Eduard Limonov, lo scrittore nazionalbolscevico, avrebbe compiuto 78 anni

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Questo 22 febbraio si celebra il primo compleanno senza il festeggiato.

Eduard Limonov, scrittore, poeta, leader politico, avrebbe infatti, in questa data, compiuto 78 anni.

I compagni del partito nazionalbolscevico “L’Altra Russia di Eduard Limonov”, hanno voluto ricordarlo con tre incontri, fra letture delle sue opere, musica e happening, alla presenza del mondo russo underground: presso la libreria “Foliage” il 21 febbraio; a San Pietroburgo – all’Ionoteka Club – il 22 e a Nizhny Novgorod – nel bar “Blue Cat” – il 23 febbraio.

Eduard Limonov fondò, negli Anni ’90, il partito dei giovani e per i giovani. Il partito degli artisti, degli underground, dei proletari delle periferie post-sovietiche. Quel Partito NazionalBolscevico messo fuorilegge dalla Corte Suprema, nel 2007, con l’ingiusta accusa di teppismo.

Ma rinato due volte: nel 2010 come “Altra Russia” e nel 2020 come “L’Altra Russia di Eduard Limonov”.

Un partito di sinistra patriottica che lotta per una trasformazione rivoluzionaria della Russia.

Che in politica estera propone non solo il sostegno dei cittadini di cultura russa, all’esterno della Federazione Russa, ma anche un ritorno alla Russia di tutti i territori che un tempo appartenevano all’URSS, oggi spesso governati da leader anticomunisti e di estrema destra.

Ovvero la creazione di un forte polo geopolitico in grado di contrapporsi all’egemonia statunitense nel mondo.

In politica interna, invece, chiede che il popolo sia ascoltato e vorrebbe restituire al popolo – secondo i principi dei primi soviet leninisti – il potere al popolo stesso.

Chiede elezioni libere e trasparenti (al loro partito, al momento, non è infatti consentito presentare liste elettorali e spesso, a loro candidati in altre liste indipendenti, viene a vario titolo impedito di presentarsi).

Chiede l’abolizione delle leggi che sopprimono la libertà di espressione dei cittadini e quelle che censurano il web.

Propone l’introduzione di una economia socialista popolare, che sostituisca il capitalismo liberale. Una economia fondata sulla giustizia sociale e il lavoro, che superi l’arricchimento dei pochi a scapito dei molti. L’introduzione, quindi, di tasse di lusso per i più ricchi e pene severissime – sino alla pena di morte – per i corrotti all’interno dello Stato, oltre a istruzione gratuita, alloggi gratuiti, controllo dei prezzi, ovvero prezzi uguali in tutto il Paese e pianificazione economica.

“L’Altra Russia di Eduard Limonov” chiede inoltre il blocco di ogni forma di privatizzazione e pretende la nazionalizzazione dei settori chiave dell’economia: il settore bancario, la produzione di elettricità e delle materie prime, le infrastrutture dei trasporti. In modo da ottenere una piena autosufficienza del Paese e di essere indipendenti da quella che definiscono “l’oligarchia finanziaria mondiale”.

Oltre a ciò, il partito di Limonov, propone l’abbassamento della maggiore età a 14 anni, considerato anche il livello di maturità e cultura dei giovani russi, introducendo il diritto di voto ai 14enni, la loro partecipazione attiva alla vita politica, oltre che la possibilità di formarsi una famiglia e il diritto al lavoro.

Un partito, quello di Limonov, capace di unire la controcultura di William Burroughs, Hunter S. Thompson e David Bowie all’esoterismo di Aleister Crowley e Madame Blavatsky, oltre che il nazionalbolscevismo storico di Ernst Niekisch, primo a contrapporsi, in Germania, al nazismo hitleriano. Unendo aspetti esoterici-erotici-politici-controculturali.

Di tutto questo e molto altro, racconto peraltro nel mio saggio, di prossima uscita, “Il Partito dei Giovani Proletari – il nazionalbolscevismo e L’Altra Russia di Eduard Limonov ”, con prefazione di Sandro Teti – editore italiano delle opere di Limonov – nel quale narro sia la vicenda umana e politica di Eduard Limonov, che la storia del nazionalbolscevismo storico e moderno. Ovvero l’ultimo degli anti-totalitarismi, in grado di superare la dittatura del danaro, della modernità e del liberal-capitalismo che tutto mette in vendita.

Come scrivo nel mio saggio, in particolare: “Il nazionalbolscevico segue la via della morte e quindi della rinascita. Lotta e muore, alchemicamente e metaforicamente, alla vita terrena e corporea e rinasce nello Spirito. Il nazionalbolscevico è una sorta di Cavaliere Templare moderno. Un Templare Proletario, come scrisse Dugin. Un monaco guerriero che, dicono i giovani di “Altra Russia”, “lotta contro la nomenclatura di Putin, ma, la prossima generazione post-rivoluzionaria di nazionalbolscevichi, dovrebbe divenire una generazione di cavalieri-crociati in grado di purificare l’Europa e il mondo intero dell’eresia del capitalismo””.

Eduard Limonov continuerà a vivere nelle lotte dei suoi compagni di sempre.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

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