La finanza è etica solo se ripudia il business delle armi

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In Italia secondo l’ultimo Report sulle Banche Armate, il sistema bancario tradizionale italiano ha finanziato con oltre 5 miliardi di euro la vendita e l’esportazione di armi all’estero.

Da dove vengono questi numeri?

L’Italia ha una Legge, la 185/90, che proibisce l’esportazione di materiali di armamento verso Paesi che si trovino “in stato di conflitto armato” o siano “responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani”.

Una delle disposizioni più innovative della Legge 185/90 riguarda la trasparenza bancaria: gli istituti di credito coinvolti in attività di import-export sono tenuti a comunicare la loro partecipazione in questo tipo di operazioni.

Parliamo infatti di procedimenti complessi, di durata spesso pluriennale e nei quali il ruolo delle banche a sostegno delle industrie belliche è di enorme rilevanza.

I legami tra finanza e armi non finiscono certo qui. La Legge 185/90 considera solamente l’appoggio finanziario alle operazioni di import-export, mentre non disciplina la categoria delle armi leggere, di cui l’Italia è tra i maggiori produttori ed esportatori al mondo. Rimangono escluse dal monitoraggio della legge anche le linee di fido e altre operazioni creditizie, gli investimenti in azioni e obbligazioni, i più diversi servizi di consulenza finanziaria.

Da sempre Banca Etica esclude ogni finanziamento al settore delle armi. Questo significa miliardi di euro che – una volta affidati al circuito della finanza etica da famiglie, organizzazioni e imprese – vengono sottratti a impieghi letali per le persone e per l’ambiente e investiti invece in progetti ad impatto positivo, fondati sul rispetto per il pianeta e i diritti umani(Hai letto il nostro ultimissimo Report di Impatto?)

Sapevi, ad esempio, che il colosso industriale Leonardo spa (ex Finmeccanica, partecipata per il 30,2% dal ministero dell’Economia e delle Finanze) si sta trasformando sempre più in industria bellica?

Il fatturato proveniente dalla produzione militare è passato dal 68% nel 2018 all’83% nel 2022.

REDAZIONALE DI BANCA ETICA

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