Le costituzioni devono essere cambiate? Qual è lo spirito delle leggi secondo Montesquieu?

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Dopo 18 mesi in diretta zoom per via del coronavirus, Lodi Liberale à tornata a organizzare le sue serate in persona e lunedì scorso è stata la volta di Charles-Louis de Secondat, Baron de la Brède et de Montesquieu, altresì noto come Montesquieu, insieme a: NICOLÒ ZANON, Giudice della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana; GIOVANNI GIORGINI, Professore di Storia delle Dottrine Politiche presso l’Università di Bologna; ANGELA MARIA ODESCALCHI, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lodi, con “Lo spirito delle leggi” per il 141° evento in calendario.

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“La Riforma del CSM è il quesito referendario di attualità che punta alla divisione dei poteri all’interno della Magistratura con la separazione delle carriere, pare essere in linea con l’argomento della serata – ha detto Lorenzo Maggi, presidente di Lodi Liberale – probabilmente anche questo ha a che fare con lo spirito delle leggi di Montesquieu”.

L’evento è accreditato con l’Ordine degli Avvocati per il conseguimento dei Crediti formativi e gli eventi sono stati calendarizzati una volta al mese fino al mese di febbraio 2022.

LE LEGGI INUTILI INDEBOLISCONO LE LEGGI NECESSARIE

“Il testo è importante per una serie di ragioni: si tratta di un libro complesso e molto ampio, comprende almeno due volumi in 31 libri divisi sotto forma di capitoli, probabilmente scritti in periodi assolutamente ispirati da questioni diverse. Le parti che interessano più un Costituzionalista liberale concernono l’organizzazione del potere, ma nel complesso l’intera opera è interessante – ha detto Zanon – con una proposta completa”.

“Nel libro XI si parla della divisione dei poteri: l’autore è liberale nel senso che, come pensatore, è realista e si occupa delle garanzie del mondo così come è. Mette in conto la necessità di avere delle garanzie, in fatto di divisione dei poteri, rispetto alle tre forme tradizionali di potere che sono la monarchia, la repubblica e il dispotismo.”

VIRTU’ ONORE E PAURA COME SPIRITI CHE GUIDANO IL POTERE POLITICO A SECONDA DEL SISTEMA

La libertà politica non si trova che nei governi moderati. Tuttavia non c’è sempre, negli Stati moderati; vi è soltanto quando non si abusa del potere; ma è una esperienza eterna che qualunque uomo che ha un certo potere è portato ad abusarne; va avanti finché trova dei limiti. Montesquieu

“L’abuso proviene dall’accentramento dei poteri, se si confrontano le libertà individuali e si confrontano i diritti individuali, è evidente che si deve tenere conto di quante sono le persone che stanno dietro il far rispettare questa legge: se lo decide un partito unico è diverso da dove lo decide una serie di persone”.

UN’INGIUSTIZIA FATTA ALL’INDIVIDUO E’ UNA MINACCIA FATTA ALL’INTERA SOCIETA’

“E’ più libera una nazione senza catalogo di diritti, ma con una separazione di poteri, rispetto a una nazione con una splendida serie di diritti gestiti da un solo potere!”

IL CONTRAPPESO DEI POTERI

Zanon ha concluso il suo intervento facendo notare che il riferimento alla Leale collaborazione ai vertici del potere diventa un concetto scivoloso, che rischia di attuare una comprensione tra poteri, che limita senza dubbio la libertà. La garanzia di carta è diversa dalla garanzia vivente. La complessità organizzativa comporta certamente dei rischi, ma i poteri hanno anche la facoltà di impedire i poteri altrui.

“Quando Montesquieu parla del rapporto tra Giudici e leggi, parla dei Giudici come di esseri inanimati. Con una lettura superata e surreale, ma al fondo c’è l’idea che se i Giudici stanno in carica poco tempo non si legano alla professione e a un ruolo, talmente da essere fissi. Nonché a parere dell’autore le sentenze dovrebbero essere distanti dal concetto dell’interpretazione della legge.”

 

Si conoscono molto meglio le esigenze della propria città che quelle delle altre, e si giudica meglio della capacità dei vicini che di quella degli altri compatrioti. Non bisogna dunque che i membri del corpo legislativo provengano in generale da tutta la nazione, ma conviene che, in ciascun luogo importante, gli abitanti si scelgano un rappresentante.

Il professor Giorgini ha spiegato che il contributo di Montesquieu al pensiero liberale parte principalmente dalla separazione dei poteri: uno degli esempi di Costituzione liberale repubblicana migliori è ad esempio quello americano, che ha molto in comune con questo lavoro. “In una molteplicità di tipi di leggi, di natura, di dio, umane, serve cogliere quelli che sono i nodi e i parametri e le circostanze che comportano scelte diverse in nazioni e in popoli diversi. Questa domanda apparentemente semplice comporta delle risposte molto complesse, sia in fatto di sistemi legali che in fatto di giustizia.”

COME MAI CERTE LEGGI SONO PRESENTI IN CERTI STATI?

Giustizia ritardata è giustizia negata. Due eccessi: lo spirito di diseguaglianza, che conduce all’aristocrazia, e lo spirito di estrema eguaglianza, che la conduce al dispotismo. Montesquieu

LA GLORIOSA RIVOLUZIONE

“Circostanze peggiori comportano esiti migliori, le guerre civili, le guerre fratricide e di religione, sono uno straordinario laboratorio politico”.

I PESI E I CONTRAPPESI

“Quando i poteri vengono messi in competizione, allora essi garantiscono la libertà del cittadino: questa è l’idea dei pesi e dei contrappesi di Montesquieu. Per fare questo serve la separazione dei poteri, che in questo modo garantiscono la libertà del cittadino.” Prosegue Giorgini. “L’aristocrazia per Montesquieu ha un grande peso, perché è il contrappeso del Re”.

“La libertà si conserva, secondo Montesquieu, quando tutti i cittadini in maniera diversa contribuiscono in qualche modo partecipando alla cosa pubblica. La vera libertà si trova solamente all’interno delle Repubbliche, aristocratiche o democratiche, a seconda del peso del popolo in esse, solo all’interno delle Repubbliche si può avere la libertà.” Secondo Giorgini una Repubblica non deve avere un grande territorio perché la partecipazione deve essere proporzionale alle dimensioni geografiche e numeriche.

Non c’è tirannia peggiore di quella esercitata all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia. Una cosa non è giusta perché è legge ma deve essere legge perché è giusta. Montesquieu

La dott.ssa Odescalchi ha presentato questo evento come il primo che fa parte delle sessioni di formazione professionale per l’ordine dei giornalisti che è offerta da Lodi Liberale. Gli eventi complessivi sono sei.

“Lo studio dei principi fondamentali della giurisprudenza – ha detto – è un percorso che si mostra particolarmente duttile per cercare di avere un approccio e una forma mentis adeguata.”

LEGGE E LIBERTA’

“Il libro è stato pubblicato nel 1748 ma è ancora attuale: la legge è senza dubbio uno strumento che garantisce la libertà. L’uomo non può realizzare il compimento della propria vita e dei propri fini senza la legge. Il concetto di legge è necessario alla natura dell’uomo.”

Vi sono alcuni che guardano alle Costituzioni con religiosa riverenza e le considerano alla stregua dell’Arca dell’Alleanza, troppo sacre per essere toccate. Thomas Jefferson

IL RINNOVAMENTO NECESSARIO 

Dal pubblico la consueta domanda da parte della giovane studentessa Lisa Kinsperger, che ormai da quasi un anno è una presenza fissa per la parte costruens con i partecipanti alle serate di Lodi Liberale.

“Le leggi sono un ampliamento della libertà secondo Montesquieu, mentre Hobbes pensa che la libertà sta nel silenzio delle leggi, quale la verità e come mai uno dei principi della Costituzione americana riguarda che le leggi non possono essere riformate completamente? Alla luce di quanto schematizzato da Thomas Jefferson, le leggi quando devono essere riformate?”

“Ogni generazione ha il diritto di azzerare tutto e di rifare la Costituzione, secondo Jefferson, troviamo tracce di questo nella costituzione giacobina, mai entrata in vigore. Tale concetto entra in conflitto con quanto si insegna in Diritto costituzionale, dove la ratio è che la Costituzione debba essere un potere precostituito, dove i cambiamenti devono essere limitati e puntuali. Quando oggi si parla di convocare una nuova Assemblea Costituente è un pour parlair, perché in Italia non è possibile.” 

In uno Stato libero quello che non è esplicitamente vietato è permesso.

(MC)

 

Dopo 18 mesi in diretta zoom per via del coronavirus, Lodi Liberale à tornata a organizzare le sue serate in persona e lunedì scorso è stata la volta di Charles-Louis de Secondat, Baron de la Brède et de Montesquieu, altresì noto come Montesquieu, insieme a: NICOLÒ ZANON, Giudice della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana; GIOVANNI GIORGINI, Professore di Storia delle Dottrine Politiche presso l’Università di Bologna; ANGELA MARIA ODESCALCHI, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lodi. con “Lo spirito delle leggi” per il 141° evento in calendario.

“La Riforma del CSM è il quesito referendario di attualità che punta alla divisione dei poteri all’interno della Magistratura con la separazione delle carriere, pare essere in linea con l’argomento della serata – ha detto Lorenzo Maggi, presidente di Lodi Liberale – probabilmente anche questo ha a che fare con lo spirito delle leggi di Montesquieu”.

L’evento è accreditato con l’Ordine degli Avvocati per il conseguimento dei Crediti formativi e gli eventi sono stati calendarizzati una volta al mese fino al mese di febbraio 2022.

LE LEGGI INUTILI INDEBOLISCONO LE LEGGI NECESSARIE

“Il testo è importante per una serie di ragioni: si tratta di un libro complesso e molto ampio, comprende almeno due volumi in 31 libri divisi sotto forma di capitoli, probabilmente scritti in periodi assolutamente ispirati da questioni diverse. Le parti che interessano più un Costituzionalista liberale concernono l’organizzazione del potere, ma nel complesso l’intera opera è interessante – ha detto Zanon – con una proposta completa”.

“Nel libro XI si parla della divisione dei poteri: l’autore è liberale nel senso che, come pensatore, è realista e si occupa delle garanzie del mondo così come è. Mette in conto la necessità di avere delle garanzie, in fatto di divisione dei poteri, rispetto alle tre forme tradizionali di potere che sono la monarchia, la repubblica e il dispotismo.”

VIRTU’ ONORE E PAURA COME SPIRITI CHE GUIDANO IL POTERE POLITICO A SECONDA DEL SISTEMA

La libertà politica non si trova che nei governi moderati. Tuttavia non c’è sempre, negli Stati moderati; vi è soltanto quando non si abusa del potere; ma è una esperienza eterna che qualunque uomo che ha un certo potere è portato ad abusarne; va avanti finché trova dei limiti. Montesquieu

“L’abuso proviene dall’accentramento dei poteri, se si confrontano le libertà individuali e si confrontano i diritti individuali, è evidente che si deve tenere conto di quante sono le persone che stanno dietro il far rispettare questa legge: se lo decide un partito unico è diverso da dove lo decide una serie di persone”.

UN’INGIUSTIZIA FATTA ALL’INDIVIDUO E’ UNA MINACCIA FATTA ALL’INTERA SOCIETA’

“E’ più libera una nazione senza catalogo di diritti, ma con una separazione di poteri, rispetto a una nazione con una splendida serie di diritti gestiti da un solo potere!”

IL CONTRAPPESO DEI POTERI

Zanon ha concluso il suo intervento facendo notare che il riferimento alla Leale collaborazione ai vertici del potere diventa un concetto scivoloso, che rischia di attuare una comprensione tra poteri, che limita senza dubbio la libertà. La garanzia di carta è diversa dalla garanzia vivente. La complessità organizzativa comporta certamente dei rischi, ma i poteri hanno anche la facoltà di impedire i poteri altrui.

“Quando Montesquieu parla del rapporto tra Giudici e leggi, parla dei Giudici come di esseri inanimati. Con una lettura superata e surreale, ma al fondo c’è l’idea che se i Giudici stanno in carica poco tempo non si legano alla professione e a un ruolo, talmente da essere fissi. Nonché a parere dell’autore le sentenze dovrebbero essere distanti dal concetto dell’interpretazione della legge.”

 

Si conoscono molto meglio le esigenze della propria città che quelle delle altre, e si giudica meglio della capacità dei vicini che di quella degli altri compatrioti. Non bisogna dunque che i membri del corpo legislativo provengano in generale da tutta la nazione, ma conviene che, in ciascun luogo importante, gli abitanti si scelgano un rappresentante.

Il professor Giorgini ha spiegato che il contributo di Montesquieu al pensiero liberale parte principalmente dalla separazione dei poteri: uno degli esempi di Costituzione liberale repubblicana migliori è ad esempio quello americano, che ha molto in comune con questo lavoro. “In una molteplicità di tipi di leggi, di natura, di dio, umane, serve cogliere quelli che sono i nodi e i parametri e le circostanze che comportano scelte diverse in nazioni e in popoli diversi. Questa domanda apparentemente semplice comporta delle risposte molto complesse, sia in fatto di sistemi legali che in fatto di giustizia.”

COME MAI CERTE LEGGI SONO PRESENTI IN CERTI STATI?

Giustizia ritardata è giustizia negata. Due eccessi: lo spirito di diseguaglianza, che conduce all’aristocrazia, e lo spirito di estrema eguaglianza, che la conduce al dispotismo. Montesquieu

LA GLORIOSA RIVOLUZIONE

“Circostanze peggiori comportano esiti migliori, le guerre civili, le guerre fratricide e di religione, sono uno straordinario laboratorio politico”.

I PESI E I CONTRAPPESI

“Quando i poteri vengono messi in competizione, allora essi garantiscono la libertà del cittadino: questa è l’idea dei pesi e dei contrappesi di Montesquieu. Per fare questo serve la separazione dei poteri, che in questo modo garantiscono la libertà del cittadino.” Prosegue Giorgini. “L’aristocrazia per Montesquieu ha un grande peso, perché è il contrappeso del Re”.

“La libertà si conserva, secondo Montesquieu, quando tutti i cittadini in maniera diversa contribuiscono in qualche modo partecipando alla cosa pubblica. La vera libertà si trova solamente all’interno delle Repubbliche, aristocratiche o democratiche, a seconda del peso del popolo in esse, solo all’interno delle Repubbliche si può avere la libertà.” Secondo Giorgini una Repubblica non deve avere un grande territorio perché la partecipazione deve essere proporzionale alle dimensioni geografiche e numeriche.

Non c’è tirannia peggiore di quella esercitata all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia. Una cosa non è giusta perché è legge ma deve essere legge perché è giusta. Montesquieu

La dott.ssa Odescalchi ha presentato questo evento come il primo che fa parte delle sessioni di formazione professionale per l’ordine dei giornalisti che è offerta da Lodi Liberale. Gli eventi complessivi sono sei.

“Lo studio dei principi fondamentali della giurisprudenza – ha detto – è un percorso che si mostra particolarmente duttile per cercare di avere un approccio e una forma mentis adeguata.”

LEGGE E LIBERTA’

“Il libro è stato pubblicato nel 1748 ma è ancora attuale: la legge è senza dubbio uno strumento che garantisce la libertà. L’uomo non può realizzare il compimento della propria vita e dei propri fini senza la legge. Il concetto di legge è necessario alla natura dell’uomo.”

Vi sono alcuni che guardano alle Costituzioni con religiosa riverenza e le considerano alla stregua dell’Arca dell’Alleanza, troppo sacre per essere toccate. Thomas Jefferson

IL RINNOVAMENTO NECESSARIO 

Dal pubblico la consueta domanda da parte della giovane studentessa Lisa Kinsperger, che ormai da quasi un anno è una presenza fissa per la parte costruens con i partecipanti alle serate di Lodi Liberale.

“Le leggi sono un ampliamento della libertà secondo Montesquieu, mentre Hobbes pensa che la libertà sta nel silenzio delle leggi, quale la verità e come mai uno dei principi della Costituzione americana riguarda che le leggi non possono essere riformate completamente? Alla luce di quanto schematizzato da Thomas Jefferson, le leggi quando devono essere riformate?”

“Ogni generazione ha il diritto di azzerare tutto e di rifare la Costituzione, secondo Jefferson, troviamo tracce di questo nella costituzione giacobina, mai entrata in vigore. Tale concetto entra in conflitto con quanto si insegna in Diritto costituzionale, dove la ratio è che la Costituzione debba essere un potere precostituito, dove i cambiamenti devono essere limitati e puntuali. Quando oggi si parla di convocare una nuova Assemblea Costituente è un pour parlair, perché in Italia non è possibile.” 

In uno Stato libero quello che non è esplicitamente vietato è permesso.

(MC)

 

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