GIANNI MINA’, UN GIORNALISTA PERBENE

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Ci ha lasciato all’età di 84 anni il noto giornalista italiano Gianni Minà. 

Grande il cordoglio e la commozione per la scomparsa di questo “fuoriclasse” del giornalismo che nella sua lunga carriera si è sempre contraddistinto per la discrezione e la grande professionalità nel suo lavoro, che lo ha visto a contatto e intervistare in profondità i più grandi personaggi che hanno contraddistinto il secolo scorso: solo per citarne alcuni Mohammed Alì, Fidel Castro, Diego Armando Maradona, i Beatles.

Memorabile la sua cronaca di una delle imprese sportive più eclatanti della storia: il record mondiale di Pietro Mennea sui 200 mt piani a Città del Messico nel 1979 (che è resistito per ben 17 anni): in quella occasione non ci fu la diretta televisiva e Gianni Minà riuscì con la sua capacità narrativa a raccontare e trasferire a tutti gli ascoltatori la sorpresa, la gioia e la grandezza di quella giornata storica (di cui rimane anche una foto di Minà con lo stesso Mennea post-gara).

E’ stato un giornalista impegnato, molto apprezzato e ricercato; ha collaborato con diversi quotidiani e partecipato (oltre che ideato) a numerose trasmissioni televisive in RAI, sia sportive che di cultura.

Impossibile riassumere la carriera di questo giornalista in poche righe, troppi i suoi lavori e le sue attività, è più facile invece rimarcare quanto abbia lasciato il segno e sottolineare i tanti addetti ai lavori che si sono ispirati e che tuttora si ispirano a lui come esempio di giornalismo. 

Vogliamo concludere questo articolo con un famoso pensiero di Gianni Minà: “Il giornalista deve raccontare quello che succede, non giudicare. Il mestiere del giudice è un altro.”

Gobber Giovanni

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