Acqua: Pubblica, privata o pulita?

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L’obiettivo: fiumi e falde pulite entro il 2015

“Occorrono regole certe per le aziende idriche, affinchè si possano programmare e attuare gli investimenti su collettori e depuratori”

Il dibattito sul valore dell’acqua arriva in Triennale a Milano, ospite della mostra Green Life di Legambiente e del convegno organizzato domani da Amiacque. “Nel nostro Paese si sta parlando molto di acqua potabile e di riorganizzazione delle aziende idriche. Un dibattito prezioso e giustamente acceso, ma forte è il rischio che mentre parliamo di acqua potabile ci dimentichiamo la grave emergenza che riguarda la inadeguatezza delle nostre reti scolanti – dichiara Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia – Occorre unire le energie di regione, enti locali e aziende idriche per raggiungere l’obiettivo del risanamento che la direttiva europea 2000/60 colloca al 2015.”.

L’acqua è un bene comune, il suo utilizzo deve rispondere a criteri di utilità pubblica: per questo Legambiente è contraria ad introdurre obblighi di privatizzazione del servizio idrico nel nostro Paese, anche alla luce dei fallimenti di analoghe esperienze all’estero. Ma prima di tutto l’acqua deve essere pulita: quella che sgorga dai rubinetti dei lombardi lo è, grazie agli investimenti e alle buone pratiche attuate dalle aziende di gestione del servizio idrico. Per questo, e per scoraggiare consumi superflui, da anni Legambiente è protagonista della campagna ‘Imbrocchiamola!’ che incoraggia i cittadini al consumo di acqua prelevata alla ‘spina’ domestica.

Non altrettanto pulita invece è l’acqua che viene restituita, dopo il trattamento di depurazione, ai corsi d’acqua: l’intollerabile livello di inquinamento di Lambro, Seveso e Olona è la spia più efficace di una carenza ancora da colmare, che riguarda le reti scolanti (nel nostro bacino sono centinaia di migliaia le utenze che non sono nemmeno connesse ad un impianto di depurazione) e le prestazioni degli impianti di depurazione.

“Il nostro obiettivo è quello di avere fiumi e torrenti puliti entro l’anno dell’expo – ricorda Barbara Meggetto – per raggiungerlo bisogna immediatamente prevedere enormi investimenti su due versanti: la riduzione dei consumi idrici e il miglioramento delle acque restituite dopo l’uso, sia in termini quantitativi, riducendo le perdite della rete scolante, che qualitativi, ma perchè gli investimenti vengano attuati occorre che la politica definisca un quadro di regole chiare, evitando di metterle in discussione ad ogni cambio di maggioranza dei governi nazionali e regionali”.

L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia
Tel 02 87386480 – 349 1074971

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