“La parabola della Repubblica. Ascesa e declino dell’Italia liberale” il libro è stato presentato a Lodi Liberale

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Nella 182esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro di Angelo Panebianco e Massimo TeodoriLa parabola della Repubblica. Ascesa e declino dell’Italia liberale“, pubblicato da Solferino Libri. insieme a Stefano Folli e ai due coautori.

“In questo viaggio nel corso del tempo, utilizzando la tecnologia, si porta avanti il lavoro di Lodi Liberale nel merito della diffusione del pensiero liberale. Questa sera sono due i relatori che per la prima volta partecipano all’iniziativa dell’associazione.” Il presidente di Lodi Liberale Lorenzo Maggi ci ha tenuto a sottolineare che uno dei due coautori, Angelo Panebianco, è un volto noto dell’associazione, perché ha presentato le sue opere nell’arco del tempo e ha commentato anche molti lavori altrui.

“Il testo è un riassunto storico – politico ideale, diviso per decenni, con una introduzione dei fatti salienti e con il commento di Massimo Teodori e Angelo Panebianco “sostiene…” con una struttura molto ordinata”.

Cosa sarebbe accaduto se Piero Gobetti, Giovanni Amendola, Carlo Rosselli e Giacomo Matteotti non fossero stati assassinati dal regime fascista? La democrazia liberale e socialista che rappresentavano avrebbe avuto maggiore fortuna? L’unica cosa certa è che il vuoto politico lasciato da quei delitti tra le fila dell’antifascismo ha influito sulle sorti della Repubblica. Le interpretazioni e le memorie più diffuse del Novecento italiano mettono l’accento su una storia segnata dall’impronta cattolica e da quella comunista con qualche riferimento alle destre. Ma quale è stato il ruolo dei liberali e perché è importante rievocarlo? Angelo Panebianco e Massimo Teodori rivivono e raccontano in questo volume le vicende nazionali da – gli anni Quaranta a oggi mettendo a fuoco proprio l’esperienza della «Terza forza» democratica. Teodori rievoca la sua attività di fondatore del Partito radicale con Pannunzio e Pannella, di militante federa – lista con Spinelli e per la libertà della cultura con Silone e Chiaromonte, oltre che di protagonista delle inchieste parlamentari su Sindona e la P2 fino al crollo della «Prima» Repubblica. Panebianco, da studioso di politica, ricostruisce la parabola liberale, stretta tra «bianchi» e «rossi», fino alla sua scomparsa di fatto nell’ultima stagione dominata dai populismi di destra e sinistra. Insieme scrivono una storia controcorrente del nostro Paese.

 

“Nonostante la parentesi draghiana nell’Italia repubblicana non c’è stato particolare riconoscimento per i partiti liberali, ma si sono tuttavia distinti i singoli, al punto che molti principi economici e politici sono passati in primo piano, a prescindere dal riconoscimento e dall’appoggio del resto del paese, che di fatto lavora spesso con progetti e idee portate avanti proprio dai politici liberali.”

“Questo libro merita di essere letto e per certi aspetti meriterebbe una seconda edizione, perché – ad esempio – da quando è uscito, sono cambiate molte cose, una tra tutte la Guerra in Ucraina, da cui è emerso che l’Italia è il paese più vicino alla politica russa e filo-putiniano, poiché l’unico o quasi che ospita costantemente anche il pensiero russo, non solo quello dell’Alleanza, che rappresenta invece il pensiero liberale. In gennaio non era stato considerato che un certo sistema di sicurezza che sembrava eterno nel nostro continente stava per saltare, perché nessuno lo aveva previsto. Nel libro però si parla della fronda antiamericana che caratterizza l’Italia, rispetto al resto d’Europa.”

Secondo il critico Stefano Folli, in movimenti populisti come il MoVimento 5 Stelle oppure altre dinamiche, emergono non solo le masse, ma anche spesso delle forme di analfabetismo culturale, di astensionismo intenso, si pensa che cii sia in incubazione qualcosa, che potrebbe non essere esattamente liberale. Insomma: dalla scissione e dai movimenti al centro che ci sono stati e che ci sono, probabilmente ci si aspetta molto. Il declino del pensiero liberale tuttavia è lampante. L’ascesa è stata più una grande battaglia politica per preservare gli ideali liberaldemocratici nel nostro paese. Più che un’ascesa è una difesa, intensa, convinta di certune posizioni.

“LA PARABOLA DELLA REPUBBLICA” | Lodi Liberale era in diretta. | By Lodi Liberale | Facebook

LA DEBOLEZZA DELLE ISTITUZIONI

“Si è tentato spesso di correggerla con ricette liberaldemocratiche che sono fallite, prima tra tutte quella del referendum del 2016, che prevedeva di rinforzare le istituzioni, ma il problema si pone da sempre, perché è connaturato alla Costituzione Italiana ed è un grande problema, dell’oggi e del domani.” Secondo Folli dunque è arduo stabilire se possa esistere, in Italia, o no, un centro liberale che riesca ad adeguare anche la qualità del dibattito politico che non è alta.

Secondo Panebianco non è detto che il centro sia liberale, ma i liberali sono tendenzialmente in mezzo. Teodori invece sostiene che il liberalismo deve anche essere radicale e saper porre le questioni con forza.

Il centro liberale, oggi, non è esattamente rappresentato: il MoVimento 5 Stelle non ha le caratteristiche di una forza liberale. Non propone le riforme elettorali. Porta alle nuove elezioni dalle quali non emergerà probabilmente nulla di concreto. Non ci sono infatti in campo dei progetti di riforma liberale, mentre Draghi è una sorta di feticcio a cui ci si richiama, in quanto Draghi in sé è un liberaldemocratico, ma chi a lui si richiama invece non lo è e lo fa, al più, per opportunismo. Le forze liberali sono in profonda crisi, almeno rispetto agli esempi che questo libro riporta relativamente al passato prossimo italiano, ha detto Stefano Folli.

La democrazia di T. Jefferson sostenne che «il governo migliore è quello che governa di meno».

MC

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