Monti 3monti Bond, James Bond? No, Monte dei Paschi di Siena (MPS)

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MARTINA CECCO

Intervista a Daniele Costa, candidato alla Camera dei Deputati per le Elezioni Politiche 2013.
”Di tutto questo danno e malessere del paese, la vecchia e malsana politica riesce solo a farne sterile propaganda politica fatta di accuse e controaccuse da destra a sinistra, da sinistra a destra. DC”

Monte dei Paschi di Siena in fallimento chiude la trattativa tirando, dopo la Antonveneta, l’ultimo colpo mortale dalla politica delle banche del governo tecnico e mettendo a nudo certe non chiare coincidenze politiche che non portano bene alla sinistra: l’ultimo colpo di scena o il classico coperchio della pentola che non fa il diavolo?
“Ieri viene finalmente fuori questa “scandalosa” notizia: sembra che sia di Mario Monti, se ben 3,9 mld di euro verranno usati per risanare Mps, la storica banca italiana da ben 540 anni. In data 17 dicembre 2012 leggevo un’interessante articolo su Affaritaliani.it di cui riporto parte: “La Commissione Ue ha ufficialmente autorizzato stamane la concessione di aiuti di stato a Mps per 3,9 miliardi di euro complessivi attraverso i cosiddetti “Monti bond” che andranno in parte a sostituire gli 1,9 miliardi di euro dei cosiddetti “Tremonti bond” emessi dalla banca nel 2009” ma in quell’occasione nella stampa nazionale, scritta o televisiva non ci fu’ neppure un’accenno .. eppure anch’io lo condivisi sul mio profilo Facebook ma in effetti, non interessava a nessuno. Così arriviamo al fatidico voto a favore dei 3,9 miliardi di finanziamento pubblico con le obbligazioni convertibili emesse dal Governo, cifra che riporta subito alla mente quei 4 mld raccolti con la patrimoniale pagata dal ceto medio che si nasconde dietro alla sigla IMU. Eh sì, perché sono proprio quei 4 mld irrinunciabili e raccolti dall’IMU sulla prima casa, che sembravano mancare allo Stato per risanare i conti, sì, .. ma del Monte dei Paschi di Siena.”

Non è una assoluta novità che il caso italiano fosse in realtà un problema di “giochi” fatti di storni, di conteggi e investimenti, compensazioni, trattative e ammortizzazioni, ma che cosa ne pensi della crisi economica e di un paese che si trova ad arrancare anche per le piccole cose, come farsi pagare dai clienti, chiudere i bilanci aziendali e come si dice, fare girare l’economia, partendo dalla salute della classica casainga di Voghera, che non arriva a fine mese?
“Non lo dicono in molti, è una versione che si può leggere sul web, ma di fatto la situazione è questa: come farà Mps a rimborsare quelle obbligazioni in dieci anni? Considerando che per restituirli dovrebbe sostenere un onere finanziario del 9%, significa che la cifra da restituire sarebbe all’incirca il doppio.
Uno scenario impensabile ed ovviamente irrealizzabile considerando la crisi che stiamo vivendo e che di certo non potrà migliorare nel prossimo futuro. Forse se ce lo avessero detto subito, qualcuno avrebbe avuto da ridire! Da domani quindi, a meno che si presenti un altro socio privato, la voragine del Monte dei Paschi diverrà debito pubblico poiché lo Stato convertirà almeno in parte i suoi bond. Ed il debito pubblico lo sappiamo, è il grave problema dell’Italia, quello per cui le varie manovre di “lacrime e sangue” varate dai governi sono state riversate integralmente ed esclusivamente nei cittadini e nelle imprese. Ma allora qualcosa ci sfugge? Monti non era qui per salvare l’Italia e la sua credibilità?” ”

Lo Stato ha più volte dimostrato di avere un forte interesse nel mantenere in piedi, seppur debitori, enti ed istituti, ma quando è la banca di Alessandro Profumo, ex Unicredit, c’è qualcosa di più. Una sincronia particolarmente interessante quella del terzetto Mario Monti, Alessandro Profumo e Angela Merkel, nel far quadrare i conti in rosso di MPS, una manovra nella manovra o una semplice coincidenza?
“Non essendo un’economista probabilmente non ho avrò una visione corretta di questi meccanismi di alta finanza “intrecciata tra privata e pubblica” che per l’appunto, apparentemente sembra togliere soldi ai cittadini, distruggendo quello che resta del tessuto economico sociale del paese già provato duramente dalla crisi economica mondiale, per mantenere in piedi “istituti” mal gestiti che negli ultimi anni non hanno arrecato altro che danno al paese stesso.”

Una Banca fallita, dunque, completamente a carico dello Stato? “Dopo 540 anni dalla sua fondazione, il Monte dei Paschi di Siena dovrebbe venire nazionalizzato una volta per tutte, come suggerito da Giampiero Samorì, per cambiare finalmente un sistema bancario che chiaramente non funziona. A questo proposito e se è mai possibile, ciò che può fare ancor più arrabbiare, è che gli amministratori di questi grossi gruppi, pur facendo solo enormi danni se ne vanno con le tasche gonfie di quattrini….e così si viene a sapere che Vigni e Mussari, che non sono di certo gli unici colpevoli del buco Mps, dopo 5 anni di gestione in cui il titolo è passato dai 3,575 del 21 maggio 2007 ai 25 centesimi del 30 dicembre 2011 .. senza contare poi che in questo periodo di tempo, il gruppo ha bruciato molti miliardi di capitalizzazione chiedendo per ben due volte ai soci di poter ricapitalizzare.”

Escono dalla porta ma rientrano dalla finestra, le Fondazioni e le Compartecipate sono parcheggi studiati per i simpatizzanti della politica; il caso Monte dei Paschi di Siena potrebbe servire per dare esempio all’Italia di tutto ciò che è stato? “Sono queste notizie che creano disagio e sfiducia agli italiani: la consapevolezza che c’è qualcuno che vive al di sopra di tutto e di tutti. Qualcuno che con tante lauree in tasca e curriculum di tutto rispetto, viene messo a capo dei cda di questi istituti o di altri grossi gruppi/aziende (vedi Rai, Alitalia, etc) e per quanti danni facciano, se ne vanno con buone uscite milionarie proprio mentre si provvede a tagli del personale poiché non ci sono soldi per pagare gli stipendi del personale che lavora davvero per mandare avanti l’azienda – segue Costa – Se questa è l’Italia che vogliamo salvare, dovremmo ricordare a questi signori che chi non è in grado di far bene il proprio lavoro e crea danno all’azienda che ha amministrato, normalmente dovrebbe essere licenziato per giusta causa ed a certi livelli, forse sarebbe pure il caso di fargli firmare una dichiarazione di responsabilità prima di concedere gli incarichi.”

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Giornalista. Ha coltivato il mestiere di scrivere a partire dalla giovanissima età. Politicamente impegnata nella destra liberale ha lavorato nel settore stampa delle ACLI e di Azzurro Donna. Dopo l'università frequenta un corso specialistico per comunicazione e web marketing a Milano e comincia a produrre testi per il web. Già collaboratrice radiofonica per Radio Alzo Zero. Ha curato testi di medicina per Tanta Salute e ha seguito un percorso di ricerca scientifica sul PapillomaVirus a Napoli. Dal 2005 si è occupata di temi internazionali e di.solidarietà come responsabile comunicazione in TrentinoSolidale onlus, attualmente segue una rubrica "Deontologicando" su Secolo Trentino, che dirige.

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