Linus – Tutti i 688 numeri dal 1965 al 2022

Prorogata fino al 5 febbraio 2023

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Avete ancora 3 giorni per visitare la mostra ospitata presso il Palazzo delle Albere a Trento, chiude il 5 febbraio. Il Mart ospita la mostra su LINUS, la più celebre rivista di fumetti al mondo. 57 anni di storia editoriale, attraverso l’esposizione di tutte le copertine dei 688 numeri pubblicati tra il 1965 e il 2022.

LINUS è una rivista iconica italiana, mensile, di fumetti. Il periodico è stato fondato da Giovanni Gandini e inizialmente è stata pubblicata da Figure editrice. Il taglio della rivista è di critica sociale e politica.

Chi non conosce i Peanuts? Alzi la mano! Nessuno … ottimo. Infatti, tra tutti i fumetti, questi sono forse i più diffusi: sia per adulti, come questa rivista, che per giovani: Snoopy rappresenta non solo un periodo storico preciso, in particolare i mitici anni ’70, ma per quanto riguarda lo stile comunicativo, ad esempio, rientra tra i pochi soggetti che sono stati immediatamente declinati su tutti i fronti, dal marketing alla rete. Le strisce dei Peanuts sono famosissime e seguitissime anche sui social. Si è saputo reinventare e, come si dice in gergo, riciclare, molto bene.

Questi personaggi, nati nel 1950 dalla mente di Charles M. Schulz, noti appunto come i Peanuts sono arrivati in Italia nel 1965 determinando una rivoluzione culturale che ha agito sul modo di pensare della gente. Il passo è segnato dal fatto che il lettore ha iniziato a ridere, a sorridere e a riflettere su argomenti di ampio spettro.

LINUS rappresenta il volo della mente: come cita Wikipedia “il paladino riconosciuto della fantasia umiliata e schiacciata dalla pesante razionalità delle cose quotidiane. Le sue visioni o riflessioni, tanto sorprendenti da sembrare strampalate, cercano in realtà di dare risposte ai quesiti della vita liberando e riabilitando la forza dell’immaginazione.

La mostra è curata da Elisabetta Sgarbi, direttrice responsabile della rivista dal 2018 insieme al direttore editoriale Igort. Il mensile è stato diretto negli anni da: Giovanni Gandini: 1965 – 1971, Oreste Del Buono, Fulvia Serra, Michele Dalai, Stefania Rumor, Giovanni Robertini, Pietro Galeotti.

In mostra si vedono in modo lampante le diverse direzioni: le impostazioni delle copertine e gli argomenti in prima, infatti, variano nel tempo in modo chiaro. A seconda del periodo, dunque, troverete che l’impostazione e il taglio cambiano notevolmente. Di fondo – però – gli argomenti politici e scottanti del momento, che sono messi in fumetto. In alcuni casi vi sono delle sperimentazioni di grafica fumetto, immagine, molto moderni, per quanto riguarda le uscite degli anni duemila.

La mostra misura anche l’attualità di chi questa rivista l’ha fondata e battezzata: Oreste del Buono, Giovanni Gandini, Anna Maria Gandini e ovviamente Umberto Eco che, sul primo numero, dialogava con Elio Vittorini su questa cosa “molto seria” che è il fumetto.”

Vanno citate anche alcune collaborazioni e ospitate, che per chi ama il mondo del fumetto non sono mica da ridere: Altan, Kelby, Parker&Hart, Crepax, Dickens, Pratt, Segar, Staino, Vauro, Calì, Maramotti, Lunari, Mannelli, Lichtenstein, Pericoli, Bacco, Zattera, Vinci, Melazzi, Vanelli … e tanti altri, non resta che andarsela a vedere personalmente.

Il meglio del meglio della grafica fumettistica e dell’arte del fumetto. E sì, in questo caso possiamo serenamente dire che si tratta di un fumetto molto “critical” più che “liberal” ma amato in modo trasversale da tutti, perché la creatività e la fantasia non hanno un colore politico, anche se l’oggetto del dibattito politico in LINUS, è quasi sempre il centro destra. Fatta eccezione per Obama, Prodi e pochi altri fortunati target del centrosinistra.

Di Martina Cecco

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