Come il clima cambia la nostra idea di libertà

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Le radici della miopia o cecità che ci impediscono di prendere vera coscienza del rischio ambientale affondano nell’illuminismo. Ne è convinto Amitav Ghosh, il più noto scrittore indiano di lingua inglese, laureatosi in Antropologia a Oxford. Una formazione che gli consente di avere una visione letteraria e globale al tempo stesso sulle vicende umane, dalle migrazioni al cambiamento climatico. La convinzione che l’essere umano abbia una libertà illimitata non ci permette di affrontare con la giusta serietà l’emergenza clima.

I devastanti incendi californiani, gli uragani, la siccità che spinge milioni di persone a migrare, le maree sempre più alte, i ghiacciai sempre più assottigliati. Il cambiamento climatico colpisce con maggiore violenza i territori in cui l’intervento artificiale dell’Uomo è stato più invasivo. Amitav Ghosh mette fortemente in discussione l’idea prometeica dell’Uomo in grado di addomesticare la natura. Per Ghosh l’emergenza climatica non può essere separata dalla questione della povertà, della giustizia, delle diseguaglianze. Per risolvere tutte queste catastrofi multidimensionali – come le ha definite lo scrittore e antropologo – serve una presa di coscienza basata sulla cultura del limite, che capovolga l’idea distorta che la natura possa essere “torturata” alla ricerca di chissà quale segreto nascosto. Tecnologia e scienza spesso hanno appoggiato questa tesi. E una ristretta élite occidentale ha diffuso questo paradigma nel mondo, attraverso colonialismo e imperialismi antichi e moderni. Una resistenza ecologica deve partire dal basso ma deve avere le ovvie sponde politiche.

Ghosh vede di buon occhio i movimenti ambientalisti sorti negli ultimi anni. Non solo Greta Thunberg: ci sono tante altre esperienze che poi così nuove non sono, che invocano una convivenza rispettosa tra esseri umani ed esseri viventi in genere, “visione” di cui si fa interprete Papa Francesco. “Il mondo moderno ci sta crollando addosso” è il monito amaro ma concreto che Ghosh riversa sul pubblico online del Festival di quest’anno. L’emergenza climatica non è un rischio per il futuro ma un’emergenza del presente. La pandemia da Covid-19 ci ha insegnato che riducendo qualche libertà (a cominciare dall’obbligo di indossare la mascherina) si possono conquistare benefici per tutti, su scala globale.

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