Elezioni e regioni: il punto sul Trentino Alto Adige

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THOMAS MARGONI

Manca un anno esatto. Tra 12 mesi si terranno le elezioni provinciali (e quindi, in forza dell’ordinamento statale, regionali) del Trentino e dell’Alto Adige.
Ci concentriamo in questa sede sulla situazione che si sta presentando in provincia di Trento, dove molteplici e ogni giorno maggiori sono le voci e le indiscrezioni che riempiono le pagine dei quotidiani come i blog. Quanto mai magmatica, la temperie permette comunque di fare delle considerazioni abbastanza precise, che i mesi futuri vedranno chiarirsi ulteriormente.

La coalizione di centro-sinistra autonomista che regge il governo provinciale, composta da Pd, UpT e PATT, si trova a fare i conti con il venire a mancare dei 2 pezzi da novanta che hanno contrassegnato gli ultimi 20 anni di politica trentina. Il Presidente uscente Lorenzo Dellai, terminato il suo terzo mandato, non ha più la possibilità di candidarsi alla guida di piazza Dante, secondo lo Statuto di Autonomia che regola il territorio. Il suo vice, Alberto Pacher, candidato ‘in pectore’ a guidare la coalizione, ha dichiarato che lascerà la politica alla fine di questa legislatura. Il fatto che vengano a mancare i due principali volti della politica locale fa sì che la partita sia quanto mai aperta, e ad aumentare l’incertezza vi è il connubio tra crisi economica e tagli alla dotazione finanziaria del Trentino giunti da Roma: la minore quantità di denaro disponibile permetterà meno investimenti (e anche meno clientelismi), e anche questo fattore influirà parecchio sull’esito elettorale.

Il leader del PATT Ugo Rossi è probabilmente il nome forte che il centro-sinistra spenderà come candidato; verrà con ogni probabilità investito dalle primarie di coalizione, e può puntare soprattutto sulla sua esperienza come Assessore alla Sanità e come guida del partito territoriale per definizione. E’ certo un collante che può tenere insieme la coalizione. Il suo alter ego più credibile è Alessandro Olivi, attuale Assessore all’Industria.

Sull’altro fronte, quello del centro-destra, PdL e Lega Nord potrebbero trovare una buona intesa sul nome di Giorgio Leonardi, uscito vincitore dal voto per l’elezione del Segretario provinciale del Popolo della Libertà lo scorso febbraio. Una vittoria, la sua, che porterà con ogni probabilità ad una diversa configurazione del partito: la linea che al Congresso ha fatto riferimento all’avv. Degaudenz, quella rappresentata da Walter Viola e Pino Morandini, potrebbe accasarsi altrove. Magari con il centrista Tarolli, che con Giovanazzi e il leader delle ACLI Dalfovo sta lavorando ad un interessante laboratorio. Il consigliere Rodolfo Borga sta invece mettendo in piedi una lista civica di centro-destra con il collega Sembenotti.

C’è poi da tenere in conto la discesa in campo di nomi della società civile, e in questo senso il Presidente dell’Assoartigiani Roberto De Laurentis è il nome che più si è fatto luce in questi mesi. Portatore di idee nuove e aperto ad un Trentino che sappia trasformarsi in versione più imprenditoriale e meno dipendente dalla spesa pubblica, può certamente sparigliare le carte risultare vincente.

Quanto al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, siamo convinti che avrà parecchi voti anche a Trento e provincia, perché di sicuro in questi anni la politica ha creato molto sconcerto e molta delusione, anche in una terra giudicata da molti ricca e ben governata.

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