Porro in Lodi Liberale: “Manca un metodo liberale applicato per la gestione del pensiero di massa odierno”

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Nel 149esimo evento di Lodi Liberale, che offre un costante contributo alla diffusione del pensiero liberale, è stato presentato il libro di Luigi EinaudiPrediche inutili“, pubblicato da Einaudi editore, insieme a Nicola Porro (Giornalista e Vicedirettore de Il Giornale), Pietro Paganini (Professore di Business Administration presso la John Cabot University di Roma) e Giuseppe Vegas (Professore di Storia Economica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano).

“La libertà in questo periodo non è la prima cosa che possiamo avere, a causa della pandemia, ma torneremo presto alla normalità, quando non si parlerà più di assembramenti (termini militari e fascisti) e ma di gruppi di persone!” Il Presidente di Lodi Liberale Lorenzo Maggi ha messo in evidenza come l’incontro con gli autori del pensiero liberale siano importanti per dare una visione completa di un pensiero che raramente viene messo in evidenza.

RITORNARE ALLE BASI

Luigi Einaudi è nato a Carrù il 24 marzo 1874: fu un esponente dell’antifascismo liberale, come si evince dalle note bibliografiche egli fu un economista, governatore della Banca d’Italia, divenuto più volte ministro, convinto europeista, come deputato all’Assemblea Costituente inserito nelle liste liberali fu il primo Capo dello Stato eletto dal Parlamento Repubblicano (11 maggio 1948); il primo a dover interpretare ed esercitare prerogative e funzioni disegnate dalla Carta Costituzionale, non ancora divenute prassi, come da Senato.

“Un testo straordinario che potrebbe anche essere scritto oggi – ha detto Maggi – ma che ha validità anche per i tempi a venire. Il significato delle prediche einaudiane è una sorta di insegnamento nel deserto, visto e considerato che Einaudi viene ricordato, ma il suo pensiero invece non è stato messo in pratica, o ben poco.”

Uno degli argomenti in questione, ad esempio, è quello della LIBERTA’ SCOLASTICA, oppure della polemica faziosa sulla incompatibilità tra cattolicesimo e pensiero liberale: pensarlo oggi comporta un certo impegno intellettuale. Gli insegnamenti di don Luigi Sturzo e di Luigi Einaudi rientrano in quel bagaglio culturale italiano che si confà al buonsenso, essenzialmente.

“Apparse in dispense a partire dal 1955, queste attualissime «Prediche inutili» furono riunite in volume nel 1959. L’Italia si illudeva allora di vivere in pieno «miracolo» economico, ma Einaudi, conscio della fragilità del fenomeno, cercava di individuare le cause profonde della mancanza di solidità dei progressi compiuti e di indicare gli opportuni rimedi. Einaudi non si stancava di insistere sulle norme del buon governo, dall’economia alla scuola, alla pubblica amministrazione, alla legislazione sociale e al finanziamento dei partiti. Amava ripetere che per deliberare occorre conoscere la realtà nella quale si opera attraverso studi non viziati da tendenziosità o schemi preconcetti. La concretezza e la lucidità dell’analisi si traducono nella classica nitidezza delle pagine. Qui, come nelle altre sue opere, Luigi Einaudi è ammirevole per il rigore scientifico, l’apertura mentale, e l’esemplare chiarezza dell’esposizione, accessibile a tutti i lettori.”

LA DEFINIZIONE PLASTICA DI QUELLO CHE E’ IL PUBBLICO INTERVENTO

Giova deliberare senza conoscere? Al deliberare deve, invero, seguire l’azione. Si delibera se si sa di potere attuare; non ci si decide per ostentazione velleitaria infeconda. Ma alla deliberazione immatura nulla segue. Si è fatto il conto delle leggi rimaste lettera vana, perché al primo tentare di attuarle sorgono difficoltà che si dovevano prevedere, che erano state previste, ma le critiche erano state tenute in non cale, quasi i contraddittori parlassero per partito preso? Le leggi frettolose partoriscono nuove leggi intese ad emendare, a perfezionare; ma le nuove, essendo dettate dall’urgenza di rimediare a difetti proprii di quelle male studiate, sono, inapplicabili, se non a costo di sotterfugi, e fa d’uopo perfezionarle ancora, sicché ben presto il tutto diventa un groviglio inestricabile, da cui nessuno cava più i piedi; e si è costretti a scegliere la via di minor resistenza, che è di non far niente e frattanto tenere adunanze e scrivere rapporti e tirare stipendi in uffici occupatissimi a pestar l’acqua nel mortaio delle riforme urgenti. Luigi Einaudi “Prediche inutili”

“L’intervento pubblico è quello che si vede, per le persone che sono amministrate, raramente si parla anche di quello che non si vede – ha detto Maggi – l’effetto del legislatore è anche a posteriori e si presume che il legislatore sia omnisciente, come aveva sottolineato Frédéric Bastiàt si perdono di vista le  conseguenze indirette.”

PENSATORE E POLITICO, UNA FIGURA COMPLETA, UN PO’ PADRE BENEVOLO, DELLA PATRIA

“Con le prediche inutili Luigi Einaudi chiosa il suo pensiero, con un testo che, rispetto ai precedenti, sempre puntuali e secchi, è molto aggregativo: scrittore prolifico e di difficile inquadramento, di fatto in quest’opera egli propone un’epistemologia chiara. Una questione di metodo: conoscere, discutere, indi deliberare.” Il Professor Pietro Paganini spiega di come Luigi Einaudi ponesse questo metodo all’azione: un fatto diverso, rispetto ai pensatori liberali tradizionali, che raramente poi impiegano il metodo e il concetto in un’azione politica.

EINAUDI E’ UN METODO DI APPROCCIO ALLA REALTA’, CONOSCERE PER DELIBERARE

“Einaudi fa un’accusa fin da subito: riconosce che c’è un cancro nel modo in cui si prendono le decisioni: ricorda un altro aspetto, cioè che non si può essere statici, che la storia è dinamica e che i fatti vanno conosciuti; questa discussione viene elaborata nella discussione tra Croce ed Einaudi.”

Di fatto, ha detto Paganini, anche oggi non si vede quello che succede davanti a noi e non si collega ai fatti che si presentano davanti a noi. Il ricorso al Privato di Einaudi non è un fatto giuridico, ma una scelta di decisione, presa in un modello in cui la scuola derivava dal modello Napoleonico.

IL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO

“La scuola è l’elemento su cui si costruisce la cultura: in Italia ancora vige il valore legale del titolo di studio a prescindere dai grandi cambiamenti che sono intercorsi e dal meticciato che volve in direzione di una sorta di autonomia, che garantisce la diversità. Secondo Einaudi se solo lo Stato garantisce la validità del titolo di studio, i titoli di studio non possono che essere parziali, in quanto tutti uguali.”

DALLE IDEE AI DISEGNI DI LEGGE, AI COMMI DELLE LEGGI

“In questo libro si toccano meccanismi dell’animo umano e della conoscenza che, in qualche modo, oggi sembrano dimenticati. In realtà se si andasse a vedere bene, Einaudi sarebbe anche oggi da considerare per parlare del legislatore, laddove sono i particolari a fare la differenza, si pensi alla polemica che ha portato alla bocciatura della Legge ZAN.” Attualmente, ha detto Giuseppe Vergas, il problema è proprio questo nodo: dalle fake news al parlare un tanto al metro.

UN LIBRO IRONICO MA MOLTO SERIO

“Salvo talune modifiche legate ai fatti contingenti, questo libro potrebbe essere stato scritto ieri e perché no, anche domani” Vegas spiega che uno dei problemi che si presentano a chi governa è il confondere la morale con l’economia. Oggi si parla delle responsabilità sociali delle imprese, come anche di quelle ambientali, etc.. per cui un’attività d’impresa è tenuta a rispettare anche dei canoni che sono estranei alla logica dei dividendi e dei capitali in sé, ma che nelle azioni hanno un riscontro. Gli azionisti si trovano dunque ad avere a che fare con etica, politica, morale, non solo con l’economia monetaria in sé.

FELICITA’ A COSTO ZERO

“Ogni responsabile politico di qualunque partito si vanta di risultati che possono essere ragionevoli che vanno a discapito del contribuente generico medio, che non può liberarsi da questo giogo.”

Il professor Giuseppe Vegas ha sottolineato che Luigi Einaudi, a differenza dei politici che amministrano e governano adesso, nonostante che ci si trovi in una situazione migliore oggi, che non nel passato prossimo, non ha mai prefissato l’aumento del debito, che non è una politica virtuosa. Dunque non è del tutto vero che indebitare le future generazioni è il modo migliore per dare a queste stesse generazioni future un aiuto, perché questa  è la politica italiana oggi.

I RAPPORTI POLITICI SONO DI CONTRAPPOSIZIONE MA DI EQUILIBRIO; HOSTIS E NON INIMICUS

“Un tempo la politica era basata sulla conoscenza, però dal confronto deve nascere qualcosa di nuovo e di costruttivo”.

«Gli esportatori illegali di capitale sono benefattori della Patria, perché i capitali scappano quando i governi dissennati e spendaccioni li dilapidano, e allora portandoli altrove li salvano dallo scempio e li preservano per una futura utilizzazione, quando sarà tornato il buon senso.» Luigi Einaudi.

La frase di Luigi Einaudi scelta per motto della tessera di Lodi Liberale di quest’anno parla proprio di questi argomenti: “La frode fiscale non potrà essere davvero considerata alla stregua degli altri reati finché le leggi tributarie rimarranno, quali sono, vessatorie e pesantissime e finché le sottili arti della frode rimarranno l’unica arma di difesa del contribuente contro le esorbitanze del fisco.” Risale al 1907.

EINAUDI DA GIOVANI CI FECE INNAMORARE

Nicola Porro, giornalista, ricorda che innanzitutto Einaudi era un politico: racconta di come la politica fosse un mondo differente da oggi; quando era giovane, c’era dunque una sorta di sfida tra einaudiani e crociani e la parte più volitiva dei liberali in quegli anni era senza dubbio einaudiana. “Il politico Luigi Einaudi apparteneva a una classe politica molto diversa da quella odierna: autoironia e sarcasmo in Einaudi che nel complesso non sono un vero e proprio corpo unico, ma una serie di linee guida delle quali non si butta via nulla. Einaudi, dice Porro, è talmente pragmatico che riesce a coprire e a dare risposte su tutto l’arco parlamentare, da sinistra a destra. L’atteggiamento di Einaudi non è fermo su se stesso.

“Luigi Einaudi all’epoca fu un difensore della patrimoniale, ma il suo liberalismo pragmatico emerge in un FORTE ASPETTO di quest’opera che è appunto l’approccio metodologico liberale che è esattamente opposto all’ideologia. I principi liberali sono canonici e classici, figlio della Scuola austriaca, conclude però i suoi ragionamenti praticandolo, il suo metodo.” Nicola Porro ha spiegato in modo semplice il motivo per cui Einaudi non può essere solo considerato un pensatore, ma specialmente un maestro dell’azione liberale.

LA DISTINZIONE TRA IL LIBERALE E IL SOCIALISTA

“Carl Popper, John Mainard Keynes, Ludwig von Mises, Milton Friedman, possono essere compresi, da un italiano, leggendo Luigi Einaudi.” Nicola Porro fa presente che, l’utilizzo del pensiero einaudiano, non è molto semplice, ma alla base del ragionamento di Einaudi sta il buonsenso: dunque se si prende un contenuto einaudiano e lo si propone oggi, in un contesto metodologico che non ha buon senso, va ragionato. L’atteggiamento METODOLOGICO dunque in Einaudi serve per capire come affrontare la politica, non tanto e non solo l’economia, ha detto Porro.

VIVIAMO IN UN CONTESTO DI RELIGIOSITA’ MATERIALI CHE CONFLUISCONO NELLA MORALE DI STATO

“C’è un elemento che oggi – ha detto Porro –  mi preoccupa moltissimo e cioè che abbiamo davanti a noi delle sfide mostruose, perché abbiamo avuto un grande pensiero liberale nel secolo scorso che è nato in contrapposizione al marxismo, nel contesto dei totalitarismi, che si è sviluppato su un arco politico e geografico ampio e complesso; questo bagaglio e questo corpo di pensiero – oggi – è caratterizzato da un forte contesto ideologico che concerne ambiente, economia, salute, ma sono diventati una sorta di religione. Oggi, dunque, nella società della ricchezza, stiamo affrontando una grandissima gestione di sfide ideologiche che non hanno alcuna risposta di metodo liberale.

L’azione va incontro all’insuccesso anche perché non di rado le conoscenze radunate con fervore di zelo non erano guidate da un filo conduttore. Non conosce chi cerca, bensì colui che sa cercare. Perché le commissioni alle quali è affidato il compito del conoscere non debbono essere composte solo di pratici, di competenti, di funzionari; giova includere un piccolo, anzi piccolissimo, pizzico di teorici. Dicendo teorico, non si vuole accennare agli “esperti” – in lingua italiana detti “periti” – i quali conoscono tutto del problema nei minimi particolari: precedenti, esperienze comparate estere, discussioni passate presenti e future; tutto, salvo il filo conduttore atto a scoprire il vero problema da risolvere. I periti hanno pronta la ricetta specifica adatta alla soluzione; e non occorre essere periti perché le ricette specifiche sono di dominio pubblico, subito esposte nelle lettere ai direttori dei quotidiani da lettori meravigliati non siano ancora state usate. Occorre occupare i disoccupati? Basta diminuire da 48 a 40, da 40 a 36, da 36 a 30 le ore settimanali di lavoro; basta mandare a casa i figli, le figlie, le mogli degli impiegati in carica, perché altrettanti posti si facciano vacanti e la disoccupazione scompaia. Luigi Einaudi

(MC)

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