi riconoscimenti speciali e le menzioni speciali

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Il Premio Amelia de Eccher, in memoria di Amelia de Eccher, per le donne da entrambi i lati della cinepresa, va a Bitterbrush di Emelie Mahdavian (Stati Uniti/2021/91′). «Due donne che affrontano un duro lavoro nella wilderness nordamericana e lo fanno con armonia, forza e una disarmante normalità. Un nuovo sguardo al genere western, in veste di documentario, privo di vanitosi eroismi patriarcali. Un racconto di amicizia e di vita vissuta a cavallo in paesaggi mozzafiato, accompagnato da una musica non scontata, che trasporta verso nuovi orizzonti narrativi e vitali».

Il Premio CinemAMoRE, istituito dai tre Concorsi cinematografici di levatura internazionale (RAM Film Festival, Trento Film Festival e Religion Today Film Festival) e destinato alla miglior opera della sezione Orizzonti Vicini, viene assegnato a Ritratti di lingue di Benno Steinegger (Italia/2023/26′), «una composizione innovativa e sensibile che racconta la ricerca dell’identità nella lingua e nella cultura delle comunità linguistiche di minoranza, elevando la frammentarietà territoriale ad una questione universale. Il carattere autoriale e indipendente della produzione costituisce il punto di partenza per una narrazione che ci porta, un poco alla volta, a conoscere il “volto” e la poesia delle parole».

A Dear Odesa di Kyrylo Naumko (Italia/2022/52′), «un’ode luminosa e delicata alla città di Odessa, animata da personaggi sospesi tra un passato carico di ricordi e un presente minacciato dall’arrivo della guerra», è stata assegnata una Menzione Speciale.

Il Premio “Città di Imola”, che si propone di valorizzare l’opera cinematografica o documentaristica che maggiormente si è contraddistinta tra i candidati per qualità artistiche e tecniche nonché per l’esaltazione dei valori fondanti del Cai, l’originalità del tema trattato o della storia narrata, va ad Altavia 4000 di Luca Matassoni e Marco Tonolli (Italia/2023/37′). «È l’aria sottile dei “quattromila” delle Alpi ad unire i sogni di due giovani guide alpine in un’autentica e assai complessa avventura. La spontaneità della narrazione, il montaggio vivace e le attraenti immagini di misteriose vette ed antichi ghiacciai restituiscono un’idea di alpinismo pura ed appassionata, capace altresì di disvelare valori imprescindibili come rispetto, condivisione e senso di responsabilità, fondanti anche per la Città di Imola ed il Sodalizio Cai», si legge nelle motivazioni.

Il Premio EUSALP. Quello che mi tiene qui al soggetto che avrà saputo cogliere, con maggiore aderenza, lo spirito che supporta la Macroregione alpina, ovvero le tematiche quali la sostenibilità, l’inclusione, con particolare riferimento alle regioni che favoriscono la scelta del contesto alpino quale luogo di lavoro e di vita, è stato assegnato a Innesti di Sandro Bozzolo (Italia/2022/80′). «Il castagno è l’axis mundi, l’asse dell’universo, l’albero che sostiene un microcosmo contadino rievocato, nel suo passato mitico, dai ricordi di chi quel mondo non lo ha abbandonato e che anzi lotta quotidianamente per salvaguardare un patrimonio di cultura e saperi antichi. Albero cosmico, dunque, sotto le cui fronde nascono i villaggi e il cui frutto è il “pane” dei contadini, fonte di sostentamento; albero inteso, anche, come ierofania, poiché in esso gli uomini scorgono qualcosa di “altro”, un “altro” che appartiene al mondo sacro. La coesione territoriale e generazione dei giovani, dei migranti, di cooperazione come strumento per far rinascere un territorio e rendere la produzione contemporanea».

Una Menzione Speciale è stata assegnata a Karma Clima di Michele Piazza (Italia/2023/61’) «in quanto l’elemento culturale, insieme al concetto di sostenibilità ambientale, inteso come condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri, diviene, in questo film, uno degli aspetti fondamentali per la riqualificazione sociale delle comunità montane del cuneese a rischio di spopolamento».

Il Premio Museo etnografico trentino San Michele, assegnato all’opera cinematografica che con rigore documentario etno-antropologico meglio sappia rappresentare gli usi e i costumi delle genti di montagna, viene assegnato a Movimento fermo di Silvy Boccaletti (Italia/2023/74’). Nella motivazioni la giuria ha scritto: «In Movimento fermo i percorsi di Sandro, Maria e Giacomo s’intrecciano nel comporre l’immagine disincantata di una montagna dai tratti complessi, talora aspri, in cui tradizione e innovazione, locale e globale, si coniugano nella rivendicazione di un’originale dimensione culturale, sociale ed economica che offre l’opportunità di non arrendersi all’omologazione o rassegnarsi a una solitudine priva di prospettive».

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