Pedofilia: concepite e partorite a scopo sessuale. Bimbe ai servizi sociali

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La vicenda è accaduta a Grosseto dove, due mamme, avrebbero costretto le proprie figlie ad avere rapporti sessuali con loro.

Una mamma è di Terni, una di Reggio Emilia e il papà è di Grosseto.

Le due donne avrebbero commesso abusi sessuali sulle figlie fin dai primi anni di età con lo scopo di produrre immagini a carattere pedopornografico. 

Sono state arrestate dalla polizia postale della Toscana in esecuzione di una misura di custodia cautelare emessa dal gip di Firenze. 

I reati contestati agli arrestati sono, a vario titolo, violenza sessuale su minori di dieci anni, produzione e divulgazione di materiale pedopornografico. 

Le due presunte vittime, sono entrambe minori di 10 anni. L’uomo arrestato, padre di una delle bimbe, e la mamma di Terni, con cui aveva una relazione, avrebbero deciso di concepirla al solo scopo di abusarne sessualmente, per farne un proprio “giocattolo sessuale”. 

“Da una chat”, scrive il gip Agnese Di Girolamo 

nell’ordinanza, “emerge come assolutamente verosimile” che la gravidanza sia stata voluta “con il preciso intento di realizzare le fantasie sessuali condivise”. 

 L’uomo, secondo le ricostruzioni investigative, avrebbe abusato della figlia in almeno tre occasioni.

Gli episodi sarebbero avvenuti con la complicità della madre della piccola che avrebbe inviato foto pedopornografiche della loro stessa figlia tramite whatsapp.

Sempre lei lo avrebbe consigliato su come adescare altri bambini.

L’altra donna, incensurata come la prima, avrebbe agito per denaro, alcune centinaia di euro per volta. 

Avrebbe inviato all’uomo, sin da quando la figlia aveva solo 1 anno, immagini degli abusi da lei stessa commessi verso sua figlia, in cambio di soldi. 

Nella casa dell’uomo, furono ritrovati bambolotti riproducenti neonati e altri oggetti ritenuti di interesse investigativo. Inoltre l’analisi di pc e cellulari che gli sono stati sequestrati ha svelato i rapporti con le due donne e gli abusi sulle minori. 

Da pochi mesi la donna aveva smesso per timore che la bambina, diventata più grande, potesse raccontare tutto al padre, all’oscuro di tutto e risultato completamente estraneo alla vicenda. 

Gli accertamenti della Polizia postale proseguono per identificare altre vittime di violenze.

Le due bambine, dopo gli arresti, sono state affidate ai servizi sociali.

Di Luisa Betty

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