Il cinguettio guerresco di Israele

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di Roldano De Persio

Questi sono giorni drammatici in cui molte persone stanno morendo o rimangono ferite gravemente sotto i colpi di missili isrealiani o quelli di Hamas. La piccola grande guerra di Gaza sta suscitando reazioni in tutto il mondo con proteste, manifestazioni e dichiarazioni di capi di stato.

La guerra da che mondo e mondo non si fa però solo con le armi. Le parole svolgono un ruolo altrettanto importante e spesso agli occhi dell’opinione publica gli stati ed i governi compiono uno sforzo pari a quello bellico in conferenze stampa e dichiarazioni ufficiali. Questo perché l’opinione pubblica è un arma che può essere usata a favore di una causa o contro qualcuno.

Ora per la prima volta nella storia Twitter, uno strumento Web 2.0, verrà utilizzato da Israele per interagire con l’opinione pubblica e rispondere alle domande dellìopinione pubblica sulla guerra a Gaza.

Domani martedì 30 dicembre 2008 tra le ore una e le ore 3 della costa Est degli Stati Uniti il Consolato Generale di Israele a New York terrà sul suo account Twitter israelconsulate una conferenza stampa pubblica riguardo la situazione a Gaza. Nel caso dovessero essere più lunghe dei canonici 140 caratteri le risposte verrebbero pubblicate sul blog Israel Politik.

Una conferenza stampa di guerra su Twitter è un fatto senza precedenti e fino ad ora Twitter era stato utilizzato durante campagna presidenziale degli Stati Uniti per fare le domande ai candidati. Questo precedente quanto influenzerà le scelte di politica estera dei governi nel prossimo futuro? Potremmo immaginare uno scenario futuro in cui ad esempio il governo UK interviene tramite il suo account Twitter DowningStreet per fare domande o addirittura fare pressione sul governo Israeliano facendo domande sull’account Twitter.

Fantapolitica? Forse, mi domando però: chi di voi nel 2007 avrebbe scommesso che il presidente Barak Obama avrebbe dovuto ringraziare proprio i Social Media per il gigantesco sostegno avuto dai suoi elettori? E ancora mi e vi chiedo non vi pare strano che proprio la Politica nella sua veste più drammatica è quella che sta guidando il mondo nell’esplorazione di nuove forme di comunicazione come i Social Media, mentre le aziende paradossalmente rimangono indietro con atteggiamenti dubbiosi ed incerti?

Fino ad ora tra i guru del nuovo marketing è prevalso il mantra i mercati sono conversazioni. Forse siamo all’alba di una nuova era in cui la politica prevale sull’economia e dove purtroppo anche i conflitti armati sono conversazioni.

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