Referendum Costituzionale del 4 dicembre: informarsi è d’obbligo

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Il Partito Liberale Italiano ha preso una posizione sul Referendum Costituzionale, pubblicata il 3 ottobre scorso, corredata di un dossier. La posizione del partito è sul NO, il motivo principale per cui il Segretario del PLI Giancarlo Morandi sta presentando in Italia la relazione sul voto che ci attende il 4 dicembre prossimo è legata al principio di Libertà. Secondo quanto riportato in sessione di studio la Riforma Boschi – Renzi porterebbe a una diminuzione delle libertà politiche e amministrative e a un’accentramento statalista eccessivo, ritenuto persino pericoloso.

Questa è la posizione ufficiale alla quale, però, anche tra i militanti del partito si pongono diverse obiezioni.

“E’ una riforma fatta male, non perfetta, ma di certo meglio della situazione attuale. Di certo non sarà votando NO che se ne farà un’altra. In primis vi è la questione del bicameralismo perfetto: oggi arriva al Senato una proposta di legge, quindi vengono convocate le commissioni che convocano le parti che convocano i sindacati che convocano gli industriali ecc. ecc. poi il disegno torna al Senato per essere votato, quindi va alla Camera che convoca le parti che convocano i sindacati ecc. ecc. Viene però cambiata una preposizione, per cui il disegno torna al Senato che convoca le parti, che convoca i sindacati, che convocano… ” scrive Enrico Oliari, già Direttore di Notizie Geopolitiche “questo sistema non funziona, non è attuale.”

Ma non solo, anche le voci della rete si posizionano sul SI’: “Con la devoluzione voluta dal Governo Prodi si è creata una confusione di attribuzioni dei poteri locali e le Regioni hanno approfittato di alcune lacune per legiferare a proprio piacere gestendo nel peggiore dei modi i servizi attribuiti, vediamo l’esempio della Sanità. Questa riforma riporta tutto al centro e successivamente si può decidere di devolvere ma in modo più serio.”

E sul ruolo del Senato: “Il Senato in sostanza assume la caratteristica della camera dei lord inglese. Non è eletto direttamente ma non è nominato in quanto i futuri senatori sono frutto di elezioni. Del resto la riforma Berlusconi prevedeva il senato delle autonomie.”

E’ del tutto evidente che la politica liberale non può essere condotta con autoritarismo e con imposizioni, di conseguenza il principio primo di un buon PL è quello di mettere al centro delle scelte alle urne la persona, che con il suo sapere e le sue convinzioni ha il pieno diritto di scegliere individualmente, senza ordini o imposizioni “di batteria”.

E’ pur vero che in questi giorni abbiamo assistito più che altro a uno scontro tra le parti politiche, una battaglia condotta sul Renzi NO, Renzi SI’, in realtà molto distante dai temi referendari, che non vertono sulla legittimazione del Governo in carica, si pensi che non ci sono obblighi a dimissioni anticipate, anche se questo è quanto si vorrebbe far credere. Il dialogo tra i proponenti e l’elettorato è però complesso. Si voterà nel 2018 e il Governo qualsiasi sia il risultato nonè in discussione.

L’invito, tuttavia, per la qualità della formazione personale, è coerente alla lungimiranza del PLI, storica, attestata: quindi di verificare le informazioni che si apprendono dalle parti politiche e di studiare il Referendum attraverso analisi più precise e dettagliate, che solo un Costituzionalista potrebbe offrire. Questo è quanto Liberalcafé si sente di proporre come ipotesi di analisi in vista delle urne. Aprendosi a una discussione complessiva sulla Riforma. In attesa del 4 dicembre.

Di Martina Cecco

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