Google: la Cina si schiera

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di MARTINA CECCO

La stampa cinese schierata contro la presunta politicizzazione di Google da parte del sistema americano di controllo della navigazione: i cinesi che hanno lavorato con Google sono spiati dai servizi segreti e lo rimarranno fin tanto che la memoria di Google permetterà di entrare a controllare la loro cache.

Nessun passo indietro dunque nel contrattacco alla politica, ritenuta di invasione per il mercato e per i politici cinesi, che interpretano le dichiarazioni di chiusura del network in discussione nel paese come un segno ulteriore di conferma di “colpa”. Dei mostri politici o dei mostri economici?

Google viene paragonato da Radio China International alla Compagnia delle Indie, cioè viene visto come un invasore. Ma in realtà per i cinesi Google altro non sarebbe se non un colosso dai piedini di cristallo. La Cina non ci sta ad essere paragonata a un “gulag” e in un breve comunicato ribadisce che nel paese ci sono 384 milioni di navigatori, che possiedono 3,68 milioni di siti internet e circa 180 milioni di blog. Ma allora come mai questi cinesi non si lasciano guardare dal resto del mondo? Secondo la Cina Google è al servizio degli americani, dunque le spie non saranno ben accette.

C’è da temere che Google possa essere stato usato per carpirne i segreti e che possa venire ora attaccato dal mercato cinese? Oppure è la Cina che si sente di essere stata usata come terreno di conquista? Difficile fare delle previsioni e definire ora la situazione, certo è che Google China non è mai andato male dal punto di vista della mera produttività e nonostante si possano prevedere degli sviluppi infausti alla luce della attuale situazione viene da chiedersi se questo sia davvero frutto di un traguardo politico o premessa per un nuovo investimento.

Il mercato del web in Cina è stato ben descritto da uno studio, recente, condotto dallo Xinhua center che ha riletto e descritto il servizio internet come uno dei primi mezzi che servono per migliorare la qualità della vita della popolazione cinese. Parla di come internet riesca a rendere più felice la gente e offra ottime opportunità per la formazione e per il lavoro. In una situazione dunque di interna pace verso il mezzo, risulta più chiaro come mai invece il rapporto con gli USA si faccia stridente usando questa valorosissima merce di scambio.

Google sì e Google no per parlare di altro, allora, per dividersi il mercato e gli interessi, ma anche per attirare l’attenzione verso una potenza economica, quella cinese, che davvero sa e può essere competitiva sul mercato, più di qualsiasi altra. Il mercato e la politica. Una forma di attacco per la conquista o una autodifesa?

La Cina supera gli Stati Uniti sia per il numero di naviganti che per il numero di persone che utilizzano strumenti informatici attraverso terminali come il cellulare, i portatili e le stazioni web: pronta a auto-censurasi rigidamente per l’uso di questi strumenti, formalmente più rigida rispetto alle tradizioni occidentali che offre però al contrario forti incentivi per lo sviluppo di tecnologie cinesi, cioè nazionali, a bassissimo costo. La sfida è aperta.

Di Martina Cecco

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