Trend o contro trend: scopriamo il Social Media Marketing

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ROLDANO DE PERSIO

Bamboccioni? Tutto frutto di un sistema studiato a puntino, per creare desideri e esigenze il più possibile coerenti tra loro, facendo leva specialmente sulle piccole soddisfazioni quotidiane che tendono a fare riferimento ai piccoli capricci di quando si era adolescenti o addirittura bambini.

Il nostro progetto di vita, in altre parole, sarebbe fortemente condizionato da studi di marketing e strategie di vendita che puntano a limitare la varietà della richiesta, per facilitare il consumo e far sentire il consumatore al centro dell’universo nel modo più semplice, cioè con operazioni di massa, coinvolgimento del maggior numero di compratori possibile e di conseguenza appiattimento dei desideri.

Siamo manipolati? Secondo gli esperti di marketing non si tratta esattamente di questo, quanto piuttosto di un processo di standardizzazione della richiesta: se i consumatori scelgono loro stessi le campagne e sono protagonisti del marketing, automaticamente il prodotto che esce dalla mente collettiva andrà, statisticamente parlando, a soddisfare la massa e di conseguenza interesserà anche chi, di suo, avrebbe dei gusti diversi ma si lascia condizionare o più semplicemente finisce per assoggettarsi o accontentarsi.

Con queste manovre aumenta la soddisfazione del compratore e diminuisce la fatica del produttore nello studiare nuove dinamiche: piccoli cambiamenti che seguono i desideri di chi acquista e lo stesso prodotto può essere rilanciato con una nuova campagna. Il risultato? Adulti che restano in qualche modo bambini, che non maturano una stabilità nelle proprie esigenze e piuttosto sono parte di questo sistema che li vuole “piccoli”.

Quanto contano i social network in questo processo? Ne abbiamo parlato con Roldano De Persio, consulente SEO e Social Media Marketing. “Il Social Media Marketing è un canale del Marketing che si è sempre più affermato negli ultimi anni grazie all’avanzata inarrestabile della piattaforma Facebook. Alcuni esperti arrivano persino ad affermare che, almeno in ambito digital, i Social Media e più in particolare Facebook sono gli unici canali su cui vale la pena investire. Nonostate Facebook sia il Social più conosciuto in Italia ridurre Social Marketing alla sola creatura di Mark Zuckerberg è troppo riduttivo. Twitter e Instagram, infatti, si stanno sempre più affermando e comincia ad avere spazio anche l’ultimo arrivato G+. “

Cosa è cambiato nel proporsi? “Fare attività Marketing sui vari Social è un’attività complessa e lo diverrà sempre più nei prossimi anni con l’evoluzione delle varie piattaforme. Ma cosa significa fare attività Marketing su Facebook? In sintesi si tratta di applicare le vecchie e note metodologie marketing in un ambiente diverso rispetto ai classici canali come la televisione o la carta stampata. Su Facebook si può fare pubblicità tramite annunci o sponsorizzando I post, le aziende possono avere una pagina business e possono rispondere alle richieste dei clienti vecchi e nuovi. Tutte cose non troppo dissimili nella sostanza a quanto avveniva con I mezzi classici. L’ambiente, l’ecosistema però è molto differente perché le aziende sono immerse in un mondo dove non possono più gestire completamemente il messaggio rivolto ai loro clienti o ai prospect.”

Le conseguenze principali di questo cambiamento quali sono e sono già monitorate? “ Prima dell’avvento dei Social Media l’immagine del prodotto o dell’azienda poteva essere controllata e pilotata; ora con Facebook la situazione è più dinamica e meno gestibile. Certamente possono essere creati annunci simili a quelli di Google AdWords, ma non ci si può limitare a questo. Le pagine aziendali Facebook, come anche I canali Twitter, implicano, infatti, anche una minima forma di interazione con gli utenti/clienti presenti su Facebook e questo può portare a veri e propri disastri dell’immagine e della reputazione del Brand se vengono fatti errori di comunicazione. Molto importante e da non sottovalutare anche il fatto che in molti casi l’attività su Facebook non da un ritorno immediato: Facebook e Twitter non servono per vendere! Al contrario nella maggioranza dei casi va invece curata l’attività di Brand Awareness perché l’interazione social determina una maggiore familiarità con il prodotto e l’azienda stessa.”

2 COMMENTI

  1. Non siamo e non dobbiamo essere manipolatori. Il senso del marketing nell’era digitale deve essere quello di fornire la risorsa più adatta “solo” all’utente che la sta cercando, evitando di bombardare le persone con messaggi inopportuni.

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