Il Partito dei Pallini colorati

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di GIUSEPPE MONTESANO

Le elezioni sono vicine, e il Papg, il Partito a Pallini Gialli, e il Papf, il Partito a Pallini Fucsia, sono in crisi. Come fare a distinguersi? Anche le sedi sono uguali, e spesso gli addetti confondono un partito con l’altro. E io ora come faccio a scrivere un reportage sulle differenze tra i pallini? Vedo i programmi: uguali, vedo le cravatte: uguali, vedo i sorrisi: uguali. Solo il colore dei pallini è diverso, ma i pallini sono così piccoli che per distinguerli ci vuole una potente lente di ingradimento. Ma il tempo stringe, devo cominciare!

Allora mi bendo e entro a caso in una delle due sedi, e poi per le differenze mi arrangio. Sono o non sono un giornalista? E allora! Inventare è il mio pane, no? Adesso il Capo sta facendo una scenata, e sulla scrivania troneggia una ghigliottina. «Chi è stato? Chi ha sbagliato faccia un passo avanti, e gli taglio subito lo stipendio! Ma come? Ora pure loro tengono le donne in lista?». Il Capo è fuori di sé: lui li paga! E loro? Non si fanno venire un’dea nemmeno a ghigliottinarli. «Capo…». «Che vuoi?». «Io l’idea ce l’ho…». «Sì, vabbuo’, ma ricordati: ci dobbiamo distinguere…». Enzo Zero annuisce, sicuro: si deve mettere un centenario in lista! «Un centenario?». «Sì! Così dimostriamo che con noi la gente campa cent’anni, si gode la vita, fa sport, fa ses…».

Ma Ciro Zerozerosei lo interrompe, e dice che col microfono-spia ha captato che pure nell’altro partito candidano il centenario. «Ah, è così? E allora noi candidiamo a Matusalemme! Noi can…». «Nun so’ d’accordo! E si ’stu Matusalemme schiatta prima del voto? No, mettiamo in lista un minorenne…». «Bello! Col minorenne pigliamo i voti dei motorini senza casco, dei bocciati, dei…». «Scusami, Zerospaccato, ma ho captato che loro hanno captato la nostra idea: e candidano un criaturo dell’asilo…» dice mesto Zerozerosei. Ma il Capo agita il pugno, e urla: «Sì? E noi candidiamo un poppante!». L’euforia comincia a crescere, già si stappa lo spumante, quando dal fondo si sente la voce di Peppe ’O Laureato: «Scusate, non per fare il disfattista, però…». «Però?». «Però i minori di diciotto anni non votano…». «E certo!» grida il Capo, rosso in viso, e indica col dito Zerospaccato: «Tutta colpa tua! Ah, e tu saresti il consulente elettorale? Bene! Da domani ti dimezzo lo stipendio, e pigli solo novemila euro!». «No, pietà! E come campo?».

Nessuno si impietosisce per Zerospaccato, e Ciro Zerozerosei sussurra: «E poi, di là, stavano già passando a candidare un embrione…». Il Capo li guarda con disgusto: come deve fare con loro? No, adesso basta. Da domani tutti tornano a lavorare e lui si sceglie un team nuovo, sveglio, efficiente! «Voi, belli miei, avete chiuso…» e con un gesto secco lascia piombare la ghigliottina su un pupazzetto di gomma: zac! Ma al rumore dello zac, di colpo i collaboratori saltano in piedi tutti pieni di idee, rigurgitanti di trovate, di colpi bassi, di trucchi. «Candidiamo il pensionato modello! Quello che si fa abbassare la pensione per aiutare i conti dello Stato! Quello che si suici…». «Che dici, idiota? Dobbiamo candidare il disoccupato buono! Quello che crede a tutto, che fa l’elemosina a chi è più disoccupato e mantiene tre figli con i lavoretti fatti in casa per i cinesi…». «Ma i cinesi votano?».

«Che c’entrano i cinesi, ignorante! Dobbiamo candidare la casalinga perfetta: stira, cuce, fa il pane in casa, risparmia sui consumi, sorride, c’ha il forno a microonde, è felice…». «Nooo! Tutto sbagliato, questa è roba vecchia! Io ho un’idea veramente buona…». «E sarebbe?». «Parla…». «E forza!». Con aria furba, e lisciandosi calmo la faccia rasata di fresco, Zerototale si guarda attorno, accavalla le gambe, si schiarisce la voce, e fa: «Candidiamoci noi, come sempre. La politica è una cosa seria, non scherziamo. Candidiamoci noi, tanto la gente ci vota: e che gli manca? Ci sta la democrazia, scelgono liberamente, tengono la macchina, non pagano le tasse: che altro vogliono? Candidiamoci noi e i nostri amici, e vinceremo…». Nell’entusiasmo generale Zerototale sta per essere portato in trionfo, quando Ciro Zerozerosei alza la mano e dice: «Un momento! Anche di là hanno avuto la stessa idea…».

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