Abolirle o No?

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Quante ne abbiamo ascoltate a proposito della soppressione delle Province! Al di là della valutazione negativa sulla soluzione prevista nell’ultima manovra, forniamo un esempio concreto sulla necessità di un dimagrimento dell’apparato pubblico.

La Provincia di Milano conta quasi duemila dipendenti (fino a qualche mese fa erano oltre 2.500, 600 circa sono stati trasferiti alla nuova Provincia di Monza Brianza); 12 assessori (ognuno con un proprio staff, con un budget annuale di circa 110mila euro, oltre auto, autista e vari benefit); 45 consiglieri provinciali organizzati in gruppi politici (ognuno con una dotazione di uffici, personale, budget di spesa); 15 commissioni consiliari (ognuna con presidenti e uffici di presidenza con a disposizione uffici e personale). Il Presidente della Provincia beneficia, oltre che di un nutrito ufficio di segreteria particolare, anche di tre autisti e due auto‘blu’ di fascia alta (almeno 100mila euro), di un portavoce (80mila € annui), di un addetto stampa e di un ufficio stampa (150mila €), di un capo di gabinetto (€ 110mila), di un direttore della comunicazione (100mila €), di un segretario e di un direttore generale (300mila €).

Tirando le somme, solo relativamente ai costi dell’apparato politico, il tutto pesa per circa 5 milioni di euro l’anno, e non si tratta certo della provincia più spendacciona d’Italia. Solo con questo dato, moltiplicato per le oltre 100 province italiane, avremmo un risparmio superiore ai cinquecento milioni di euro.
Dal calcolo sono esclusi il costo del personale, le strutture, le spese di gestione, le consulenze, la miriade di dirigenti dei diversi settori (molti dei quali nominati dalla politica e fedelissimi del presidente di turno) e tanto altro ancora. Complessivamente la Provincia di Milano spende 790 milioni di euro, di cui ben 398 per spese correnti.

Se poi considerassimo lo sperpero dovuto alla costellazione di enti, partecipate, aziende del sistema provinciale (Serravalle, Pedemontana, Asam, Cap Holding e tanto altro ancora), i numeri assumerebbero aspetti davvero inquietanti.
Inquietante, invece, risulta essere l’ostinazione di una intera classe dirigente nel non voler riconoscere la necessità di ridurre apparato statale, strutture e spesa pubblica in cui si annidano costi e parassitismo burocratico-politico.

Società Libera

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