Vittime della cattiva austerity: della buona non è dato sapere

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Sapevate che esistono differenti tipi di austerity e che, a differenza di quello che vediamo quotidianamente al Governo, ci sono strategie del tutto diverse per invertire il debito? Se non sapete di cosa si parla questo volume fa per voi.

Austerità. Quando funziona e quando no”. Il volume è stato presentato dall’associazione Lodi Liberale LUNEDÌ 23 SETTEMBRE 2019 presso la sala Antonella Granata, in via Solferino 72 a Lodi “ insieme a FRANCESCO GIAVAZZI, Professore di Economia Politica presso l’Università Bocconi di Milano; con OSCAR GIANNINO, Giornalista.

“Il libro è stato il primo della VII stagione: l’iniziativa porta a Lodi, con costanza, personalità di alto livello nel panorama accademico e giornalistico, in appuntamenti che parlano di cultura politica liberale attraverso i libri.”

“Esiste un’austerità buona e un’austerità cattiva – ha detto Lorenzo Maggi Presidente dell’Associazione Lodi Liberale – il fatto interessante è che il buon senso e l’intuizione di questo volume sono confermate dai fatti, esso spiega la differenza tra i due regimi fiscali. La tesi del volume è che – in Italia – si sia dato sfoggio prevalentemente, se non quasi in via esclusiva, dell’austerity fatta di tassazione e di annichilimento del tessuto produttivo ed economico.”

Onore a Minghetti In questa serata si è parlato di amministrazione pubblica, di pareggio di bilancio e di buona politica economica. Dell’austerity buona, ovvero della riduzione della spesa pubblica, non si ha notizia. Questo libro, in modo scientifico, non prende posizione su quanto dovrebbe essere il livello ottimale della spesa pubblica, ma spiega che l’intervento è dovuto ma nella direzione della riduzione della spesa e non solo dell’aumento delle tasse, l’opposto di quanto avviene puntualmente.

PERDIAMO MOLTI SOLDI PER COLPA DI POLITICHE NON LUNGIMIRANTI

“Il libro è uscito in Italia e negli Stati Uniti, inizialmente, in italiano e in inglese: l’argomento dell’austerità è divenuto un tema importante perché alcune nazioni hanno avuto una gestione allegra del debito, per cui hanno dovuto far fronte a una serie di dati che riportano un aumento costante del debito. L’austerity non è un fenomeno che riguarda solo l’Italia, l’Europa o gli USA, ma riguarda tutte le nazioni che hanno un sistema economico uniforme. Il volume cerca di capire in che modo è possibile affrontare il debito senza averne troppi costi”. A parlare è il professor Francesco Giavazzi, che spiega come si sono analizzate le questioni economiche nei paesi OCSE e come mai, a guardare bene, si può dire che le soluzioni trovate non siano proprio le più convenienti. Lo studio degli effetti della politica fiscale non ha nulla a che fare col positivismo economico.

POLITICHE ECONOMICHE RIPETUTAMENTE ERRATE SONO PERICOLOSE

Nelle Leggi di Bilancio raramente si trovano delle sorprese buone: le misure che vengono annunciate comportano un cambiamento nelle decisioni di imprese e di cittadini. Per questo le misure che vengono attuate sono più spesso il classico aumento della tassazione, raramente la diminuzione della spesa che può arrivare fino alla metà dell’ammontare.

Secondo il professor Francesco Giavazzi i piani fiscali basati sulla Spending sono più performativi di quelli che applicano la Tax. Spendere e investire è un modo per mettere in moto il sistema, aumentare le tasse no. L’effetto sul PIL alla lunga è molto diverso.

Possiamo immaginare dunque come mai dal punto di vista statistico applicare un sistema a priori recessivo (entrambi lo sono) più limitante di altri, porta a una concreta difficoltà a ridefinire la posizione. Gli economisti per lungo tempo non si sono interessati di politica fiscale.

“La politica monetaria era arrivata a fine corsa – ha detto Giavazzi – quindi è stato messo in moto il secondo strumento amministrativo, ovvero quello della politica fiscale”. Obama ha applicato questo stratagemma nel bel mezzo della crisi economica. Dal 2008 in poi in tutto il mondo la politica fiscale è divenuta argomento di piena attualità.

In Italia le austerity si sono ripetute diverse volte, ma a farla da padrona il Governo Berlusconi e il Governo Monti hanno dato esempio di due diversi modi di lavorare: il primo con la diminuzione della spesa e il secondo con l’aumento delle tasse. Si parla di percentuali di risparmio complessivamente molto basse. Nella seconda fase del Governo Monti, nel 2013, il risparmio è stato invece molto più alto.

UN LIBRO DA MANEGGIARE CON CURA

“Questo è un saggio che mette in risalto quanto è accaduto nella seconda fase della crisi economica 2008/2012 che ha scatenato un effetto polemico devastante, facendo perdere notevole consenso e fiducia nell’economia. Per questo questo saggio, invece, uscendo in modo puntuale sulla crisi, essendo fondamentalmente prezioso, va maneggiato con cura.” Secondo Oscar Giannino, giornalista, il libro non è un prodotto di liberalismo militante, ma propriamente scientifico.

“La reazione alla crisi economica, in USA, è stata per forza di cose molto più rapida che da noi, visto che la leva pubblica di ricapitalizzazione localmente ha tempi più lenti. I mercati sono divenuti giudici del debito. Giorno dopo giorno. Tuttavia il dibattito esploso in occasione di questa crisi ha coinvolto tutto il mondo, il FMI, tutte le parti economiche si sono combattute per arrivare a definire le cause della crisi.” Secondo Giannino la narrativa – come viene definita – mette insieme sia i dati storici che quelli economici, che la valutazione dei numerosi interventi di consolidamento delle nazioni, prima, durante e dopo la crisi.

IL DEBITO PUBBLICO NON E’ LA RICCHEZZA DI UNA NAZIONE, STAMPARE MONETA NON E’ UNA SOLUZIONE

L’idea centrale è che la politica deve trovare la chiave per far reagire il mercato e la produzione nel modo migliore. Oscar Giannino evidenzia che il metodo scientifico consiste in una soluzione a lungo termine sana. Molto meno efficace intervenire senza una precisa visione del problema.

Alberto Alesina, Carlo Favero e Francesco Giavazzi hanno raccolto e analizzato centinaia di programmi di austerità attuati dai governi di sedici Paesi avanzati dalla fine degli anni Settanta a oggi, con un’attenzione particolare a quelli adottati in Europa dopo la crisi greca del 2010 e che in Italia includono gli anni difficili del governo guidato da Mario Monti. Emerge dall’analisi dell’esperienza di questi Paesi un risultato estremamente chiaro: tagliare le spese è molto meno dannoso che alzare le tasse. Può esistere, ed è dimostrato in queste pagine, anche un’austerità «espansiva», come testimoniano tra gli altri i casi di Belgio, Canada e Irlanda negli anni Novanta. In più, non necessariamente il rigore in economia rappresenta il «bacio della morte» per i governi che lo praticano: in Gran Bretagna, David Cameron vinse le elezioni dopo aver portato a termine un programma di riduzione della spesa pubblica e del numero di impiegati statali. «Austerità» è un volume destinato a trasformare il dibattito sulle politiche di consolidamento fiscale, soprattutto in un Paese, il nostro, afflitto – ma non condannato – dal suo enorme debito pubblico.

“Già in Italia nella prima grande crisi economica fiorentina del Banco dei Bardi si parlava di debito pubblico. La Repubblica di Firenze scopre in quel periodo il debito. Anche oggi molti professori ed economisti sono convinti che il debito pubblico sia una fonte di ricchezza. I corpi intermedi, i cattedratici hanno schifato il dibattito pubblico, scappando dalla discussione, lasciando un vuoto di una parte invece imprescindibile.”

DIFFIDATE DA CHI VI VIENE A CHIEDERE IL VOTO E NEL FRATTEMPO FA ECONOMIA A MODO SUO

La tesi di Oscar Giannino è che l’Italia abbia portato avanti politiche e ideologie legate al provincialismo, mentre di fatto la demografia è asfittica e non ci sono i presupposti per la demagogia. In sostanza sarebbero mancate le spinte delle professioni. In questo contesto anche l’applicazione pedissequa di politiche con Governi di intenzione, con posizioni politiche ambigue, ha contribuito sia alla disaffezione da parte di chi produce, all’abbandono vero e proprio. “Mario Draghi – ha detto Giannino – in questo contesto ha avuto un modo di lavorare molto buono.” Nonostante questo vi sono state diverse distorsioni e il mondo in cui il mondo ha preso e affrontato la crisi è stato ben poco equilibrato.

“Le manovre devono essere durature, effettive, coerenti, combinate” secondo Giannino. Come dargli torto.

“Quando l’economia va male si può fare debito, quando va bene invece si riduce: qui sta il peccato mortale del politico, nelle sue scelte economiche.” Il volume illustra delle statistiche che riportano gli andamenti delle crisi economiche e delle diverse tipologie di Austerity nel mondo, e mostra come il moltiplicatore della spesa sia minore del moltiplicatore delle tasse (almeno per quanto riguarda l’austerità) e ne spiega i motivi.

“L’austerità» scrive Ferruccio de Bortoli nella prefazione a questo libro «non è un’ideologia, uno stato d’animo o, peggio, una perversione dell’anima. È semplicemente uno strumento, o meglio un insieme di strumenti di politica economica, necessari ad affrontare una situazione d’emergenza, a recuperare efficienza, a innalzare il prodotto potenziale, a introdurre maggiore equità sulla strada di un rinnovato sviluppo.”

A cura di Martina Cecco

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