Anche il femminismo nasce liberale, Mary Wollstonecraft con il suo “Sui diritti delle donne” in Lodi Liberale

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Nella 166esima serata di Lodi Liberale è stato presentato il libro di Mary Wollstonecraft “Sui diritti delle donne“, insieme a insieme a Roberta Modugno (Professore di Storia delle Dottrine Politiche presso l’Università degli Studi di Roma Tre), Giandomenica Becchio (Professore di Storia dell’Economia presso l’Università degli Studi di Torino) e Marzia Coppola (Avvocato).

A inizio serata il presidente di Lodi Liberale Lorenzo Maggi ha ricordato la scomparsa nei giorni passati di Antonio Martino, il politico fondatore di Forza Italia, uno dei pensatori liberali più importanti dell’Italia contemporanea, venuto a mancare di recente. “Il polemista col sorriso”. Parlamentare dal 1994 al 2018.

“Era una persona straordinaria, amico di Milton Friedmann, discepolo della Scuola di Chicago, ha avuto ruoli di rilievo nel Governo italiano, fu presidente della Royal Society.” Autore di notevoli saggi e libri che sono letti attualmente a diversi livelli.

UN’AUTRICE IN ANTICIPO SUI TEMPI

“Le donne sono esattamente titolari di diritti quanto gli uomini e hanno pari diritti fondamentali” nella civiltà occidentale è nel 1945 che la donna diviene un paritario elemento sociale, nel 1968 è stato abolito il codice del 1930 che stabiliva la punibilità dell’adultera con la reclusione di uno, due anni a querela del marito. Nel 1981 viene abolito il delitto d’onore”. Il presidente di Lodi Liberale ha presentato in questo modo le sue relatrici per presentare il femminismo liberale.

“Per me è un ritorno alle origini, pubblicai il libro su questa autrice circa 20 anni fa. Il femminismo non è a servizio del socialismo, ma affonda le sue radici nel mondo liberale. Questa autrice è stata la prima ad aver applicato i principi del liberalismo classico lockiano, lei ha avuto il merito di essere la prima femminista ad aver applicato a uomini e donne i diritti naturali, che prima erano applicati solamente agli uomini.” La dott.ssa Roberta Adelaide Modugno ha spiegato come con diritti delle donne naturali qui si intendessero i diritti naturali di vita, proprietà e libertà.

Nata nel 1759 apparteneva alla classe sociale emergente, in quegli anni, della piccola borghesia che stava emergendo nell’Inghilterra del ‘700 composta da piccole aziende, impresari emergenti, che appartenevano a questo tipo di realtà sociale. Da giovane prese parte ai Rational Dissenters inglese che non si riconoscevano nella dottrina ufficiale di Stato anglicana. Rivendicavano l’ampliamento del diritto di voto a tutti gli effettivi proprietari, cioè anche quelli piccolissimi che non erano inclusi.

Mary Wollstonecraft era stata vittima di discriminazione di genere nell’eredità dove non ricevette nulla della piccola azienda del padre. Ebbe anche il secondo passo da fare, ovvero guadagnarsi da vivere: per un certo disprezzo dell’aristocrazia nullafacente e dell’ELOGIO del LAVORO.

“Una donna poteva fare molte cose, cameriera, dama di compagnia, cameriera, ma le professioni di prestigio erano tradizionalmente precluse, sposate o non sposate. Ella si impiegò come governante in una nobile famiglia irlandese. Rimase molto colpita dal fatto che le ragazze nobili non venissero educate a nulla che potesse servire loro per un futuro, per mantenersi nella vita, per una posizione nella società.! La dott.ssa Roberta Adelaide Modugno disse che la sua posizione nella casa si chiuse proprio per i motivi politici, perché criticava la padrona di casa. Ella decise di diventare una critica politica proprio nel periodo in cui era scoppiata la Rivoluzione Francese. In questo contesto scrive la “A Vindication of the Rights of Woman (1792)”.

LE BAMBINE ERANO EDUCATE IN CASA, I BAMBINI A SCUOLA

“In qualche modo l’opera polemizza con le idee educative prevalenti all’epoca, ad esempio Rousseau, ma dentro questo libro troviamo anche altre tematiche che sono prevalentemente liberali. Il matrimonio era limitato alla disciplina delle “Common Law” intesa come copertura, dove marito e moglie diventavano un’unica persona di fronte a Dio e di fronte alla Legge.”

SELF OWNERSHIP FREEDOM AND EQUALITY

“La donna nel momento in cui si sposava diventava in qualche modo coperta o protetta dal marito nella ratio di questa legge. La personalità giuridica diventava una sola. Questo era simboleggiato anche dalla perdita del suo cognome oltre che di tutte le sue proprietà. Le donne nel ‘700 non potevano fare trattative, firmare contratti, commerciare, fare testamento.” Non potevano nemmeno difendersi facilmente dal padre padrone o dal marito, ha detto la prof. Roberta Adelaide Modugno.

CONTESTANDO IL ROUSSEAU DELLA DONNA FRIVOLA E ESSENZIALE

Poiché le donne non avevano interessi politici ed economici in prima persona, non erano del tutto padrone del proprio corpo e nemmeno del proprio tempo, non aveva dunque senso che potessero anche votare.

“Rivendica per le donne la possibilità di accedere alle professioni più diverse. Dice che una donna potrebbe fare tranquillamente il medico, ad esempio.” L’autrice del libro amplia in questo modo la visione della donna del ‘700 in un’ottica più moderna.

IL PRINCIPIO SUPREMO DELLA LIBERTA’ INDIVIDUALE

“Questo libretto è un capolavoro perché ha degli spunti che sono attualissimi, che ha dei punti di vista che sono ancora assolutamente attuali. Ci sono due aspetti fondamentali che informano sul modo di pensare dell’autrice, ad esempio – ha detto la prof. Giandomenica Becchio – dove si trova ad esempio il principio illuminista, che presuppone una società civile in cui uomini e donne sono sullo stesso piano.”

LA SFERA PUBBLICA APPARTIENE ALL’UOMO, QUELLA PRIVATA ALLE DONNE

“La metà degli individui, le donne, secondo la Dottrina delle sfere separate, era divisa dal punto di vista della razionalità tra maschi e femmine. Il principio risale ad Aristotele. Le virtù dell’uomo del coraggio, intelletto, della forza, sono del maschio e servono per la Polis. Il campo di battaglia e il mercato sono degli uomini. La sfera dell’animalità e delle passioni e della cura rimane naturalmente alle donne!”

“Le virtù femminili si trasformano nel corso del tempo e per questo alle donne rimaneva l’unica via per emergere dalla società che è quella del matrimonio. Il primo a scagliarsi contro questa visione è John Locke secondo la quale uomini e donne godono degli stessi diritti naturali.”

QUOTE ROSA E QUOTE AZZURRE

“50 anni dopo John Stuart Mill noto per il saggio “On Liberty” scrive “The Subjection of Women.” In cui parla della naturalezza del sistema che ha messo la donna assoggettata.” L’educazione rigida del ‘700 incastrata nella dottrina delle sfere separate, ha precluso la ricchezza delle nazioni, lo sviluppo di una società paritaria evoluta. L’autrice, ha detto Becchio, cita anche lo stereotipo di genere nei giochi e nell’educazione al dialogo, che per le bambine era del tutto superficiale e inutile. Ad un certo punto ella parla anche dell’educazione dei maschi, che sono preclusi dalle argomentazioni tipicamente femminili e dalle attività tipicamente femminili.

COMPAGNE E MOGLI

“Un libro molto attuale, sia per la portata innovativa, che per le difficoltà che esprime. La protagonista di questo libro si sente vittima della cultura e della società in cui è cresciuta. Il libro descrive bene il contemporaneo femminile del suo tempo.” L’avvocata Marzia Coppola descrive come il libro contenga numerosi passaggi ironici. L’autrice fa una certa distinzione tra la donna come moglie e la donna come compagna.

UN ASPETTO ANCORA OSCURO, QUELLO ECONOMICO, NELLA COPPIA

“Tutte le battaglie per i diritti sono state fatte, su molti aspetti siamo sullo stesso piano degli uomini, per cui probabilmente sarebbe tempo di prendersi godimento dei diritti e non rimanere fermi nella vittimizzazione nel ruolo di moglie, mamma e donna. Nel ‘700 l’uomo salvava le donne, ora invece si salvano da sé.” Secondo l’Avvocata Marzia Coppola anche oggi vi è sudditanza nel matrimonio per via di una questione culturale legata alla violenza economica, psicologica e anche fisica.

NEL CODICE CIVILE SI PARLA DI CONIUGI, NON DI MARITI E MOGLI

“Oggi quando c’è un divorzia il Giudice non punta sul mantenimento, sulla non capacità della donna di essere autonoma, senza generalizzare la donna spesso ha sacrificato se stessa e non le si può chiedere di rimettersi in gioco, specialmente se ha una certa età, ma la legge oggi non distingue la moglie dal marito, ma parla di coniugi, in cui si distingue tra chi è forte e chi è debole a prescindere dal sesso.” Dunque ha chiosato l’avvocata dicendo che i diritti sono stati ottenuti e che ora serve lavorare per godere di quello che si ha. MC

 

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