“Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo” Novak in Lodi Liberale

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Nella 162esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro di Michael Novak “Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo“, pubblicato da Studium, con Dario Antiseri (Professore Emerito di Metodologia delle Scienze Sociali all’Università LUISS Guido Carli di Roma), Rocco Buttiglione (Professore di Filosofia all’Istituto di Filosofia Edith Stein di Granada) e Flavio Felice (Professore di Storia delle Dottrine Politiche all’Università degli Studi del Molise).

IL VOLUME E’ UN PICCOLO CAPOLAVORO

“Un bellissimo libro che meriterebbe di essere ritradotto e ripubblicato, visto che ha qualche anno, essendo del 1982. Si tratta di un testo sostanzialmente introvabile, edito l’ultima volta una quarantina d’anni fa in Italia.” Questa è l’opera principale dell’autore, ha detto Maggi, dopo di che sono stati scritti molti altri testi da parte di questo filosofo, che si è confrontato spesso sia con papa Giovanni Paolo II che con Ronald Reagan.

Michael Novak è nato nel 1933 in Pennsylvania. Laureato in filosofia allo Stonehill College aveva conseguito il Baccalaureato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma e un Master in Storia e filosofia della Religione ad Harvard.

Fu corrispondente per il National Catholic Reporter durante il Concilio Vaticano II.È stato il primo cattolico romano a insegnare una disciplina umanistica nella prestigiosa università di Stanford. Tra le sue opere ricordiamo L’impresa come vocazione e Coltivare la libertà. È morto a Washington il 17 febbraio 2017.

“L’Istituto Bruno Leoni ha appena lanciato una nuova collana che si chiama I CLASSICI CONTEMPORANEI ed ha iniziato proprio con Michael Novak.” Sostiene Maggi che il punto di partenza delle riflessioni è il libero arbitrio, nonché la libertà della persona, come individuo in sé. Per avere idea di cosa è argomento di questo genere di pensiero bisognerebbe avere in mente gli scritti di Padre Angelo Tosato, che sono ottimi per introdurre alla filosofia della religione. Egli ha curato l’opera.

In via del tutto eccezionale era ieri ospite della serata per la prima volta in Lodi Liberale il professor Dario Antiseri.

UN LIBRO CHE E’ STATO CAPOSCUOLA DI UN PENSIERO FORTE

“Il libro non è stato immediatamente bene accolto, almeno nella sua edizione inglese. Molte case editrici si sono rifiutate di pubblicarlo.” Il professor Flavio Felice ha spiegato come il percorso di Novak verso la casa editrice Studium sia stato tutt’altro che semplice e lineare.

Nel libro di Novak la visione del capitalismo parte da un presupposto non casuale che collega la libertà politica con la libertà economica. Il punto centrale del percorso è questo. Altrimenti non si centra il tema.

UNA DIVERSA PROSPETTIVA RISPETTO ALLA POVERTA’

Secondo il professor Felice in questo volume troviamo la teoria completa di Novak che segna un momento di passaggio decisivo: il contesto è la campagna del 1979/80 Carter e Reagan sono alla sfida elettorale “Ho imparato molto da quella campagna elettorale, e ancor più dai 25 anni che seguirono, la più grabde prosperità mai sperimentata nella storia umana.”

“Il raggiante Ronald Reagan era molto più accorto e le sue idee più profonde di quanto la stampa e l’opposizione ritenessero.”

Da questa esperienza Novak cambia il suo punto di vista politico, relativamente alla libertà di intrapresa, dove la parola capitalismo e imprenditore, secondo Novak, assume per lui una luce diversa, da cupa a luminosa. Perde in questo frangente una serie di amici e di conoscenti che lo avevano circondato in politica.

“Un’indispensabile vocazione per il bene dei disoccupati, per aiutare i poveri. Avevo iniziato a vedere un nuovo modo per farlo.” Scrive Novak.

“Persi molti amici stretti, il mio telefono smise di suonare” a 80 anni Novak descrive di come il suo cambio di prospettiva rispetto al mondo della produzione e del capitale, nonché del progresso, abbia determinato la perdita di amici, di conoscenti, di persone che prima erano al suo fianco, quando proponeva idee progressiste e non idee storiche.

Ci sono diversi punti da mettere in evidenza: lo spirito del capitalismo democratico serviva per indagare quello che rende possibile il capitalismo americano, nel senso della risposta al bisogno, che avrebbe potuto favorire e promuovere la democrazia economica.

EBRAISMO E CRISTIANESIMO COME MODELLO DI PENSIERO ADATTO AL CAPITALISMO

“Se quel sistema è il migliore, allora è possibile tenere insieme tutte le precondizioni etiche e culturali che lo possono tenere in vita? Quello che Novak criticava era la cultura, che non avrebbe garantito il giusto nutrimento a quel sistema. Dunque non si tratta di un’apologia al sistema dello Zio Tom, ma la ricerca della cultura giusta per il capitalismo democratico, come ideale.” Il professor Felice dunque sottolinea che l’idea di Novak consta nel collegare l’idea ebraico – cristiana con l’evoluzione del capitalismo in sé.

 

 

La politica sta alla democrazia come l’economia sta al mercato

In assenza di libertà economica si perde la libertà civile e viceversa. Certamente dunque la gestione economica per un dittatore è uno dei modi per tenere in sé la chiave della libertà civile, ha detto il professor Felice.

UNA STORIA E I VALORI DI FONDO DI QUELLA STORIA

“Michael Novak è il primo pensatore profondamente cattolico americano finito nel mainstream perché ammise la crisi del sistema americano, ma ne cercò una soluzione indagando i principi del pensiero che potevano essere alla base della cultura americana, individuandone la connotazione cattolica e religiosa.” Il professor Rocco Buttiglione ha raccontato di come nel 1992 avevano creato insieme una scuola per le classi dirigenti che uscivano dal regime comunista. La scuola è continuata anche dopo la morte di Novak.

LA FONTE DELLA RICCHEZZA DELLE NAZIONI E’ LA CREATIVITA’

“Il primo contributo sostanziale che dà Novak è quello di avere una visione dell’imprenditorialità come valore. Ciò che conta nel sistema è la creatività della persona: l’essenziale è l’occhio di chi è capace di vedere una combinazione produttiva di lavoro, materie prime e prodotto che risponde ai bisogni di altre persone. In questo senso dunque investire conoscenza e usare il coraggio, crea la ricchezza. L’occhio vede e il cuore rischia.”

IMPRESA E’ SAPER COINVOLGERE GLI INVESTITORI ED IL TERRITORIO

Buttiglione dunque sostiene che per Novak la ricchezza nasce dal lavoro, che è composto in larga parte da imprenditorialità. Il lavoro e il lavoratore sono al centro di una rete, un’impresa non ha sottoposti meri esecutori, ma sottoposti che sono coinvolti in un progetto di bene per tutti, dove tutti sono disposti ad esercitare la loro creatività in modo disciplinato e produttivo. L’impresa è una comunità di persone legate da una sorta di amicizia.

LE OPERE IN ITALIANO DI NOVAK PER UN GIOVANE

Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo, Studium, 1987, L’etica cattolica e lo spirito del capitalismo, Edizioni di Comunità, 1994, Verso una teologia dell’impresa, Liberilibri, Macerata 1997, Questo emisfero di libertà. Una filosofia delle Americhe, Liberilibri, Macerata 1997, L’impresa come vocazione, Rubbettino, Roma 2000, Spezzare le catene della povertà. Saggi sul personalismo economico, Liberilibri, Macerata [2000] 2001, Cattolicesimo, Liberalismo, Globalizzazione (con Robert Sirico, Dario Antiseri e Flavio Felice), Rubbettino, Roma 2002, Il fuoco dell’invenzione, Effatà, 2005, Noi, voi e l’Islam. Lettera aperta all’Europa sulla libertà, Fondazione Liberal, 2005, Coltivare la libertà. Riflessioni sull’ecologia morale (con B.C. Anderson, F. Felice e G. Amalfitano), Rubbettino, Roma 2006, Nessuno può vedere Dio. Il destino comune di atei e credenti, Fondazione Liberal, 2010

Davvero il capitalismo è un sistema immorale fondato sull’egoismo, l’avidità, lo sfruttamento e la disuguaglianza, come denunciava la prevalente cultura laica e religiosa durante gli anni ‘70? Con questa sua opera, la prima e più importante, l’americano Michael Novak replicò a questo genere di accuse, che nel mondo cattolico avevano trovato un terreno particolarmente fertile nella teologia della liberazione latino-americana. Novak fu dunque il primo teologo cattolico a esporre un’aperta difesa morale e spirituale dell’economia di mercato, capace di mettere in luce i valori sociali e le virtù individuali che animano il sistema capitalistico liberaldemocratico. L’opera contribuì a cambiare il clima culturale degli anni ’80, influenzando sia il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, intenzionato a rilanciare i principi del libero mercato associandoli a una difesa dei valori tradizionali, sia papa Giovanni Paolo II, impegnato in una sfida decisiva contro il totalitarismo comunista. Il libro circolò infatti clandestinamente in Polonia, in Cecoslovacchia e in altri paesi dell’allora blocco sovietico.

VIVERE A BASSI LIVELLI SENZA COMPETIZIONE E’ UNA TRAGEDIA

“L’immagine dell’uomo che ha Novak è di una persona composita. Quando uscì quel libro erano tempi durissimi e questo libro fu come ossigeno per tanti giovani e per tanti colleghi. Novak scrive pagine bellissime sul principio di sussidiarietà e dei corpi intermedi. Se si eliminano i corpi intermedi rimane solo lo Stato –  ha detto Dario Antiseri – La competizione non è una brutta parola. Le parole di Novak sono bellissime in merito.”

LOTTARE SPINTI DALLA COMPETIZIONE

“Noi sappiamo che l’Europa è socratica nella mente e cristiana nella volontà. Il cristianesimo è entrato nell’intimo dell’anima e lo ha profondamente cambiato, come dice Croce. Grecia e valori cristiani sono alla base della cultura europea? Quando si parla di Europa attualmente la concezione cristiana viene cancellata. I simboli religiosi vengono cancellati in nome dell’accoglienza. Rosmini diceva che chi non è padrone di sé è facilmente occupabile!” Il Professor Antiseri spiega come il cristianesimo e il liberalismo sono legati.

IL MONDO LIBERALISTA HA PERSO POLITICAMENTE

“Il mondo liberale viene spesso tacciato e rimesso all’uguaglianza di fronte alla legge e di fronte alle opportunità: si dice che il pensiero liberale non consideri la disuguaglianza del punto di arrivo in economia e società. In realtà molti pensatori liberali hanno considerato eccome il problema della povertà e della disuguaglianza economica e sociale.”

CHI PENSA ALL’ASSISTENZA, AI POVERI, AI MISERI, OGGI?

Nel mondo cattolico il pensiero liberale era molto sentito, ma non è stato valorizzato, secondo Antiseri, motivo per cui si ritiene che i cattolici siano presenti ovunque, ma siano inefficaci dappertutto.

UN’EUROPA CRISTIANIZZATA E’ ANCORA EUROPA?

“La Caritas, San Vincenzo, se non ci fossero avremmo le piazze e le vie piene di affamati, ma di queste cose non ne parla nessuno. Politicamente chi rappresenta tutto questo e tutta la miriade di volontari? Chi rappresenta queste masse di cattolici che sono un presidio per il paese?”

Sono intervenuti quindi una serie di ospiti che erano nel parterre degli spettatori della serata di Lodi Liberale: Raimondo Cubeddu, Angelo Maria Petroni, Enzo Di Nuoscio, Markus Krienke, Gianfranco Fabi e Cinzia Caporali.

MC

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